Classe 1995, di Porto Recanati, laureato in Storia, Massimiliano Vino è attualmente analista geopolitico per "Rivista Domino", docente di storia e filosofia, redattore per "Dissipatio" e autore e collaboratore per "Rivista Contrasti". È inoltre autore del romanzo distopico "Storia di una vecchia rivoluzione reazionaria", edito Bookabook.

Gli Stati disuniti d'Europa

Alla vigilia delle elezioni europee, emerge chiaramente che l'Unione rimane una realtà complessa, sospesa tra il sogno di unità e le persistenti divisioni nazionali. Mentre gli sforzi per un'integrazione pacifica continuano, con iniziative educative e politiche comuni, la mancanza di un esercito unificato e una visione geopolitica condivisa evidenziano i limiti di questo progetto. La storia del continente unito, ancora influenzata dall'ombrello americano, riflette le difficoltà nel realizzare appieno il suo stesso progetto.

Il cuore di Tolkien

Il Silmarillion è l'opera a cui J.R.R. Tolkien era più affezionato: nucleo centrale di tutta la sua produzione letteraria, fu lavorata e ultimata dopo decenni. Qui si sviluppa la mitologia, tanto cara a una parte di destra italiana, da cui nasceranno i suoi lavori più celebri. A dispetto delle successive appropriazioni politiche, Tolkien non voleva parlare solo a una parte, ma all'umanità tutta, rimarcando uno spaventoso concetto: il peggior male nasce «da una radice apparentemente buona».

L'Italia vive nella contea

Le cariche della polizia durante le proteste a favore della popolazione palestinese danno ancora prova di un'Italia stretta tra i necessari dettami dell'Alleanza Atlantica, ai quali sembra essersi volente o nolente asservita. Al di là del fattore umanitario le manifestazione pubbliche non convergono verso alternative credibili, così oggi il Paese ha una collettività svuotata, priva di senso della storia e della realtà. Una Contea di Hobbit che fa fatica a risvegliarsi dal proprio torpore.

Alle radici della russofobia

Lo scontro tra Occidente e Impero Russo nel XIX secolo è una narrazione fatta d'incomprensioni, ambizioni e fobia. Dallo zar Nicola I alla guerra anglo-russa corre un'intensa rivalità alimentata da pregiudizi e ambizioni egemoniche. Le tensioni tra le grandi potenze europee evidenziano una profonda discrepanza tra il liberalismo occidentale e l'autoritarismo russo, mentre l'aspirazione russa alla difesa dei propri interessi slavi e ortodossi si scontra con la percezione occidentale di una minaccia alla civiltà europea. Un confronto storico che ancora oggi trova echi nelle relazioni internazionali.

Il sovranismo non esiste

Le proteste di Pisa, come ogni protesta degli ultimi anni, assomigliano più a una vaga increspatura in un oceano di conformismo, che non ad un organizzato moto sistemico di dissenso. In l'Italia è impossibile immaginarci diversi, liberi e sovrani. Liberi di attaccare un massacro e specialmente il suo mandante israeliano. Perché l'Italia non è una nazione sovrana: non lo è, in primo luogo, mentalmente.

Il Made in Italy non si può banalizzare

La promozione di un liceo del Made in Italy è l'ultima di una serie di macchiette nazionaliste che poco o niente hanno a che vedere con l’afflato culturale, storico, geografico della cultura italiana. Sostenere l'industria del Paese significa invece intervenire sulle sue storture e zone d'ombra, quali sono le condizioni di lavoro o lo sfruttamento di città come Firenze e Venezia, ormai ridotte a parchi giochi per turisti.

L'anarca e l'airone

“E voi come vivrete?”. Il viaggio dantesco immaginato da Hayao Miyazaki è consapevolezza della violenza e sua conseguente accettazione. Non si fugge dalla realtà, ma si impara a vivere senza rassegnarsi alle condizioni di partenza. Il tutto facendo attenzione a non perdere di vista il cielo, la meta ultima.

L’Unico e la Distruzione totale

Ieri la decadenza dell'Impero Romano venne interpretata come destino naturale di una città di uomini e peccatori. Oggi nutriamo sentimenti simili verso il nostro mondo, ma quel genere di distruzione - nella società spettacolarizzata - non è più percorribile, e l'unica scelta sensata diventa quella dell'isolamento (anarchico).

Femminicidio di Stato

La morte di Giulia Cecchettin si è tradotta in una rivolta diffusa e reale. L'invito a bruciare tutto è così diventato la risposta a un modello stantìo e a imbarazzanti rigurgiti controargomentativi.

Requiem per i conservatori

La questione palestinese ha messo a nudo le contraddizioni di una destra italiana che non offre alternative, mentre giura fedeltà all'atlantismo e diventa sempre più simile a quella repubblicana in stile Usa.

L’ossessione per gli scacchi è libertà

Si può tentare di comprendere il fascino dell’ossessione scavando fino ad intravederne la radice religiosa e la matrice profondamente umana. Per far ciò bisogna guardare alla più creativa e più geniale delle ossessioni, quella monomaniacale per gli scacchi.

Gli jihadisti non sono pazzi

Per comprendere senza condannare a priori, Fabio Dei invita a considerare gli attentatori suicidi come soggetti razionali che razionalmente oppongono violenza alla violenza.
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