Massimo Fini: «Il futuro non è davanti a noi, è alle nostre spalle. Il nemico? Gli Stati Uniti, molto più della Russia.»

«Dice bene in una frase Guccini: “In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre. Dove regna il capitale, oggi più spietatamente.” Purtroppo, Marx si sbagliava. Lui pensava che ad un certo punto i ricchi sarebbero diventati sempre meno, quindi non sarebbe stata necessaria una rivoluzione. Sarebbe bastato dargli un calcio nel sedere. E invece questo non è avvenuto.»

«Da sempre i conflitti vengono vinti o perduti prima di tutto nelle menti dei contendenti. È perciò fondamentale la capacità della leadership (e di tutti i combattenti) di sapere, capire, decidere, agire e correggere.» La Difesa secondo il Generale Fernando Giancotti

«Occorre sviluppare una politica internazionale sofisticata. Essa deve essere basata su di un dibattito e una cultura della sicurezza e della difesa profonda e per quanto possibile condivisa, nel corpo sociale come nella politica e nelle istituzioni tutte – non solo in quelle direttamente preposte. Tale cultura è fondamentale per la sicurezza, la stabilità e la pace.»

Cinquant'anni di Lodo Moro

Il colonnello Stefano Giovannone, enigmatico protagonista dell’intelligence italiana, fu al centro della diplomazia parallela negli anni Settanta, incarnando l’ambiguità della politica estera del tempo. Incaricato di gestire il delicato equilibrio tra l’Italia, l’OLP e Israele, Giovannone giocò un ruolo cruciale nel Lodo Moro, un accordo segreto che evitò attentati in Italia. Figura controversa, la sua storia intreccia spionaggio e manovre politiche sotterranee, ed è caratterizzata da tensioni internazionali e compromessi strategici.

La pochezza della cronaca giornalistica

Nel panorama dell’informazione contemporanea, si delinea una netta separazione tra il vortice della cronaca, che cattura l’attenzione con il suo clamore e la sua immediatezza, e la quiete delle riflessioni più profonde, custodite in articoli di riviste culturali. Mentre le notizie effimere si consumano in un attimo, le analisi sostanziali richiedono impegno e volontà da parte del lettore.

«Cedere il timone di un’azienda rappresenta una sfida complessa. Per riuscirci, bisogna accettare le correnti naturali del cambiamento.» Il passaggio generazionale nella visione di Gaetano De Vito

«Il mio consiglio è di iniziare a pianificare il prima possibile, senza aspettare che il tempo stringa. È fondamentale preparare il terreno, coinvolgendo i discendenti nel processo decisionale, formandoli e supportandoli nella loro crescita professionale. È importante non avere paura di affidarsi consulenti esterni per garantire un passaggio il più sereno possibile. Pianificare con anticipo significa preservare il futuro dell’azienda e della famiglia.»

Urbani autoritari

Le idee e le preferenze politiche di chi è giovane oggi equivalgono alla pratica politica del futuro. I ragazzi internazionali e digitali delle metropoli italiane, così apparentemente liberi ed individualisti, presentano abitudini e prospettive curiosamente autoritarie. Tracce di ciò si trovano nella loro interazione con la cultura e nelle preferenze di trasporto e mobilità.

La metamorfosi delle classi sociali italiane

Il saggio di Pier Giorgio Ardeni, “Le classi sociali in Italia oggi” (Laterza, 2024), esplora l’evoluzione delle classi sociali italiane, riprendendo concetti di Sylos Labini e Paci. Con la globalizzazione e l’era post-industriale, le classi tradizionali si sono frammentate. Ardeni introduce il “proletariato post-industriale”, caratterizzato da lavoratori precari e flessibili. L’identità di classe si è indebolita e frammentata, influenzata non solo dal reddito, ma anche dal capitale sociale e culturale, con effetti sulla mobilità sociale.

Outlet Italia

Il piano del governo Meloni per la cessione di quote degli asset pubblici italiani mira alla riduzione del debito pubblico, ma le operazioni oltre ad essere poco profittevoli da un punto di vista finanziario in alcuni casi sono delle vere e proprie intromissioni della finanza globale nella cosa pubblica.

Un sistema poco intelligence

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto si è trovato coinvolto in una delicata questione legata alle funzioni del Sistema d'informazione per la sicurezza della Repubblica, in particolare l’AISE. Accuse di accessi illegittimi ai dati da parte di un tenente della Guardia di Finanza hanno sollevato dubbi sulle sovrapposizioni tra servizi e polizia giudiziaria, rivelando un clima di sfiducia e confusione che potrebbe compromettere la sicurezza nazionale e la gestione delle informazioni sensibili.

La resa dei conti

È opportuno gettare uno sguardo su come la prossima sessione di bilancio italiana potrebbe evolvere. Tra pressioni europee e strategie interne, il nuovo Patto di Stabilità giocherà un ruolo chiave. Le tensioni con Paesi come la Germania e le mosse della Commissione Europea s'intrecciano con il gioco politico. Mentre le élite tecniche sfruttano le regole europee per promuovere riforme, il governo potrebbe usare le "imposizioni di Bruxelles" per giustificare scelte difficili.

Il futuro fallimento dello ius scholae

Il dibattito sulla cittadinanza italiana per i figli di immigrati attraverso lo ius scholae, pur essendo emerso con vigore durante l’estate, sembra destinato a non influenzare l’agenda politica autunnale. Sebbene la maggior parte degli italiani sembri favorevole, la questione della reale capacità dello Stato di integrare efficacemente gli immigrati e i loro figli resta centrale. L’attuale incapacità di assimilazione, come dimostrano i dati carcerari e scolastici, solleva interrogativi sulla sostenibilità di tale concessione senza una riforma profonda del sistema educativo e sociale.

Ripensare il Piano Mattei

Al Piano Mattei va riconosciuto il merito di aver riportato l’Africa e il Mediterraneo al centro dell’agenda politica italiana. Riconoscimento necessario ma non sufficiente per valutarlo positivamente nel suo complesso. Dal documento pubblicato dal governo emergono troppe ombre e poche luci. Dall’assenza di una chiara definizione dei propri e altrui interessi, al perpetuarsi del tabù securitario, finendo con le innumerevoli aree di intervento. Un progetto di ingenue e incomplete ambizioni.
Pagina 9 di 29