Il secolo talebano

175.000 afghani sono morti per niente: e adesso, mentre la costruzione del nuovo mondo talebano è cominciata, il loro Paese è in condizioni peggiori che nel 2001.

Entrare nella storia di schianto

Per tutta la sua vita Ezra Pound ha studiato l'arte "di militare", cercando di far capire la necessità che il poeta prenda posizione.

La rivoluzione fallita dei tecno-utopisti

Ne "Il processo a Julian Assange" (Fazi Editore, 2023), Nils Melzer ripercorre la vicenda del fondatore di Wikileaks, ammantando la sua storia di tinte cristologiche.

La vittoria è una cottura lenta

Mentre Yevgeny Prigozhin - "il cuoco di Putin" - si prende le prime pagine dei giornali, Mosca festeggia una Giornata della Vittoria problematica.

Le nostre prigioni

In una società che istituzionalizza la vendetta sul reo, la mentalità carceraria finisce col permeare ogni aspetto della vita.

Criptovalute alla guerra

Protagoniste defilate nella guerra in Ucraina: delle criptovalute se ne parla poco, ma i numeri descrivono una situazione che bisognerebbe tenere in considerazione.

Il crepuscolo della filosofia

Ne "La morte del sole" Manlio Sgalambro osserva, dal punto di vista di una società in piena "crisi dei valori", la storia filosofica occidentale, alla ricerca della verità.

Lo specchio dell'Africa

Una guerra civile infinita è entrata nella competizione tra grandi potenze: chi vince il Sudan, vince il Mar Rosso.

Andrea Monorchio

"La riservatezza è essenziale per un funzionario pubblico": confessioni di un Ragioniere Generale dello Stato.

Il sole spento dell'avvenire

L'ultimo film di Nanni Moretti è un'opera scontata, frutto di un regista che - come la sua cultura politica di riferimento - non riesce più a essere originale.

Il pervertimento dell'economia

L'equilibrio naturale fra uomo ed economia di sussistenza è stato rotto dal dominio del mercato: un modello che ignora la necessità di integrare una fondamentale dimensione ecologica.

Aurelio Peccei prima di Klaus Schwab

Già il Club di Roma, molto in anticipo su Davos, aveva capito l'importanza dell'ambientalismo per promuovere politiche sovranazionali impopolari.
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