Pensiero, calcolo, simulazione

La degenerazione del pensiero filosofico analitico si manifesta con una forma espressiva divoratrice di significati. Questo è l'intelligenza artificiale: un golem che prende i nostri concetti e li tratta come fossero dei giochi da manipolare sintatticamente e logicamente per fornire risposte veritiere ma non vere.

Dalla pirateria allo Stato Pirata

Dopo gli attacchi dei ribelli Houthi il mar Rosso cambia status: da mare aperto simbolo dell’Esodo ebraico a “hortus conclusus” per effetto dell’embargo imposto dalla frangia guerrigliera yemenita. Una sofferenza destinata a perdurare finché anche Gaza soffrirà. Uno scenario che appare inestricabile, sia dal quadrante occidentale sia da quello orientale.

Patria azzurra eurasiatica

Cento anni non bastano a soffocare la nostalgia per un impero: il revanscismo flamboyant arde e condiziona politiche ed ideologie. Gli epigoni ottomani coltivano la profondità strategica e riscoprono l’azzurro del mare, elemento indissolubile per una nuova politica di potenza.

Una separazione incruenta

A tre anni dall’assalto a Capitol Hill, nell’America sempre più divisa si inizia ad immaginare una possibile convivenza post-federale. Un difficile National Divorce consensuale il cui rischio, dietro l'angolo, è sempre che sfoci in conflitto aperto. E pluribus duo?

Il ritorno delle primule rosse

Ripubblichiamo una riflessione del maggio 2021 su estradizione, anni di piombo e politica estera italiana, temi tornati al centro del dibattito dopo la scomparsa di Toni Negri, latitante per quarant'anni in Francia.

All'Occidente bastava un Frankenstein

Fallita la controffensiva, la guerra in Ucraina diventa rumore di fondo. ll sussulto d'orgoglio che ci ha lanciati in suo aiuto è annegato nelle frustrazioni dello stallo di una guerra di trincea. Mentre l'unica consolazione si trova nel constatare come solo a noi si debba la sopravvivenza della sua entità statuale.

La cantata dei giorni dispari di Gaza

Israeliani e Palestinesi combattono in una terra che Golda Meir, in un empito di umorismo ebraico, guardava sorridendo non comprendendo perché, pur così povera, fosse valsa 40 anni di espiazione divina nel deserto. È una guerra antica, che estende le sue radici nel tempo e che non troverà mai facile soluzione. Al momento, i due Stati sono un’utopia. Con gli occhi di Eduardo, il Mediterraneo attende il ritorno dei più felici giorni pari, mai tuttavia così impalpabili ed evanescenti.

Della prospettiva americana su Netflix

Gli Stati Uniti temono di collassare sotto il peso delle loro contraddizioni irrisolte e irrisolvibili. La sua società è sull'orlo della guerra civile. Le sue infrastrutture sono fragili. E l'immagine di un mondo in rivolta, contro l'American dream, nutre le sue ansie. Una visione che si concretizza nell'immaginario hollywoodiano.

La società sensibilizzata

La cronaca nera è sempre stata episodica, legata alle vicende individuali di casi isolati. Ma da qualche anno questo paradigma ha smesso di funzionare, e il particolare si è fatto generale. Su questo terreno, fertile come non mai, si gioca una partita decisiva dello scontro ideologico. E più delle cause, sono gli effetti ciò di cui dovremmo occuparci.

Il Myanmar preoccupa molto la Cina

Lo scorso 9 novembre il presidente della giunta militare in Myanmar ha avvertito che il Paese rischia di disgregarsi se il governo non riuscirà a sedare le rivolte. Il vero ago della bilancia è Pechino, che potrebbe decidere d'intervenire militarmente per difendere i suoi interessi (e dunque i golpisti), ributtando oltreoceano qualsiasi lusinga americana sull'area.

Aria di Falkland nel Mar dei Caraibi

Il Venezuela agita lo spettro di una guerra nelle Guyane al fine di evitarla. Se l'Essequibo venisse annesso, la Grande Colombia tornerebbe a vivere e rappresenterebbe la rivincita di un popolo allevato al mito di Bolívar, ma finora condannato a essere potenza di seconda classe. La posta in palio sono i secondi giacimenti d'oro nero più grandi del Sudamerica. Gli Stati Uniti temono che Russia e Cina possano intromettersi nella questione: e la loro paura non è così infondata.

Femminicidio di Stato

La morte di Giulia Cecchettin si è tradotta in una rivolta diffusa e reale. L'invito a bruciare tutto è così diventato la risposta a un modello stantìo e a imbarazzanti rigurgiti controargomentativi.
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