«Un'opinione pubblica meno attenta ai fatterelli e più ai grandi problemi: solo così il Paese potrà risollevarsi». Miseria e nobiltà d'Italia secondo Sabino Cassese

La visione di Sabino Cassese non si presta a slogan come quelli che il cittadino medio è ormai abituato a sentire quotidianamente. L'ottimismo lascia veloce il posto alle preoccupazione, a loro volta acquietata da nuova positività. Una costante rincorsa fra bene e male che è ciò che in ultima istanza caratterizza davvero l'Italia. Abbiamo raggiunto Cassese per chiedergli del suo ultimo libro - Miseria e nobiltà d'Italia: Dialoghi sullo stato della nazione" (Solferino, 2024) - oltre a una opinione personale sul premierato, riforma che sta molto a cuore all'attuale esecutivo

Vittorio Feltri, l'imperdonabile

"Il mio faro è stato Montanelli, perché aveva una capacità di coinvolgere il lettore che più nessuno ha avuto, neanche io. Da Biagi, invece, ho imparato a fare i contratti. Era il più bravo di tutti a guadagnare soldi. E poi, in fondo i soldi servono. Oggi è più difficile per un giornalista, perché i giornali non vendono più un cazzo. Le case editrici incassano poco e automaticamente pagano poco. C’è poco da fare, questa è la nostra storiaccia."

La diplomazia della violenza

Il gioco d’ombre tra Israele e Iran si svolge seguendo percorsi che toccano ragione ed illogicità. Difficile prevedere le dinamiche future: gli ultimi attacchi non sembrano aver dissipato i rischi di un’escalation regionale e globale. Rafah rimane l'incognita maggiore, mentre salgono a trentacinquemila le vittime palestinesi negli ultimi sette mesi.

«Sciascia e gli altri intellettuali non capirono molto di questo partito. Il nodo è che esso stava sulla linea di faglia tra due campi di forze: l'evoluzione e l’immobilismo». Ascesa e caduta della DC secondo Guido Formigoni

Dopo Paolo Pombeni abbiamo raggiunto anche Guido Formigoni - coautore di "Storia della Democrazia cristiana. 1943-1993"(Il Mulino) - per capire il suo punto di vista sul partito più influente dell'Italia Repubblicana, nel tentativo di storicizzarlo, a distanza di oltre trent'anni dalla sua caduta.

Antifilosofia Televisiva

Nel contesto odierno, dove le strutture delle telecomunicazioni hanno raggiunto una capillarità immensa, si è resa necessaria l'apparizione dissolta d'una antifilosofia. Diventa di conseguenza primaria una sua introduzione poiché non esiste momento in cui il pubblico non ne cada vittima.

«Stiamo andando verso la fine di un mondo. Ma non verso la fine del mondo. Ce ne sarà un altro. E da cattolico credo che in ogni contesto l'umano riuscirà sempre a trionfare». Il nuovo disordine mondiale secondo Giulio Sapelli

Abbiamo raggiunto il Professor Giulio Sapelli in occasione dell'uscita del suo ultimo libro “Verso la fine del Mondo. Lo sgretolarsi delle relazioni internazionali” (Guerini e Associati, 2024) per parlare di guerre, diplomazie e anarchia internazionale. Ne emerge un ritratto che, sebbene poco confortante, può fungere da buon punto di partenza per analizzare la direzione che ormai da tempo, nostro malgrado, abbia intrapreso.

Roma, 9 Maggio 1996

Quasi trent'anni fa Luciano Violante pronunciava il discorso d'insediamento alla Camera dei Deputati che presiederà per tutta la legislatura. Il suo invito alla ricerca di "valori nazionali comunemente condivisi" andando al di là di Risorgimento e Resistenza - che hanno "coinvolto solo una parte del paese e solo una parte delle forze politiche" - rimane ancora largamente inascoltato.

L'Italia vive nella contea

Le cariche della polizia durante le proteste a favore della popolazione palestinese danno ancora prova di un'Italia stretta tra i necessari dettami dell'Alleanza Atlantica, ai quali sembra essersi volente o nolente asservita. Al di là del fattore umanitario le manifestazione pubbliche non convergono verso alternative credibili, così oggi il Paese ha una collettività svuotata, priva di senso della storia e della realtà. Una Contea di Hobbit che fa fatica a risvegliarsi dal proprio torpore.

Le spalle coperte iraniane

Ripubblichiamo un contributo del 2021 uscito a margine della firma di un accordo di cooperazione fra Pechino e Teheran. Un momento cardine che ha visto la formazione di un'asse pronta a opporsi ai desideri egemonici di Israele e Stati Uniti. La libertà di risposta iraniana nasce anche e soprattutto dalla consapevolezza di avere le spalle coperte dai propri alleati cinesi e russi.

La Cina guglielmina

Negli ultimi tempi si è iniziato a parlare dell’inizio di una seconda Guerra Fredda. Ma il periodo che stiamo vivendo ricorda ben altro. Siamo alla fine della seconda Belle Époque, dove un grande impero che domina la scena da decenni è visto in declino dai suoi rivali (e anche da parte dei suoi alleati) e dove una nuova potenza industriale si affaccia all’orizzonte, bramosa di rivalsa e di sovvertire l’ordine costituito.

«La destra è radioattiva. Qualsiasi cosa piaccia alla destra diventa negativa agli occhi della sinistra, anche se è una cosa di sinistrissima»: mutazioni politiche nell'Italia odierna secondo il Professor Luca Ricolfi

Rispetto a qualche decennio fa, destra e sinistra sembrano essersi scambiate valori e basi sociali. In Italia e nel resto d'Occidente è occorsa una mutazione radicale, di cui per certi aspetti ancora non si ha totale contezza. Ne abbiamo parlato con il Professor Luca Ricolfi, docente e presidente della Fondazione Hume, che ha studiato approfonditamente il fenomeno.

Tutte le strade devono portare a Kiev

L’attentato alla Sala Concerti Crocus di venerdì scorso è quasi certamente opera del terrorismo islamico, ma Mosca non vuole escludere l’ipotesi di un coinvolgimento ucraino. Analogamente, è difficile immaginare che l’elicottero distrutto da un drone kamikaze in Transnistria domenica 17 sia stato “lanciato dall'Ucraina per causare panico durante le elezioni presidenziali russe” come sostiene invece Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo. Ma per il Cremlino tutto deve ricondurre a Kiev.
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