Chi frequenta certi ambienti romani racconta che in questa stagione, quando le tensioni interne alla maggioranza diventano difficili da gestire a colpi di vertici e comunicati, i leader della coalizione di governo trovino un metodo insolito per abbassare la temperatura: riunirsi davanti a un televisore, stappare birre artigianali prodotte in qualche antico monastero, e trascorrere ore a guardare Temptation Island. La notizia farebbe sorridere se non fosse il tipo d’informazione che, a rifletterci bene, racconta molto di come funzioni la politica contemporanea, specie quella italiana, che ha storicamente un rapporto a doppio filo con la televisione. In fondo lo ha detto anche Giorgia Meloni, il 23 giugno scorso dall’Acquario Romano, cercando di chiudere la querelle con Trump: «A volte parliamo di politica estera come se fosse Temptation Island». Una battuta che voleva smorzare e che invece, involontariamente, ha illuminato. Per capire il motivo bisogna partire
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