Tienanmen è un passato che non ritornerà

Le proteste in Cina sono il prevedibile ritorno di fiamma della politica dello zero Covid perseguita con miope intransigenza da Xi Jinping, ma è in errore o in malafede chi parla di una rivoluzione all'orizzonte.

Contactless

La transizione da un mondo di valute fisiche a unicamente digitali è già cominciata.

World War Woke

I Social Justice Warriors vanno alla guerra: come la retorica woke è diventata un’arma, e cosa significa per il futuro della geopolitica.

“Nessuno vuole più essere sovrano sul proprio destino”. La lezione di Lorenzo Castellani

"Sotto scacco" mette in evidenza lo scontro tra tecnocrazia e populismo e le conseguenze sulla società occidentale.

Spettri sul Turkestan occidentale

L'Asia centrale è destinata a rivestire un ruolo di maggiore importanza negli anni a venire. Lo impone la sua posizione geostrategica. Un nuovo Grande Gioco, del resto, già albeggia.

La grande guerra per l'Eurasia

Il doppio contenimento di Russia e Cina può diventare uno strumento con cui costringere i due "aminemici" ad una convivenza autodistruttiva.

Trame cinesi

Se è vero che “un’immagine vale mille”, come dicono in estremo oriente, allora quella della guerra può illustrare gran parte della storia del cinema cinese.

L'isola che c'è

In un remoto arcipelago dell'Oceania si sta giocando una partita-chiave per la transizione multipolare: il controllo delle Isole Salomone.

Il siluramento della Moskva è un messaggio alla Cina

Un missile nel cuore dell'Indo-Pacifico, il principale obiettivo degli Stati Uniti.

“Questa guerra è una guerra strana”. Gli appunti di Francesco Semprini

Inviato de "La Stampa" in Ucraina, Francesco Semprini, già reporter di guerra, annota le sue riflessioni dal fronte. Un viaggio da Kiev fino al Donbass.

Nato2030

La Guerra Fredda del XXI secolo è iniziata da un pezzo. Ora si fa sul serio. Abbiamo letto con attenzione il documento Nato2030.

"Le grandi potenze non hanno il tempo di fare l'aperitivo". Dario Fabbri sale in cattedra

La geopolitica pura invece è in qualche modo miserabile per eccellenza perché si occupa delle miserie delle collettività cioè il loro modo di stare al mondo che poi diventa la massima civiltà, perché le civiltà nascono appunto dalle miserie, cioè dal terrore degli altri.
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