L’unico crimine è perdere

La Corte Penale Internazionale incrimina Putin. Nessuna sorpresa, ma una condanna è (quasi) impossibile: a decidere la sorte dello Zar sarà il campo di battaglia, non i giudici.

Salamelecchi tra Roma e Rabat

La storia delle relazioni tra Italia e Marocco fornisce alcune indicazioni su come la politica estera italiana nel Mediterraneo occidentale sia evoluta dal XIX secolo a oggi e sulle sue prospettive future.

Il mondo è finito a Baghdad

Vent’anni dopo, è fondamentale una retrospettiva sul conflitto che ha distrutto l’Iraq. E le illusioni di un mondo unipolare.

Sociologia della Wagner

Il gruppo di mercenari russo attivo dal 2013 rappresenta il raccordo fra il palazzo e il campo di battaglia, ovvero fra i burocrati e gli uomini d'azione.

Tra la falce e il martello

La Moldavia vive in un limbo geopolitico fatto di possibilità europee, imperitura nostalgia sovietica, e rischi di donbassizzazione.

Perdere la faccia

Passato un anno dall'invasione in Ucraina, Russia e USA sono mossi più dalla necessità di non giocarsi la credibilità che dalle prospettiva di vittoria.

Palloni sgonfiati

Gli aerostati cinesi abbattuti dai missili statunitensi hanno riportato al centro del dibattito, seppur brevemente, l'importanza della frontiera aerea.

La cintura di ghiaccio

La prospettiva dell'adesione Nato lungo la caldissima frontiera fra Finlandia e Russia.

Le stanchezze della geopolitica

Le analisi geopolitiche raramente sono lungimiranti, e tendono a invecchiare precocemente. Eppure la loro utilità per l'analisi storiografica è indiscussa.

Il mare conteso

L’assetto degli equilibri geopolitici nel Mediterraneo allargato e senza pace dipende in prima battuta dall’intreccio dei destini nazionali di Turchia ed Egitto.

Il giocoliere turco

La guerra in Ucraina ha dato nuovo impulso a una tendenza pregressa: il processo di accrescimento del potere della Turchia. Mai così autocentrica.

Il mio regno per un carro armato

Si chiude la querelle atlantica sui corazzati: Berlino cede i suoi Leopard, mentre gli Stati Uniti sono pronti ad inviare gli Abrams. Ma ci sono forti dubbi che i mezzi NATO riusciranno a salvare l’Ucraina.
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