Sulla relativizzazione dei libri di storia

La storia e i suoi libri di testo alle scuole superiori presentano una narrazione parziale. Questa narrazione è insufficiente per formare cittadini in grado di affrontare le vicende umane del prossimo futuro. Conoscere la storia degli “altri”, le loro istituzioni e vicende politiche, crea gli anticorpi ai pregiudizi e forma una società aperta al dialogo e al riconoscimento, pronta all’incontro: elementi inaggirabili per un mondo in moto caotico e perpetuo.

«Fare a meno della Cina? Sarà un processo molto doloroso». La lotta per il primato tecnologico raccontata da Alessandro Aresu

Il deteriorarsi delle relazioni economiche fra Pechino e Washington avrà conseguenze inedite e potenzialmente devastanti, soprattutto per noi europei: “Io non penso che un decoupling sia tecnicamente impossibile, perché si può spingere politicamente anche verso ciò che è tecnicamente difficile. La spinta esiste, e le cose difficili rimangono difficili.  Penso che un simile processo, preso sul serio, sia estremamente costoso, e che avrebbe enormi conseguenze.»

L'impero dei Nonluoghi

La visione dell'antropologo Marc Augè è riuscita a restituire la radiografia dei mali di un Occidente "surmoderno", dove proliferano eccessi e confusione. Nonluoghi (1992), universalmente considerata la sua opera più riuscita, parte proprio dalla premessa di evidenziare i profondi mutamenti nella società occidentale contemporanea, alla luce di quanto osservato precedentemente negli altri continenti.

Il nuovo controllo psicopolitico

L'importanza del pensiero di Byung-Chul Han è ormai inaggirabile, perché mette al centro l'impatto tecnologico sulle nostre vite e sul mondo che verrà. Questo, nella fase di affermazione dell’A.I., si dimostra linfa imprescindibile ad alimentare il dibattito e le domande sul presente, anarcoide e indomabile, che stiamo vivendo.

Le questioni geopolitiche del mondo antico

Guardare al passato con gli occhi del presente è un esercizio rischioso, che non tiene conto delle mutate condizioni e della differente visione del mondo caratteristica di collettività così lontane nei secoli o nei millenni. Mutando le categorie, mutano anche le ambizioni e le necessità geopolitiche delle popolazioni. Ciononostante, è possibile analizzare alcuni elementi che, pur rimanendo vincolati a un tempo lontano, rappresentano delle chiavi di lettura dei processi avvenuti nel Mediterraneo dal II millennio a.C. al VI secolo d.C. con interessanti rimandi all’attualità.

Un duello sulla società aperta

Libertà contro libertà (il Mulino, 2024) presenta un dibattito tra due autori liberali (ma con prospettive politiche diverse), Emanuele Felice e Alberto Mingardi, che esplorano il concetto di libertà e le sfide del liberalismo nel passato, presente e futuro. Felice propone un liberalismo sociale che bilanci libertà e uguaglianza, enfatizzando l'importanza dei diritti sociali e dell'intervento statale. Mingardi, invece, difende un'economia di mercato più tradizionale, sottolineando il ruolo della libertà economica e la necessità di limitare il potere dello Stato.

Le Olimpiadi della discordia

I Giochi della XXXIII Olimpiade fin dalla cerimonia inaugurale del 26 luglio hanno suscitato, e stanno suscitando, un vespaio di polemiche, che hanno interessato ampi strati e settori della società, determinando reazioni dualistiche e antitetiche, nel rispetto della più classica delle dinamiche calcistiche.

«È una partita a scacchi: solo quando vedremo misure irreversibili, come una confisca degli asset, potremo dire di essere arrivati ad un punto di non ritorno nei rapporti tra G7 e Russia.» Il congelamento dei beni nel racconto dell'Avv. Luca Picotti

«Garanzie, affidamento, credibilità, Stato di diritto sono il motivo per cui, ad esempio, banche centrali terze depositano le proprie riserve presso Euroclear. Tirare troppo la corda è rischioso. Ma qui si arriva al paradosso: nonostante vent’anni di sanzioni secondarie americane e weaponization dei chokepoint finanziari da parte dei paesi G7, non si è ancora creato un sistema alternativo e la de-dollarizzazione è lontanissima.»

Il mito al tempo dell'oclocrazia

Proprio il mito, la base produttrice originaria del senso, è un costituente imprescindibile di quella civiltà che ha raggiunto un dominio imperialistico sul mondo. Cancellarlo è il sistema perfetto per minare la base e giustapporre nuovi “miti” con cui finalmente identificarsi ed esserci. Tale rischio di negazione spaventa, più che per la sua effettività o efficacia attuale, per la banalità dei sostituti a confronto dei sostituiti.

La paura del due

La forza che distrugge e modella i nostri mondi è la guerra civile, oggetto dell'ultimo saggio di Maurizio Lazzarato - Guerra civile mondiale? (DeriveApprodi, 2024). La grande differenza col passato, tuttavia, è evidente. Ai movimenti politici di oggi - a quella molteplicità cui è difficile dare dei confini - manca la forza di interrompere il continuum del potere e innescare processi di accumulazione della forza. Una difficoltà da parte di chi è subalterno di sostenere il proprio antagonismo verso la realtà data, in quanto «presuppone, insolubile, la polarità, l’opposizione, anzi la contrapposizione.»

Anatomia di un blackout

In un mondo sempre più interconnesso l'incidente non è frutto del caso. Esperti di sicurezza informatica hanno delineato come i protocolli standard di aggiornamento software, soprattutto per un'entità del calibro di Crowdstrike, dovrebbero teoricamente precludere la possibilità che un singolo aggiornamento possa provocare danni su vasta scala senza essere intercettato da rigorosi test di qualità. Quindi a cosa far ricondurre il blackout che ha paralizzato il mondo lo scorso 16 luglio? Qualche teoria - che riguarda Donald Trump e Israele - comincia già a delinearsi.

La NATO è molto più di un'alleanza

La NATO nasce come comunità di valori sotto principio egemonico, sopravvivendo, per questo, alla fine del bipolarismo. Oggi, davanti alla Cina, diventa organizzazione economica a fini di indipendenza tecnologica e sviluppo.
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