I sislib non ci sono più

L’intervista di Tucker Carlson ha avuto il merito di riportare all’attenzione dei cittadini di tutto il mondo alcuni fatti molto semplici: per il momento parlare con i russi significa parlare con Putin. Le influenze dei sislib - i "liberali sistemici" che da sempre hanno avuto un canale privilegiato con lo Zar - hanno perso i loro privilegi.

Lawrence (d’Arabia) si è fermato a Neom

L’Arabia Saudita si è affacciata al XXI secolo con l’intenzione di esserne protagonista, contribuendo alla forgiatura di un nuovo ordine mondiale. La sua politica si fa però sempre più attenta e, pur rischiando, gioca su più tavoli preservando rapporti una volta esclusivi e che ora desidererebbe fossero posti su un unico piano paritario.

Abu Ali contro tutti

Il numero due degli houthi, Abdullah Yahya al-Hakim, detto Abu Ali, è il responsabile della linea dura radicale contro i “nemici”. Ufficialmente a capo dell’intelligence militare, è stato dato per morto più volte dai servizi segreti sauditi. Oggi mantiene un profilo basso, pur coordinando ancora la tattica nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe.

La versione di Putin

Intervistato dal giornalista dissidente Tucker Carlson, Vladimir Putin ha condensato in poco più di due ore la retorica interna che ha caratterizzato gli ultimi due anni di guerra. Ma lo ha fatto apparendo a tratti stanco, stressato, quasi come se la sfida titanica di scontrarsi con l'élite par excellence del XXI secolo sia davvero troppo. La controversa operazione sponsorizzata dal neo-proprietario di X, Elon Musk, sembra però sia riuscita nella non facile impresa di presentare in un formato digeribile un buon sunto del Putin politico e ideologo.

La diplomazia di Sant'Egidio

Sempre più influente e capillarmente distribuita, la Comunità di Sant’egidio è ormai considerata il perno della diplomazia religiosa globale. E sotto il papato di Francesco il suo peso è aumentato considerevolmente. Alcuni dei suoi dirigenti sono ormai diventati maestri nel destreggiarsi nel mondo degli intrighi internazionali.

Il palco del dissenso strumentale

Il G7 è un organismo che polarizza gli animi pur essendo poco conosciuto. Tra miti, leggende, e esagerazioni appare utile comprendere la natura di quest’istituzione, spiegandone. Di fatto è uno strumento politico al servizio dei governi che lo animano, e soprattutto utile per gli Stati Uniti. Il dissenso che si vede ai vertici fa parte di un gioco che non può però prescindere da alcuni vincoli ben precisi.

La Cina nasce dalla canna del fucile

Se nella storia cinese ricorre sovente la paura del mondo esterno, lo stesso potrebbe dire quest'ultimo nei confronti della Cina. Ecco perché un compendio degli studi dell'ex ambasciatore d'Italia a Pechino, Alberto Bradanini, rappresenta un ottimo punto di partenza per capire da dove viene e dove andrà il Paese di Mao, Deng e Xi.

Il Papa palestinese

Ripubblichiamo una riflessione uscita lo scorso 17 maggio 2021, poche ore dopo il riconoscimento da parte del Vaticano dello “Stato di Palestina”. Quando anche Papa Bergoglio fu accusato di antisemitismo.

L'Africa, fra terra e mare

Per capire dove andrà il continente africano è utile rileggere Carl Schmitt, magari soffermandosi sul concetto di Nomos, il concreto ordinamento della Terra. Una classe media enorme, grandi risorse e popolazione giovanissima: il secolo africano è già qui. E l'Italia quale ruolo giocherà nella partita?

Sulla crisi della Pax Americana

Dall'Ucraina a Israele, dal Mar Rosso al Mar Cinese Meridionale, molti sono i rivali degli Stati Uniti che hanno deciso di sfidare l'ordine imposto. Nell'osservare questo fenomeno, ci sono due prospettive differenti, sia in termini temporali che di attori coinvolti. La prima si proietta verso il futuro prossimo, concentrandosi sugli attuali rivali. La seconda, invece, si focalizza sul futuro remoto, esplorando gli effetti a lungo termine di ciò che sta accadendo oggi. Le due prospettive si completano reciprocamente e, per questo motivo, un'analisi seria deve tener conto di entrambe.

Sull'(in)utilità delle Nazioni Unite

Nonostante il ricorso al diritto di veto abbia raggiunto un picco allarmante negli ultimi due anni, il ruolo dell’ONU non si esaurisce dinanzi alle contrapposizioni tra i “P5”, ma, al contrario, continua a giocare un ruolo fondamentale nella preservazione della sicurezza internazionale.

Dalla pirateria allo Stato Pirata

Dopo gli attacchi dei ribelli Houthi il mar Rosso cambia status: da mare aperto simbolo dell’Esodo ebraico a “hortus conclusus” per effetto dell’embargo imposto dalla frangia guerrigliera yemenita. Una sofferenza destinata a perdurare finché anche Gaza soffrirà. Uno scenario che appare inestricabile, sia dal quadrante occidentale sia da quello orientale.
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