Classe 1992, giornalista e già reporter reporter di guerra. E' fondatore nonché Amministratore Delegato del Gruppo Editoriale MAGOG; dirige Dissipatio ed è Senior Advisor di “Tra_le_linee”, agenzia di comunicazione e di sistemi di influenza integrati.

Conte pigliatutto

Il Covid-19 ha distanziato i populisti dal popolo, e il premier italiano è stato blindato da tutti gli apparati di potere, e anche chi lo criticava internamente si è subito riallineato. Il punto non è che non esistono oppositori, ma che adesso è inutile fare opposizione. Les jeux sont faits.

Per un pugno di bolivàr

Ecco il triplice obiettivo della notizia sui presunti fondi venezuelani destinati al M5S: arginare il ritorno sulla scena di Alessandro Di Battista, impedire una convergenza di intenti con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e delegittimare una Farnesina che si sta collocando neutralmente nella nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Cina.

Dissoluzione

Invece di eliminare le tracce del passato, in nome di presunti valori democratici e antirazzisti, i nuovi agit-prop d’Occidente, di matrice americana, dovrebbero elevare statue di Toro Seduto o intitolare monumenti a Malcolm X.

I guardiani del disordine

Quello che sta accadendo negli Stati Uniti dopo l'assassinio di Minneapolis ci insegna che le traiettorie del caos sono infinite.

Il sogno proibito di una proxy war

Il Covid-19 ha fatto riemergere la frattura tra Settentrione e Meridione, e c'è chi oggi vorrebbe far diventare l'Italia del Nord una “tigre europea”, al pari di Taiwan, Hong Kong, e Singapore per l’Asia.

La forza del silenzio

The Young Pope di Paolo Sorrentino è il più grande manifesto contemporaneo di comunicazione politica ma nessun leader di opposizione ha saputo applicarlo in tempi di "confinamento".

Da oggi l’abito fa il monaco

È iniziata la nostra Fase 2, molto più suggestiva, anche se virtuale, di quella che ci aspetta nelle prossime settimane nel mondo reale.

A cuore armato

Silvia Romano non si è radicalizzata ma soltanto convertita. E chi oggi vuole appropriarsene, non può capirla, perché ora si chiama Aisha.

La Fase 2 sarà peggio della Fase 1

Lo stato d'emergenza è quasi superato, dicono, ma nessuno ha fatto i conti con lo stato di depressione in un neo-puritanesimo di sorveglianza, dove tutto è vietato e tracciato.

Senza epica e senza estetica

Non siamo in guerra, ma siamo prigionieri di un frame che usa un linguaggio bellico e che ci porterà al suicidio sociale collettivo.

Può cambiare tutto

In ogni guerra – come la definiscono alcuni commentatori, anche se questa è decisamente meno eroica di quella convenzionale - ci sono vincitori e vinti, sommersi e salvati, furbi e fessi.

Lo Stato d’emergenza, e quello dell’anima

Sopravvivere al frame del Coronavirus.
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