L'orso ferito

L’attentato alla sala concerti Crocus è il preludio alla pace. Dietro i circa centocinquanta morti ci sono le tensioni fra tajiki e afghani, oltre a una rete d’intelligence americana stanziata al confine ucraino. Ma i preparativi per gli accordi sono in divenire e un ruolo fondamentale lo giocherà Papa Francesco.

Il sovranismo non esiste

Le proteste di Pisa, come ogni protesta degli ultimi anni, assomigliano più a una vaga increspatura in un oceano di conformismo, che non ad un organizzato moto sistemico di dissenso. In l'Italia è impossibile immaginarci diversi, liberi e sovrani. Liberi di attaccare un massacro e specialmente il suo mandante israeliano. Perché l'Italia non è una nazione sovrana: non lo è, in primo luogo, mentalmente.

Nasrallah e il fronte di dissuasione

A gennaio le forze armate israeliane hanno condotto una serie di attacchi in territorio libanese culminati nell’assassinio dell’alto dirigente di Hamas, Salih Aruri, nella periferia sud di Beirut. Nello stesso periodo lo Stato ebraico ha eliminato Wissam Tawil, uno dei comandanti militari di Hezbollah, che si aggiunge agli oltre 160 combattenti caduti dall'inizio delle ostilità. Il “Partito di Dio” in risposta ha preso di mira due basi militari israeliane a dieci e venti chilometri dalla linea di demarcazione con il Libano. La priorità di Hezbollah resta preservare le posizioni acquisite ed evitare l’escalation.

L'anarca e l'airone

“E voi come vivrete?”. Il viaggio dantesco immaginato da Hayao Miyazaki è consapevolezza della violenza e sua conseguente accettazione. Non si fugge dalla realtà, ma si impara a vivere senza rassegnarsi alle condizioni di partenza. Il tutto facendo attenzione a non perdere di vista il cielo, la meta ultima.

All'Occidente bastava un Frankenstein

Fallita la controffensiva, la guerra in Ucraina diventa rumore di fondo. ll sussulto d'orgoglio che ci ha lanciati in suo aiuto è annegato nelle frustrazioni dello stallo di una guerra di trincea. Mentre l'unica consolazione si trova nel constatare come solo a noi si debba la sopravvivenza della sua entità statuale.

Colpo grosso nel Mar Rosso

La risposta americana agli attacchi dei ribelli Houthi è stata sinora molto debole. La tanto decantata coalizione internazionale non ha ottenuto i risultati sperati per un motivo principale: molti fra gli alleati arabi temono di essere visti come filo-israeliani.

«L'impunità di Israele di fronte alla violenza delle sue azioni non trova alcuna giustificazione all’interno del diritto internazionale». Gli errori della narrazione ufficiale secondo Mattia Giampaolo

«All’origine di tutto vi è un peccato, si potrebbe definire, idealistico: quello di trattare i due attori come soggetti perfettamente simmetrici»

Il ritorno della guerra totale

La guerra è di nuovo un fatto esistenziale. E così, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, sui campi di battaglia più caldi del mondo nessuno è al sicuro. La logica della guerra come atto politico ha ceduto il passo a quella della distruzione assoluta: si punta ad annientare l’avversario in quanto tale, e si teme d’essere annientati a propria volta.

Viaggio al termine della notte di Kiev

Il culo al caldo, e le mani sui culi. Segnali di pace.

Le responsabilità dei palestinesi

Il conflitto scoppiato il 7 ottobre non era inevitabile. E se le colpe degli israeliani sono note, quelle dell'altra parte vanno ricordate.

La terra del cognac e la fine (forse) del conflitto

Gli accordi di pace a novembre dovrebbero interrompere l'infinita striscia di violenze nei luoghi del patriarca Noè: il Nagorno-Karabakh come linea di frattura della storia.

Alle radici di Hamas

Da associazione caritatevole a propugnatrice della lotta armata. La storia della milizia che ha incarnato la causa palestinese.
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