L'eredità di un democristiano anomalo

Atipico, sensibile al mercato e con spirito europeista, la morte di Filippo Maria Pandolfi priva l’Italia di un protagonista delle istituzioni, a Roma e a Bruxelles, che ha saputo individuare in anticipo i grandi mali che affliggevano (e che affliggono) il Paese.

Negoziati, pace, dilemmi

La parola "pace" è tornata a far parte del lessico diplomatico internazionale, ma la sospirata pace giusta è improbabile: l’equilibrio sul campo è per Putin decisamente vantaggioso, e l’impegno di Trump ad un ritiro immediato riduce il suo spazio di negoziazione. Difficile che il primo ceda alle lusinghe del secondo, promesse che, soprattutto, potrebbero essere in scadenza a breve.

Massima pressione nel Mar Rosso

Gli Stati Uniti hanno attaccato lo Yemen, causando perdite umane alla popolazione ed indebolendo strategicamente gli Houthi, così come l’Iran, che ora si trova sotto pressione sia nel Mar Rosso che nello spazio mediorientale, a causa della ripresa dei bombardamenti su Gaza.

L'incognita indonesiana

La quarta nazione più popolosa al mondo, con il 40% al di sotto dei 25 anni, che poco può ricordare del suo passato politico, ma che ha energia e tempo per sovvertire il proprio futuro. La più grande democrazia a prevalenza islamica. Uno snodo geopolitico di grande caratura, a cavallo tra Asia e Oceania. Qualcosa bolle in pentola.

Solo Varsavia riarma davvero l'Ucraina

Gli squilli dell'istrionico Presidente americano hanno riportato in auge quella “paura dell’abbandono”, che spesso s’è manifestata in alcuni Paesi europei. Dopo gli insuccessi relativi alle “forze di reazione” varie, piuttosto che il disastro delle politiche verdi sull’industria dell’automobile e il naufragio politico socio-ambientale, con grande isterismo e capriccio è giunta l’ora del cinismo per raccattare qualche consenso da parte di un’istituzione sempre più precaria e smarrita.

Il nucleare persiano cambia tutto

La questione nucleare della Repubblica Islamica potrebbe compromettere gli equilibri strategici dello spazio mediorientale, così gli Stati Uniti vorrebbero costringere Teheran a negoziare, in modo da poter monitorare il suo operato. In questo contesto la Russia si pone come piattaforma di mediazione, cercando di contemperare le esigenze delle parti e di favorire i suoi interessi geopolitici nella regione.

Sei mesi d'autonomia

Le notizie principali di questi giorni sono legate alla sospensione degli aiuti Usa all’Ucraina e alla continuazione dell’impegno militare da parte dell'Unione Europea: gli scenari possibili del conflitto danno a Kiev un tempo limitato per cercare di compensare il congedo del suo primo sostenitore. Il tempo scorre inesorabile e la Permanent Structured Cooperation (PESCO) voluta da Bruxelles potrebbe non essere sufficiente.

Rossi e neri non sono tutti uguali

La magra affluenza alle europee (49 punti percentuale scarsi) fa il paio con il sempre maggiore distacco degli elettori dai partiti della “democrazia mafiosa” come scriveva Panfilo Gentile alludendo allo scadere dei regimi rappresentativi in oligarchie elitarie scollate dalle ragioni popolari. Il crollo della partecipazione alle istituzioni spinge ad interrogarsi sulla natura della classificazione politica degli schieramenti e sull’attualità di categorie da mettere alla prova rispetto al proprio tempo. Ha ancora senso parlare di destra e sinistra?

Pechino, una potenza sul mare

Lo sviluppo della Marina Militare della Repubblica Popolare (PLA Navy) è un tema di crescente interesse geopolitico. Il rapporto del 16 dicembre 2024 del Dipartimento della Difesa USA ha evidenziato come tale flotta sia destinata a divenire la più numerosa e potente del mondo in brevissimo tempo.

Il filo rosso fra Pechino e Hanoi

Il nuovo progetto ferroviario approvato dal parlamento vietnamita è il simbolo dell’espansionismo geopolitico cinese, che mira a collegare la città portuale Hai Phong a Lao Cai, passando per Hanoi, e ad influenzare i Paesi bagnati dal Mekong e l’esistenza delle collettività che popolano le valli dell’imponente corso d’acqua.

Un Cancelliere di passaggio

Con un'affluenza alle urne senza precedenti negli ultimi trent'anni, la Germania ha scelto Friedrich Merz come suo nuovo Cancelliere. Ormai quasi settantenne, un'età molto vicina a quella di Konrad Adenauer quando prese le redini del Paese, la parabola di Merz, che non sarà certo paragonabile a quella di suoi illustri predecessori, rischia invece di essere persino più caduca di quanto preventivato.

Europa allo sbando

L’annunciato disimpegno degli Stati Uniti dall'Europa, accentuato dalla politica "America First" dell'amministrazione Trump, sta mettendo in discussione l'ordine transatlantico consolidato dal secondo dopoguerra. Questo cambiamento costringe l'Unione Europea a confrontarsi con la propria mancanza di autonomia strategica e potrebbe esacerbare tensioni interne, minacciando la coesione del progetto comunitario.
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