Senza dolore non si cambia

Se ogni cosa richiama il suo contrario e si sviluppa in relazione ad essa, allora il tentativo di estirpare il dolore dalla moderna società è un tentativo destinato a fallire. Instillata sin dalla più giovane età, l'algofobia di cui parla Byung-chul Han ne "La società senza dolore" altro non è che il principio guida per aggirare ogni possibile situazione traumatica. Ma è anche il modo in cui il potere cerca di mantenere il sistema uguale a sé stesso, impedendo ogni conflitto funzionale al cambiamento.

Il Made in Italy non si può banalizzare

La promozione di un liceo del Made in Italy è l'ultima di una serie di macchiette nazionaliste che poco o niente hanno a che vedere con l’afflato culturale, storico, geografico della cultura italiana. Sostenere l'industria del Paese significa invece intervenire sulle sue storture e zone d'ombra, quali sono le condizioni di lavoro o lo sfruttamento di città come Firenze e Venezia, ormai ridotte a parchi giochi per turisti.

Fine della Nazione

La capacità del Politico di programmare e pre-vedere è strettamente legata ad una continua negazione e frammentazione della realtà nella sua interezza, nel suo presentarsi universalmente immanente, inevitabile. Ma alcune narrazioni, come quella relativa all'idea di nazione, hanno ormai senso d'esistere solo in quanto strumento retorico. Un'ulteriore dimostrazione di come il politico si mostri solo nella frattura del suo spazio particolare, non nell'incarnazione di una natura umana astratta.

Il ritorno delle primule rosse

Ripubblichiamo una riflessione del maggio 2021 su estradizione, anni di piombo e politica estera italiana, temi tornati al centro del dibattito dopo la scomparsa di Toni Negri, latitante per quarant'anni in Francia.

I Presidenti taumaturghi

La facilità con cui determinate fasce della popolazione cedono a narrazioni ipersemplificate o a notizie inventate di sana pianta non è di certo un fenomeno recente. Esso è ben radicato nella forma mentis europea, essendo stato fonte di legittimità politica per molti secoli.

Il fuso orario islamico

Per quanto l'Occidente abbia tentato negli scorsi decenni di convertire i popoli islamici al proprio modello, è impossibile impedire al Vicino e Medio Oriente di seguire la propria vocazione islamista, che mai abbiamo compreso (perché fuori dal nostro modo di pensare) e le cui conseguenze pratiche non riusciamo ad accettare. Nonostante gli anni, nonostante i tentativi, nonostante il continuo scambio commerciale e culturale.

Il diritto di vivere nella storia

L'Occidente e il resto del mondo, il giardino e la giungla, l'ordine e il caos: da diversi decenni questa è la visione che accompagna qualsiasi ragionamento di ordine geopolitico. Ma è una condizione di cui si è stanchi, in primis per via delle implicazioni post-storiche che essa comporta. La voglia di scrivere il futuro è forte, così come quella di sfuggire da un eterno presente.

Alle porte del futuro, con gli occhi bendati

Frammentati, vittima di pensieri estemporanei, e in piena crisi d'identità: il liberalismo contemporaneo, nostra ideologia dominante, si ritrova senza alter ego, e pertanto non gli rimane che criticar sé stesso. Ma al ripudio del passato andrebbe preferito un suo studio sistemico, nel tentativo di ricostruire una nostra storia comune e dunque un'idea di futuro.

L’Unico e la Distruzione totale

Ieri la decadenza dell'Impero Romano venne interpretata come destino naturale di una città di uomini e peccatori. Oggi nutriamo sentimenti simili verso il nostro mondo, ma quel genere di distruzione - nella società spettacolarizzata - non è più percorribile, e l'unica scelta sensata diventa quella dell'isolamento (anarchico).

La società sensibilizzata

La cronaca nera è sempre stata episodica, legata alle vicende individuali di casi isolati. Ma da qualche anno questo paradigma ha smesso di funzionare, e il particolare si è fatto generale. Su questo terreno, fertile come non mai, si gioca una partita decisiva dello scontro ideologico. E più delle cause, sono gli effetti ciò di cui dovremmo occuparci.

Europa e katéchon

In questi ultimi anni di disordine globale l'Unione Europea sembra ogniqualvolta prossima ad un bivio, farsi Stato od implodere, che è invero più il limbo nel quale si è rinchiuso un intero Continente. Un limbo che è espressione coerente delle sue forze conservatrici e che dunque chiama in causa questioni molto al di sopra dell'integrazione economica, o di riforme dei patti. Ovvero la cogenza di una idea politica europea, e di una identità, che oggi più che mai non può ridursi ad un Occidente collettivo.

Femminicidio di Stato

La morte di Giulia Cecchettin si è tradotta in una rivolta diffusa e reale. L'invito a bruciare tutto è così diventato la risposta a un modello stantìo e a imbarazzanti rigurgiti controargomentativi.
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