«Stiamo andando verso la fine di un mondo. Ma non verso la fine del mondo. Ce ne sarà un altro. E da cattolico credo che in ogni contesto l'umano riuscirà sempre a trionfare». Il nuovo disordine mondiale secondo Giulio Sapelli

Abbiamo raggiunto il Professor Giulio Sapelli in occasione dell'uscita del suo ultimo libro “Verso la fine del Mondo. Lo sgretolarsi delle relazioni internazionali” (Guerini e Associati, 2024) per parlare di guerre, diplomazie e anarchia internazionale. Ne emerge un ritratto che, sebbene poco confortante, può fungere da buon punto di partenza per analizzare la direzione che ormai da tempo, nostro malgrado, abbia intrapreso.

Il fondamentalismo è figlio della modernità

L’individualismo religioso nasce dai mali della società occidentale. Su tutti, dalla perdita del sacro cui i fondamentalisti rispondono proponendo con atteggiamento oppositivo una deriva sovrastrutturale. Ben diverso dall'integralismo, il quale esiste proprio per fermare le condizioni che potrebbero portare agli sviluppi della modernità, il fondamentalismo prospera laddove vi è progresso smodato. Tanto che l'uno non potrebbe esistere senza l'altro, e viceversa.

La xenofilia come motore

Descritta come "sentimento progressivo" dal filosofo lituano Algirdas Degutis, la xenofilia si oppone alla xenofobia nell'Europa contemporanea, con organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere che contrastano le politiche identitarie. In questo contesto, essa emerge come forza compassionevole, sebbene rimanga la sfida di bilanciare il suo impulso con la consapevolezza critica di non voler naufragare in un atteggiamento ingenuo e incantato.

L'Europa contro

I due leader politici più intrepidi del Continente - Macron e Borrell - provano a tracciare una linea strategica per il futuro dell’Europa. Ci riescono solo in parte, in un clima intellettuale occluso dalle paure e accecato nella lucidità storica dell’intraducibilità ideologica. In un clima strategico dove ogni decisione contingente peggiora il quadro a lungo termine, il Continente si muove felice e a piccoli passi verso la guerra totale.

La guerra per finta di Macron

Dietrofront francese sulla guerra in Ucraina: dopo due anni di tira e molla, l’Eliseo starebbe valutando l’invio di truppe sul campo. Ma la vera battaglia Macron la prepara in Europa, per battere Le Pen alle consultazioni di giugno, restituire alla Marianna il prestigio perduto con le ultime débâcles africane, e avvantaggiarsi in vista della lotta per controllare la nuova UE.

Il ragno del Club Bilderberg

Pubblichiamo un capitolo del nuovo libro di Lorenzo Castellani - Eminenze Grigie. Uomini all'ombra del potere - uscito nell'anno in corso per la casa editrice Liberilibri.

Senza dolore non si cambia

Se ogni cosa richiama il suo contrario e si sviluppa in relazione ad essa, allora il tentativo di estirpare il dolore dalla moderna società è un tentativo destinato a fallire. Instillata sin dalla più giovane età, l'algofobia di cui parla Byung-chul Han ne "La società senza dolore" altro non è che il principio guida per aggirare ogni possibile situazione traumatica. Ma è anche il modo in cui il potere cerca di mantenere il sistema uguale a sé stesso, impedendo ogni conflitto funzionale al cambiamento.

La diplomazia di Sant'Egidio

Sempre più influente e capillarmente distribuita, la Comunità di Sant’egidio è ormai considerata il perno della diplomazia religiosa globale. E sotto il papato di Francesco il suo peso è aumentato considerevolmente. Alcuni dei suoi dirigenti sono ormai diventati maestri nel destreggiarsi nel mondo degli intrighi internazionali.

Il palco del dissenso strumentale

Il G7 è un organismo che polarizza gli animi pur essendo poco conosciuto. Tra miti, leggende, e esagerazioni appare utile comprendere la natura di quest’istituzione, spiegandone. Di fatto è uno strumento politico al servizio dei governi che lo animano, e soprattutto utile per gli Stati Uniti. Il dissenso che si vede ai vertici fa parte di un gioco che non può però prescindere da alcuni vincoli ben precisi.

L'inevitabilità di un piano infernale

Cosa accadrebbe se Machiavelli e Montesquieu s'incontrassero nell'oltretomba? Il dialogo immaginato da Maurice Joly circa centocinquant'anni fa è l'esemplificazione dell'infinita partita fra autoritarismo e democrazia: le due forze complementari di ogni sistema politico contemporaneo occidentale. La perversione delle mire al potere contro l'eroismo di chi s'impone per lasciare il controllo a strutture impersonali. Centocinquant'anni dopo nulla è cambiato.

Sulla crisi della Pax Americana

Dall'Ucraina a Israele, dal Mar Rosso al Mar Cinese Meridionale, molti sono i rivali degli Stati Uniti che hanno deciso di sfidare l'ordine imposto. Nell'osservare questo fenomeno, ci sono due prospettive differenti, sia in termini temporali che di attori coinvolti. La prima si proietta verso il futuro prossimo, concentrandosi sugli attuali rivali. La seconda, invece, si focalizza sul futuro remoto, esplorando gli effetti a lungo termine di ciò che sta accadendo oggi. Le due prospettive si completano reciprocamente e, per questo motivo, un'analisi seria deve tener conto di entrambe.

I Presidenti taumaturghi

La facilità con cui determinate fasce della popolazione cedono a narrazioni ipersemplificate o a notizie inventate di sana pianta non è di certo un fenomeno recente. Esso è ben radicato nella forma mentis europea, essendo stato fonte di legittimità politica per molti secoli.
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