Dissoluzione

Invece di eliminare le tracce del passato, in nome di presunti valori democratici e antirazzisti, i nuovi agit-prop d’Occidente, di matrice americana, dovrebbero elevare statue di Toro Seduto o intitolare monumenti a Malcolm X.

I guardiani del disordine

Quello che sta accadendo negli Stati Uniti dopo l'assassinio di Minneapolis ci insegna che le traiettorie del caos sono infinite.

Il sogno proibito di una proxy war

Il Covid-19 ha fatto riemergere la frattura tra Settentrione e Meridione, e c'è chi oggi vorrebbe far diventare l'Italia del Nord una “tigre europea”, al pari di Taiwan, Hong Kong, e Singapore per l’Asia.

La forza del silenzio

The Young Pope di Paolo Sorrentino è il più grande manifesto contemporaneo di comunicazione politica ma nessun leader di opposizione ha saputo applicarlo in tempi di "confinamento".

Da oggi l’abito fa il monaco

È iniziata la nostra Fase 2, molto più suggestiva, anche se virtuale, di quella che ci aspetta nelle prossime settimane nel mondo reale.

A cuore armato

Silvia Romano non si è radicalizzata ma soltanto convertita. E chi oggi vuole appropriarsene, non può capirla, perché ora si chiama Aisha.

La Fase 2 sarà peggio della Fase 1

Lo stato d'emergenza è quasi superato, dicono, ma nessuno ha fatto i conti con lo stato di depressione in un neo-puritanesimo di sorveglianza, dove tutto è vietato e tracciato.

Senza epica e senza estetica

Non siamo in guerra, ma siamo prigionieri di un frame che usa un linguaggio bellico e che ci porterà al suicidio sociale collettivo.

Può cambiare tutto

In ogni guerra – come la definiscono alcuni commentatori, anche se questa è decisamente meno eroica di quella convenzionale - ci sono vincitori e vinti, sommersi e salvati, furbi e fessi.

Lo Stato d’emergenza, e quello dell’anima

Sopravvivere al frame del Coronavirus.

Italia paranoica

Siamo morti il giorno in cui abbiamo creduto, anche per un attimo, di essere immortali.

Solo Assad può salvare Erdogan

Il presidente turco, sempre più isolato sul piano internazionale e sempre più vicino ad essere inserito nella black list occidentale, di questo passo, rischia di suicidarsi nell'ultimo santuario di Al Qaeda in Siria. Ora gli resta solo un modo per sopravvivere politicamente: rispettare gli accordi di Astana e fare pace con Assad.
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