Perdere il mondo

Il nostro è il secolo degli hikikomori. Un fenomeno che, con le dovute differenze, interessa ormai anche buona parte dei Paesi europei e il Nord America. Un rifiuto del mondo esterno nella volontà di costruire e vivere il proprio, soggetto a regole diverse. Ma si tratta di un'illusione. Presto o tardi, i desideri cominciano a collidere tra loro quando sono frutto di una volontà poco educata.

Mimmo Lucano in cerca di redenzione

Il 6 giugno, oltre che a eleggere i propri rappresentanti europei, i cittadini di Riace saranno chiamati a scegliere il proprio sindaco. Un voto che è in realtà un invito a pronunciarsi sull'eredità politica e sociale di Mimmo Lucano, che torna a candidarsi dopo essersi lasciato alle spalle i problemi con la giustizia.

Iran: novanta secondi a mezzanotte

Pur ponendosi quale egemone regionale, l’Iran non può occultare discrasie e criticità interne che si riflettono su strategie di politica estera che sviano le attenzioni. La teocrazia, sostenuta da un potente apparato paramilitare, non cela i mai trascorsi aneliti imperiali.

La nuova politica moralizzatrice russa

L’arresto dell’ex viceministro della Difesa Timur Ivanov è indicatore della nuova politica moralizzatrice russa che, a differenza di quello che si pensa in Occidente, non è una delle cause del conflitto in corso, quanto uno dei metodi principali adottati per portare il Paese alla Grande Vittoria e alla salute dei suoi apparati.

Gli amici e i nemici di Mario Draghi

Il Draghi in versione "consulente" UE ha senza dubbio acceso l'attenzione di molti verso gli ostacoli che rendono in Vecchio Continente meno competitivo nel mercato globale di quanto sarebbe lecito attendersi. Il suo discorso, nell'aprile scorso a La Hulpe, ha provocato così molte reazioni, che abbiamo sinteticamente raccolto.

In Libia è il caos

La situazione in Libia continua a peggiorare. Le milizie sono sempre più forti e le istituzioni sempre più deboli. La contrapposizione tra le forze in campo risponde a logiche militari piuttosto che politiche e i conflitti tribali lacerano il paese. L’unico a beneficiare da un contesto simile è Abdul Hamid Dbeibeh: il suo potere si fonda sul ruolo divisivo delle milizie.

Effetto Abramo

Nel settembre del 2020 venivano firmati gli Accordi di Abramo, oggi indicati come responsabili delle tensioni mediorientali. Ciò con un particolare focus su Israele, che nel tentativo di pacificare le relazioni con i propri vicini avrebbe commesso l'ennesimo peccato storico. Ma è un'analisi miope e connotata da una forte componente pregiudiziale, proprio perché manca di tenere in considerazione gli altri attori e le loro posture politiche.

Dentro la Bruxelles Bubble

A meno di due mesi dalle elezioni l’Europa è in pieno caos. Macron e Scholz sono debolissimi e si affidano all’amico Mario Draghi per salvare la faccia mentre giocano al tiro al piccione con Ursula von der Leyen, ostracizzata nel suo partito. Intanto fra Marine e Marion scoppia la pace in nome della grande opportunità politica.

Terza via all'italiana

Durante l’alba della Repubblica il grande storico dell’illuminismo Franco Venturi dimostrava che lo Stato italiano poteva fondarsi su una forma politica terza rispetto al liberalismo importato da oltreoceano e al comunismo di matrice sovietica. Sottolineava, inoltre, l’unità inscindibile fra esercizio attivo dalla cultura e militanza politica; tutto il contrario di come la rappresentanza politica è interpretata oggi dalla gran parte dei parlamentari italiani.

Un pensiero su Ilaria Salis

L'incidente politico di Ilaria Salis porta una sua riflessione sul rapporto tra movimenti giovanili di sinistra e istituzioni. Esaminando le decisioni strategiche e le candidature discusse, emergono interrogativi cruciali sull'equilibrio tra ideologia e immagine, suggerendo una possibile frattura tra politici di professione e militanti. Un'avvertenza sulla necessità di considerare le conseguenze del manipolare il fervore militante per fini politici, evitando di trasformare gli attivisti in pedine sacrificabili nel gioco del potere.

Il fondamentalismo è figlio della modernità

L’individualismo religioso nasce dai mali della società occidentale. Su tutti, dalla perdita del sacro cui i fondamentalisti rispondono proponendo con atteggiamento oppositivo una deriva sovrastrutturale. Ben diverso dall'integralismo, il quale esiste proprio per fermare le condizioni che potrebbero portare agli sviluppi della modernità, il fondamentalismo prospera laddove vi è progresso smodato. Tanto che l'uno non potrebbe esistere senza l'altro, e viceversa.

L'Iran all'assalto del criptoverso

Negli stessi istanti in cui Teheran invadeva di missili e droni il firmamento israeliano, nei criptomercati si consumava uno dei peggiori terremoti speculativi dei tempi recenti. E a scatenarlo sembra che sia stato proprio l'Iran.
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