L'astro d'Italia

Il poderoso programma d'investimenti in atto è la prova che il Porto di Genova rimane la chiave per la crescita economica del Paese.

Il prezzo del commissariamento

Il pragmatismo del Governo Meloni rimanda alle idee del Cardinale Richelieu. La stesse che portarono la Francia del Seicento alla sommossa popolare.

Il Divo prima del Divo

La storia degli anni di creazione di quella classe dirigenziale scudocrociata post-degasperiana che governerà l’Italia ininterrottamente per decenni e di cui Giulio Andreotti sarà protagonista assoluto.

Antifascisti sotto la lente della storia

Il j’accuse di Angelo Tasca contro la classe politica liberale italiana del primo ventennio del Novecento, di cui lui stesso ha fatto parte.

Il Cavaliere è stanco

Silvio Berlusconi sembra aver rovesciato la massima gattopardesca. Sperava di poter lasciare tutto com’era affinché tutto cambiasse.

Matteo Renzi, il giocatore

Il politico del 40% ha aperto la strada all'uomo del 2%. Da quando ha smesso di inseguire il consenso, al punto da essere impopolare, si è trasformato nell'ultimo uomo politico di professione.

La Lega della transizione

L’elezione di Fabrizio Sala a Segretario Provinciale della Lega è il sintomo che in futuro Matteo Salvini non sarà più il solo a decidere.

La filosofia del potere

Settant’anni anni dopo la morte è ancora impossibile dimenticare Benedetto Croce.

«Ci si fida meno del Parlamento che del casinò, che viene ritenuto più onesto». Il verdetto di Renato Mannheimer

Il Prof. Renato Mannheimer commenta il mondo che ha contribuito a creare, dove l’uso dei sondaggi sopperisce alla mancanza di visione della classe politica.

Padri che tornano

Gianfranco Fini è un ingranaggio del nuovo potere di Giorgia Meloni.

La cultura di destra e la sindrome “under dog”

Nel pensiero del nuovo ministro Sangiuliano, più che conservazione si può dire ci sia "reazione", da intendere nel senso di rivincita, di "riscatto", nei confronti di una cultura generalmente definita "comunista".

L'asse Tel Aviv-Budapest-Roma

Giorgia Meloni rimane indietro rispetto a Viktor Orban e Benjamin Netanyahu in termini di autonomia strategica, e fortemente allineata alla linea dura inglese. Ma i Midterm potrebbero ribaltare la sua narrativa sul conflitto.
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