OGGETTO: La prossima bolla
Dal Dispaccio #29 dell'11.11.2025
I colossi del cloud e dell’intelligenza artificiale spingono investimenti da trilioni nei campus di calcolo. Così l’industria del credito su infrastrutture digitali cresce a ritmo vertiginoso: tra debito sofisticato, asset che si svalutano rapidamente e mancanza di clienti ancorati, il settore è al confine tra visione strategica e fragilità finanziaria. E in questo, naturalmente, l’incubo della bolla è onnipresente.
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La corsa agli investimenti nei data center – spinta dall’esplosione dell’intelligenza artificiale e dai servizi cloud – sta assumendo dimensioni tali da far parlare di una potenziale bolla infrastrutturale: gli operatori globali stimano che nel prossimo triennio i costi cumulati per la costruzione e l’espansione dei data center potrebbero avvicinarsi al trilione di dollari, se non di più. In questo scenario, il debito e il finanziamento stanno giocando un ruolo centrale: solo negli Stati Uniti, tra settembre e ottobre del 2025, sono stati emessi circa 75 miliardi di dollari di obbligazioni investment-grade legate a operatori tecnologici e infrastrutture digitali, più del doppio della media annua del periodo precedente.

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

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