Il vento svizzero e la pace rimandata

All'indomani della Conferenza di Pace in Svizzera - che ha visto la firma del comunicato finale solo di ottanta su novantadue Paesi partecipanti - e nei giorni in cui Vladimir Putin ne ha parlato apertamente, di pace ancora nessuna traccia negli obiettivi dei governi. L'Occidente ringalluzzito sembra voler continuare a dare battaglia ancora per molto tempo.

Cronica sudditanza italiana

All'indomani del settantottesimo anniversario della Repubblica Italiana, occorre ricordare che il nostro Paese ha cessato molti anni fa d'essere uno Stato sovrano. Ciò ha comportato una perdita grave e per certi aspetti difficile da recuperare dell'identità nazionale, funestata da anglicismi e un servilismo culturale al dominatore d'oltreoceano.

Il dopo Raisi è un enigma

La misteriosa morte del Primo Ministro iraniano - Ebrahim Raisi - è ammantata d'incertezza. Già si spendono i nomi per il suo successore: Hassan Rouhani, Saeed Jalili, Ahmad Vahidi e Mohammad Bagher Ghalibaf. Ma più che il nome, è fondamentale capire come Teheran deciderà di sfruttare l'incidente per perseguire i propri interessi.

Iran: novanta secondi a mezzanotte

Pur ponendosi quale egemone regionale, l’Iran non può occultare discrasie e criticità interne che si riflettono su strategie di politica estera che sviano le attenzioni. La teocrazia, sostenuta da un potente apparato paramilitare, non cela i mai trascorsi aneliti imperiali.

La pace chimerica

Il neo-approvato pacchetto di aiuti non chiude il gap strutturale delle forze armate ucraine, e il bilancio militare rimane critico. Putin sogna legittimamente di sfondare e portare a casa l’intera posta. Sulla stanchezza dell’Occidente, “gli altri”, con Ankara e Pechino in prima fila, provano a mettere il loro peso sul piatto per una pace equilibrata, ma non possono molto contro i numeri sul terreno.

In Libia è il caos

La situazione in Libia continua a peggiorare. Le milizie sono sempre più forti e le istituzioni sempre più deboli. La contrapposizione tra le forze in campo risponde a logiche militari piuttosto che politiche e i conflitti tribali lacerano il paese. L’unico a beneficiare da un contesto simile è Abdul Hamid Dbeibeh: il suo potere si fonda sul ruolo divisivo delle milizie.

La diplomazia della violenza

Il gioco d’ombre tra Israele e Iran si svolge seguendo percorsi che toccano ragione ed illogicità. Difficile prevedere le dinamiche future: gli ultimi attacchi non sembrano aver dissipato i rischi di un’escalation regionale e globale. Rafah rimane l'incognita maggiore, mentre salgono a trentacinquemila le vittime palestinesi negli ultimi sette mesi.

Effetto Abramo

Nel settembre del 2020 venivano firmati gli Accordi di Abramo, oggi indicati come responsabili delle tensioni mediorientali. Ciò con un particolare focus su Israele, che nel tentativo di pacificare le relazioni con i propri vicini avrebbe commesso l'ennesimo peccato storico. Ma è un'analisi miope e connotata da una forte componente pregiudiziale, proprio perché manca di tenere in considerazione gli altri attori e le loro posture politiche.

L'Iran all'assalto del criptoverso

Negli stessi istanti in cui Teheran invadeva di missili e droni il firmamento israeliano, nei criptomercati si consumava uno dei peggiori terremoti speculativi dei tempi recenti. E a scatenarlo sembra che sia stato proprio l'Iran.

Le spalle coperte iraniane

Ripubblichiamo un contributo del 2021 uscito a margine della firma di un accordo di cooperazione fra Pechino e Teheran. Un momento cardine che ha visto la formazione di un'asse pronta a opporsi ai desideri egemonici di Israele e Stati Uniti. La libertà di risposta iraniana nasce anche e soprattutto dalla consapevolezza di avere le spalle coperte dai propri alleati cinesi e russi.

IMEC e BRI, corridoi imperiali

I corridoi sono sempre stati presenti nella storia geopolitica. Di fatto non si è mai trattato di mere estensioni rettilinee, quanto di aperture dalle concettualità ben più vaste di quelle espresse in termini geografici. Asia e Indo-Pacifico - quest’ultimo con la partecipazione statunitense - si protendono verso un Occidente che deve decidere se cedere o meno al declino.

Sulla volontà d'(im)potenza internazionale

In un mondo dove la storia smentisce la concretezza politica dei concetti di ordine internazionale e convivenza pacifica, emerge un paradosso: mentre si aggrappano a tali ideali, gli eventi globali evidenziano una crisi morale profonda. Gli Stati si trovano in una lotta per mantenere un'illusione di legittimità universale, mascherando la loro vera natura a-morale dietro principi di realtà fittizi.
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