Ripensare il Piano Mattei

Al Piano Mattei va riconosciuto il merito di aver riportato l’Africa e il Mediterraneo al centro dell’agenda politica italiana. Riconoscimento necessario ma non sufficiente per valutarlo positivamente nel suo complesso. Dal documento pubblicato dal governo emergono troppe ombre e poche luci. Dall’assenza di una chiara definizione dei propri e altrui interessi, al perpetuarsi del tabù securitario, finendo con le innumerevoli aree di intervento. Un progetto di ingenue e incomplete ambizioni.

«Continuare a ripetere che siamo al centro del Mediterraneo non aggiunge nulla. Siamo tutti al centro del Mediterraneo». Le politiche marittime secondo Pietro Spirito

Secondo il Professore, già Presidente dell'Autorità Portuale tirrenica, l'Italia vive un "provincialismo logistico" che le impedisce di assumere il suo naturale ruolo da protagonista del mare.

A che punto siamo in Libia

Nel complesso scenario delle relazioni internazionali, le dinamiche di potere si intrecciano con le pressioni mediatiche e accademiche, alimentando una narrazione distorta. La politica estera italiana, vincolata a norme internazionali e alleanze, spesso sacrifica l'interesse nazionale. Il caso libico evidenzia la mancanza di una strategia autonoma, con Roma incapace di difendere i propri interessi vitali, mentre altri attori dominano.

Non possiamo non dirci antitotalitari

Al di là della visione manichea della storia recente, è opportuno ricordare che la Repubblica è stata frutto soprattutto dell'impegno di chi ha sempre osteggiato qualsiasi deriva antidemocratica. Ecco perché quegli “anticorpi” evocati da Massimo Teodori in "Antitotalitari d'Italia" (Rubbettino, 2023) non solo sarebbe urgente produrre, ma andrebbero interpretati come l’ultimo, disperato tentativo di reimparare una storia che, colpevolmente, abbiamo scelto di ignorare. 

Il cinquantunesimo Stato

L'Italia americana è una creatura di recente sviluppo. È solo negli ultimi anni, infatti, che è stato assorbito tutto ciò che arrivava da oltreoceano con una inconsapevolezza impensabile. È così che i fatti di casa loro sono diventati fatti di casa nostra. Ed è così che si saluta con gioia la cessione di propri comparti strategici, quale dovrebbe essere la Tim, per motivazioni puramente economiche e finanziarie, e non come tributo all’impero di cui gli italiani si sentono orgogliosamente parte.

«L’Italia è il ponte naturale con l’Africa, ma le classi dirigenti del nord stentano a capirlo». L'autonomia differenziata secondo il Prof. Adriano Giannola

«Nel 2018 l’ex rettore della Bocconi [Guido Tabellini, ndr] in un articolo apparso sul Foglio affermava: “Occorre capire che bisogna far correre Milano anche a costo di rallentare Napoli”. Questa è ancora la soluzione che serpeggia sotto traccia e che non è stata ancora sconfessata.»

L'Italia del menefreghismo

Per capire una parte dei costumi morali italiani di oggi è necessario fare ricorso agli autori che sono diventati dei classici del pensiero politico e culturale. Solo così si potrà comprendere da dove arrivi quell'indifferenza verso gli affari nazionali che è causa di tanto male oggigiorno.

Fare gli italiani per rifare l'Italia

A 163 anni dall'unità d'Italia, il Paese ancora lotta con la coesione nazionale. Se da una parte condividiamo lingua e cultura, dall'altra il debole senso di unità continua a minare la nostra capacità di definire una strategia nazionale. La nostra difficoltà nel rispondere a tre domande fondamentali – chi siamo, di cosa abbiamo bisogno e quali sono i nostri limiti – riflette una mancanza di autocoscienza. Senza una chiara comprensione della nostra identità storica e culturale, rischiamo di rimanere ostaggi delle percezioni e stereotipi d'oltre confine. Per costruire una strategia nazionale efficace, dobbiamo prima affrontare questi problemi di identità e coesione.

L'Italia non è più un Paese per vecchi

Sembra paradossale, ma il Paese più vecchio del mondo - assieme al Giappone - non ne vuole sapere di accettare la propria condizione. I vecchi inseguono i giovani comportandosi come loro. E invece di rappresentare la connessione col passato, inseguono l'ultimo trend, cercando di non distinguersi dai loro figli o nipoti. La scomparsa dell'età adulta, così, non solo rende i rapporti intergenerazionali ridicoli, ma li degrada uniformando i ruoli.

Cancellare Dante

Nel febbraio scorso, un docente di una scuola in provincia di Treviso ha esonerato due studenti musulmani dalla lettura di un passo controverso dell’Inferno di Dante, in cui Maometto e Alì sono raffigurati in modo cruento. La vicenda, resa pubblica solo a fine maggio, ha suscitato un ampio dibattito su integrazione e cultura, con opinioni discordanti tra intellettuali e politici sulla scelta di censurare un testo fondamentale della letteratura italiana al solo scopo di rispettare la sensibilità religiosa.

Berlusconi supera Salvini dall’aldilà

La Lega (fu Nord) di Salvini è uno dei grandi sconfitti di questa tornata elettorale europea. L’asticella non era alta in partenza, ma pochi si aspettavano che il leader del Carroccio venisse battuto dal partito di Berlusconi, scomparso proprio un anno fa. Salvini paga alle urne lo scotto di promesse non mantenute e molte incoerenze. Tuttavia, a livello nazionale, il centrodestra può dirsi in salute. Esulta il segretario Tajani, che ancora spera in un incarico europeo di primo piano.

«Berlusconi è stato lo sciamano che ha messo in moto gli spiriti ancestrali del nostro Paese». L'arcitaliano secondo Pietrangelo Buttafuoco

Il racconto del più italiano fra gli italiani è stato messo nero su bianco in Beato Lui (Longanesi, 2023). Abbiamo raggiunto il suo autore per discutere della maschera che ha dominato la politica italiana dal 1994.
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