Elon Musk è la chiave

Donald Trump ha vinto le elezioni e la Casa Bianca si prepara ad un ritorno al futuro su posizioni più conservatrici. Tuttavia, per Giorgia Meloni, è ancora presto per festeggiare. Protezionismo ed una politica estera più assertiva potrebbero rendere i rapporti con gli Stati Uniti meno facili del previsto. Così il ruolo di Elon Musk, con cui la nostra Premier condivide una "special relationship", potrebbe risultare fondamentale.

Il secolo di Fethullah Gülen

La morte dell'altra anima turca è la morte di un'idea di Islam culturale storicamente opposta a quella dell'Islam politico propugnata da Erdogan. Ripercorriamo la storia di Gülen, che poi è la storia di una lotta di potere da cui è uscito sconfitto, mentre emergeva un ordine interno basato sul costante stato d'emergenza schmittiano.

La fragilità dei Paesi sicuri

L'accordo per il trasferimento dei richiedenti asilo dall'Italia all'Albania riapre un acceso dibattito sulla definizione di "Paese Sicuro", evidenziando le sfide legali e le divergenze tra la normativa nazionale e gli orientamenti dell'Unione Europea riguardanti la protezione internazionale e i diritti dei migranti.

Le elezioni lituane sono già scritte

Mentre il Primo Ministro Ingrida Šimonyte chiama all’unità contro le formazioni estremiste, i socialdemocratici si preparano a un’annunciata vittoria. Per i conservatori si tratta di limitare i danni e prepararsi a quattro anni di opposizione. Così la giovane democrazia lituana si presenta all’appuntamento elettorale del 13 ottobre.

La strategia della paura europea

Mario Draghi torna a dettare la linea in Europa, proponendo soluzioni per affrontare la crisi socioeconomica globale. Con un piano che punta su produttività, decarbonizzazione e sicurezza interna, l’ex governatore della BCE richiama l’Unione a un’azione decisa. Ma le sue proposte sollevano dubbi sulla loro sostenibilità e sull’effettiva capacità dell’UE di superare le sfide attuali senza compromettere il proprio futuro economico e sociale.

Monadologia dell'Unione Europea

L'identità di una realtà politica spesso non è ciò che sta alla luce, ma quello che permane nel silenzio, ciò che si nasconde o che è nascosto. Per questo l'astensionismo delle recenti elezioni ha molto da mostrare sulla particolarità dell'Unione Europea e sul funzionamento della politica internazionale in Occidente. Con uno sguardo a Leibniz.

Ipnosi e depauperamento

Ridurre il fenomeno delle elezioni americane ad un tentativo decostruttivo dei moventi psicosociali - deducibili dalle parole ben calibrate dei candidati - è l’inizio di un romanzo giallo sulle metodologie del potere. Onde discostarci da tale prospettiva, dovremmo accostarci al riscoprire alcune strutture su cui soggiace il partito Repubblicano. Quali sono i fondamenti di riferimento della struttura filosofica repubblicana, o almeno alcuni di essi? Forse prima ancora conviene partire da un obiettivo che accomuna le parti repubblicane e democratiche: la perpetrazione del potere e il depauperamento ideologico.

Il Deep State non si nasconde più

Un Joe Biden al tramonto lascia la corsa per la Casa Bianca. Il re è nudo, ma a prescindere da chi porti la corona lo Stato profondo continua ad esistere e a resistere. Ormai alla luce del sole. Contemporaneamente i repubblicani chiedono a gran voce una presidenza “imperiale”, slegata dai vincoli, formali ed informali, che hanno finito per soffocare la ribellione populista del 2016.

La peggior era di governo dal dopoguerra

L'insediamento di Keir Starmer a Downing Street è stato il "Portillo moment" che tutti si aspettavano. I tories chiudono una stagione di fallimenti e ora sono chiamati a scegliere la loro nuova guida: al momento papabili sono Kemi Badenoch, James Cleverly e Tom Tugendhat. Dall'altra parte i ringalluzziti labours hanno visto con così largo anticipo il successo che hanno evitato di essere programmaticamente dettagliati durante la campagna elettorale. Ma ora è il momento di decidere, possibilmente evitando di proseguire quella che lo storico Sir Anthony Seldon ha indicato essere il punto più basso (cominciato nel 2010) della leadership anglosassone dal 1945 ad oggi.

È tutta una questione di legge elettorale

Per la gioia di politologi e aspiranti tali, il voto parallelo nel Regno Unito e in Francia ha dimostrato la fondamentale importanza delle regole del gioco. Sta tutta qui la differenza fra stabilità e instabilità. Come Londra, anche Parigi si prepara ad ospitare un Primo Ministro di sinistra, tutto il contrario di quanto ci si aspettava fino a qualche giorno fa, quando Bardella già si sentiva a Hôtel Matignon, mentre adesso il nuovo inquilino andrà pescato fra i giovani rampanti del precario Nuovo Fronte Popolare.

Paura e delirio a Bruxelles

Alla vigilia dell'incontro che scioglierà i dubbi sui "top jobs" europei, i futuri gruppi parlamentari non potrebbero essere più divisi di così. A destra Meloni e il suo ECR si ritrovano a far da cerniera fra popolari ed estremisti (mentre Orban e AfD pensano alla formazione di gruppi autonomi più a destra di Le Pen). Dall'altra parte della barricata manca la fiducia fra socialisti e popolari, mentre i verdi non voteranno la leader uscente senza rassicurazioni sulle politiche green. Nel marasma la possibilità che i franchi tiratori impallinino la spitzenkandidat si fa sempre più concreta. E su cosa accadrebbe in tal caso vige la totale incertezza, ammantata da un velo neanche troppo sottile di paura.

Nella mente dell'astenuto

Le europee tenutesi lo scorso fine settimana segnano il nuovo record di astensione nazionale (49.3% i votanti). È il frutto della somma del fallimento della politica, e del successivo fallimento della contropolitica. Il sistema si mostra resiliente: assimila e neutralizza l’antisistema. La politica non approccia l’astenuto, anzi, mediamente festeggia la liquidazione del suo voto. L’astenuto non ha agency, col suo gesto non modifica lo status quo, anzi contribuisce alla propria invisibilità. Manda un solo messaggio, inascoltato: è un voto contro la democrazia, il sintomo plastico dei limiti dei regimi partecipativi di massa.
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