L’isola che non dovrebbe esserci

L'Armenia è una lingua di terra isolata dai suoi nemici e in costante lotta per giustificare la propria esistenza. Chiave di volta del Caucaso, fulcro disperato di un primordiale cristianesimo. Né Persiani, né turchi né tantomeno azeri o slavi. Un piccolo mondo pragmatico vissuto da un popolo pragmatico.

L'inevitabilità di un piano infernale

Cosa accadrebbe se Machiavelli e Montesquieu s'incontrassero nell'oltretomba? Il dialogo immaginato da Maurice Joly circa centocinquant'anni fa è l'esemplificazione dell'infinita partita fra autoritarismo e democrazia: le due forze complementari di ogni sistema politico contemporaneo occidentale. La perversione delle mire al potere contro l'eroismo di chi s'impone per lasciare il controllo a strutture impersonali. Centocinquant'anni dopo nulla è cambiato.

Eurafrica

I funzionari degli apparati italiani e gli spin doctor di Giorgia Meloni lavorano in vista di una sempre più possibile vittoria di Donald Trump negli Usa. Ciò che sta accadendo nel Texas è il segnale inequivocabile che i cittadini statunitensi auspicano un leader di riconciliazione nazionale e pacificazione mondiale. L’Italia cerca rifugio in Europa e col Piano Mattei si sgancia dal regolamento di conti tra Occidente e Oriente, o meglio dalla costruzione di un nuovo ordine internazionale sino-americano, e si fa ponte tra Nord e Sud del Mondo.

Il Papa palestinese

Ripubblichiamo una riflessione uscita lo scorso 17 maggio 2021, poche ore dopo il riconoscimento da parte del Vaticano dello “Stato di Palestina”. Quando anche Papa Bergoglio fu accusato di antisemitismo.

L'Africa, fra terra e mare

Per capire dove andrà il continente africano è utile rileggere Carl Schmitt, magari soffermandosi sul concetto di Nomos, il concreto ordinamento della Terra. Una classe media enorme, grandi risorse e popolazione giovanissima: il secolo africano è già qui. E l'Italia quale ruolo giocherà nella partita?

L'anarca e l'airone

“E voi come vivrete?”. Il viaggio dantesco immaginato da Hayao Miyazaki è consapevolezza della violenza e sua conseguente accettazione. Non si fugge dalla realtà, ma si impara a vivere senza rassegnarsi alle condizioni di partenza. Il tutto facendo attenzione a non perdere di vista il cielo, la meta ultima.

Sulla crisi della Pax Americana

Dall'Ucraina a Israele, dal Mar Rosso al Mar Cinese Meridionale, molti sono i rivali degli Stati Uniti che hanno deciso di sfidare l'ordine imposto. Nell'osservare questo fenomeno, ci sono due prospettive differenti, sia in termini temporali che di attori coinvolti. La prima si proietta verso il futuro prossimo, concentrandosi sugli attuali rivali. La seconda, invece, si focalizza sul futuro remoto, esplorando gli effetti a lungo termine di ciò che sta accadendo oggi. Le due prospettive si completano reciprocamente e, per questo motivo, un'analisi seria deve tener conto di entrambe.

Sull'(in)utilità delle Nazioni Unite

Nonostante il ricorso al diritto di veto abbia raggiunto un picco allarmante negli ultimi due anni, il ruolo dell’ONU non si esaurisce dinanzi alle contrapposizioni tra i “P5”, ma, al contrario, continua a giocare un ruolo fondamentale nella preservazione della sicurezza internazionale.

Pensiero, calcolo, simulazione

La degenerazione del pensiero filosofico analitico si manifesta con una forma espressiva divoratrice di significati. Questo è l'intelligenza artificiale: un golem che prende i nostri concetti e li tratta come fossero dei giochi da manipolare sintatticamente e logicamente per fornire risposte veritiere ma non vere.

Dalla pirateria allo Stato Pirata

Dopo gli attacchi dei ribelli Houthi il mar Rosso cambia status: da mare aperto simbolo dell’Esodo ebraico a “hortus conclusus” per effetto dell’embargo imposto dalla frangia guerrigliera yemenita. Una sofferenza destinata a perdurare finché anche Gaza soffrirà. Uno scenario che appare inestricabile, sia dal quadrante occidentale sia da quello orientale.

Rossana Rossanda, l'eretica

Politici, filosofi, artisti: il Novecento visto dagli occhi della scrittrice e fondatrice de Il Manifesto è un mosaico di vite parallele - da Pablo Picasso, passando per Pier Paolo Pasolini, a Simone de Beauvoir - attraverso le quali, quasi come se le altrui esistenze fossero lo specchio con il quale decifrare la propria, arrivare al cuore dell'esperienza comunista, ricostruendo la storia recente d'Italia.

L'angoscia dietro la tecnica

Le risposte approssimative stanno minando le fondamenta della società occidentale. L'intelligenza artificiale vende felicità a corto respiro, perché svincolata da qualsiasi necessità di affermare il dubbio, vero motore della creatività. Solo quando quest'ultimo tornerà al centro, allora, potremo osservare una rinascita filosofica.
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