La svolta di Ugledar

Nonostante i continui aiuti bellici ed economici, l’Ucraina risulta essere sempre più in difficoltà. Lo sfondamento dell’esercito russo presso la roccaforte di Ugledar non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Volodymyr Zelensky e l’Ucraina tutta sperano in una vittoria della Harris, poiché in caso contrario bisognerà iniziare a parlare della divisione del Paese.

Sui “conservatori illuminati” russi

In Russia esiste una corrente di pensiero conservatrice, definita "destra critica". Questi "conservatori illuminati" non si identificano con simpatie fasciste o naziste, preferiscono impegnarsi promuovendo una desovietizzazione culturale della coscienza russa, criticando al contempo le derive contemporanee dell'Occidente. La loro visione è pragmatica, antimoderna e lontana da nostalgie, con una consapevolezza delle sfide comuni tra Russia e Occidente.

Buonanotte, Signor Terzani

Il reportage di Tiziano Terzani contenuto in "Buonanotte, Signor Lenin", sulla fine del comunismo nelle Repubbliche centroasiatiche, merita, specialmente oggi, una rilettura.

Caduto il bluff nucleare

Nonostante tutte le minacce - più o meno velate - sembra che Mosca non voglia trasformare una contesa locale in uno scontro davvero globale. È chiaro come non sia questo il livello in cui entrano in gioco le armi nucleari, ma da qui in poi sarà territorio inesplorato della storia e, cadute tutte le altre demarcazioni, la linea che ci separa dalla bomba diventa sempre più una questione d'interpretazione politica.

Un abbaglio chiamato Dottrina Gerasimov

È uno dei più grandi equivoci dell'attualità. È uno dei falsi miti sulla Russia contemporanea più duri a morire. È l'isola che non c'è delle scienze strategiche. È una delle massime espressioni del precario stato di salute della cremlinologia occidentale. Stiamo parlando dell'inesistente dottrina Gerasimov.

Il colpo di coda di Zelensky

Tremila soldati ucraini sono penetrati nella regione di Kursk, in Russia. Dietro questa mossa, da alcuni paragonata all'offensiva delle Ardenne del 1944, secondo molti analisti si nascondono, fra le altre, la volontà di richiamare le truppe russe da altre linee del fronte, oltre a quella d'ottenere una “merce di scambio territoriale” in vista di futuri negoziati. Ma la verità potrebbe celarsi altrove.

«È una partita a scacchi: solo quando vedremo misure irreversibili, come una confisca degli asset, potremo dire di essere arrivati ad un punto di non ritorno nei rapporti tra G7 e Russia.» Il congelamento dei beni nel racconto dell'Avv. Luca Picotti

«Garanzie, affidamento, credibilità, Stato di diritto sono il motivo per cui, ad esempio, banche centrali terze depositano le proprie riserve presso Euroclear. Tirare troppo la corda è rischioso. Ma qui si arriva al paradosso: nonostante vent’anni di sanzioni secondarie americane e weaponization dei chokepoint finanziari da parte dei paesi G7, non si è ancora creato un sistema alternativo e la de-dollarizzazione è lontanissima.»

Tuareg vs Wagner

L’attacco del 26 luglio contro le truppe maliane e dell’Africa Corps nei pressi di Tinzaouatene ha segnato un’ulteriore escalation dell’instabilità in Mali. Questo episodio, insieme al crescente coinvolgimento dell’Ucraina nel supportare i ribelli e contrastare le forze russe, evidenzia l’intricata situazione geopolitica e le influenze internazionali che modellano il futuro del Sahel.

Un nuovo tipo di terrorismo

L’ultimo attentato che ha sconvolto il Daghestan segna l’inizio di una nuova fase del terrorismo islamista in Russia. Nella fattispecie, rappresentanti dell'élite locale hanno ucciso un simbolo non solo dell’ortodossia, ma soprattutto del dialogo interreligioso. Inoltre, sono stati attaccati i rappresentanti delle forze dell’ordine, esclusivamente connazionali. A fare da sfondo l’assenza di rivendicazioni politico-territoriali.

Il vento svizzero e la pace rimandata

All'indomani della Conferenza di Pace in Svizzera - che ha visto la firma del comunicato finale solo di ottanta su novantadue Paesi partecipanti - e nei giorni in cui Vladimir Putin ne ha parlato apertamente, di pace ancora nessuna traccia negli obiettivi dei governi. L'Occidente ringalluzzito sembra voler continuare a dare battaglia ancora per molto tempo.

Viviamo già nel mondo di Vladimir Putin

Che piaccia o meno, la visione dell'ultimo Zar di Russia, partorita negli anni Novanta ed eseguita con un meticoloso lavoro durante tutti i Duemila fino ad oggi, è diventata realtà. Il mondo secondo Putin (Castelvecchi, 2024), l'ultimo saggio di Emanuel Pietrobon, ricostruisce storia, ambizioni e motivazioni di uno degli uomini politici più influenti del suo tempo.

La nuova politica moralizzatrice russa

L’arresto dell’ex viceministro della Difesa Timur Ivanov è indicatore della nuova politica moralizzatrice russa che, a differenza di quello che si pensa in Occidente, non è una delle cause del conflitto in corso, quanto uno dei metodi principali adottati per portare il Paese alla Grande Vittoria e alla salute dei suoi apparati.
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