Il nucleare persiano cambia tutto

La questione nucleare della Repubblica Islamica potrebbe compromettere gli equilibri strategici dello spazio mediorientale, così gli Stati Uniti vorrebbero costringere Teheran a negoziare, in modo da poter monitorare il suo operato. In questo contesto la Russia si pone come piattaforma di mediazione, cercando di contemperare le esigenze delle parti e di favorire i suoi interessi geopolitici nella regione.

Sei mesi d'autonomia

Le notizie principali di questi giorni sono legate alla sospensione degli aiuti Usa all’Ucraina e alla continuazione dell’impegno militare da parte dell'Unione Europea: gli scenari possibili del conflitto danno a Kiev un tempo limitato per cercare di compensare il congedo del suo primo sostenitore. Il tempo scorre inesorabile e la Permanent Structured Cooperation (PESCO) voluta da Bruxelles potrebbe non essere sufficiente.

Il destino comune di Transnistria e Abcasia

Al di là delle contingenti crisi relative all’approvvigionamento energetico, alle esportazioni e al turismo, le province russe si stanno dimostrando incrollabilmente vicine a Mosca. Anche qualora il malcontento dovesse condurle in direzione contraria, difficilmente riusciranno a fare a meno del loro modello di riferimento, con buona pace delle aspirazioni all'indipendenza, enormemente cresciute negli ultimi anni.

Come stiamo perdendo l’Africa

Il golpe militare in Niger non è che l’ultimo colpo di scena nella grande partita africana tra l’Oriente e l’Occidente. Che ora si scopre in svantaggio.

Putinomics in chiaroscuro

Sanzioni e previsioni degli esperti davano (e danno) l'economia russa come prossima al collasso. La crescita del 3,6% sarebbe così "drogata" dalla guerra in Ucraina, mentre altri comparti starebbero soffrendo la conversione del Paese alle contingenze belliche. La realtà, però, è molto più complessa, e ci parla di un Paese che potrebbe essere molto più produttivo, ma che allo stesso tempo non soffre di molti dei mali delle economie occidentali.

Il senso di Helsinki per la guerra

I rumori ovattati dalle distese innevate non allontanano i pericoli incombenti di un rinnovato conflitto. Epigoni dei combattenti degli anni Quaranta, i finlandesi si preparano al peggio e, prima che il sole sorga, si accingono a difendere per l’ennesima volta la loro terra dal nemico di sempre, la Russia.

Leggere lo Spazio tra le righe

Dalle armi all’intelligence, l'Italia si prepara alla crescente sfida nel contesto spaziale e cyber. Contro la minaccia proveniente dai cieli (in particolare in questi giorni si parla molto del pericolo russo) è fondamentale una risposta multidominio per garantire la sicurezza nazionale.

La logica del nemico permanente

L’eccezione dell’Occidentale moderno manifesta una fatica particolare ad accettare l’alterità. Approdate le tre caravelle, è risultato impossibile smettere di tentare la conversione dell’altro, al cristianesimo, al mercato, ai diritti dell’uomo, alla globalizzazione. Eppure, secondo quanto scrive l’ambasciatrice Elena Basile in "L’occidente e il nemico permanente" (PaperFirst, 2024), la corsa verso la guerra è stata affatto inevitabile. Come hanno mostrato diverse figure autorevoli dell’élite americana e della corrente realista, con i loro ammonimenti e il tentativo di una politica orientale diversa.

Ucraina: ultimo atto

La guerra russa in Ucraina sembra essere entrata nella fase conclusiva, malgrado obiettivi e intenzioni precedentemente propagandati dalle parti, impegnate, da quasi tre anni, sul campo di battaglia. Il “pantano ucraino”, a prescindere dalla guerra psicologica e dalla propaganda di rito, si è rivelato un incubo tanto per la Russia quanto per le forze occidentali a sostegno della difficile causa di Kiev. In altri termini, una guerra che, a conti fatti, non può essere vinta né da una parte né dall'altra, stremata e da sempre dipendente dagli aiuti occidentali. Una guerra che, progressivamente, da “blitzkrieg russo”, si è configurata come la più classica delle guerre di logoramento sullo scivoloso e sempre insidioso suolo europeo.

Ideologia e controllo nella Russia odierna

Dalla caduta dell'Unione Sovietica, il nuovo Stato russo ha posto le sue fondamenta su due basi: l'identità religiosa ortodossa e la multiculturalità del suo popolo. Per mantenere un simile ordine sono richiesti equilibrismi non da poco, e un nemico comune, che, va da sé, si incarna nei valori occidentali.

La policrisi di dicembre era in calendario

Le sessioni di approvazione del bilancio causano annualmente e prevedibilmente crisi politiche, vere o presunte. In questi giorni Francia, Corea del Sud e Russia ci raccontano la loro identità e il loro futuro tramite i loro dibattiti parlamentari, documenti finanziari e addirittura golpe. Alla policrisi del presente si affianca un'altra policrisi, quella delle molteplici crisi simili e indipendenti in luoghi diversi.

Tutte le strade portano a Damasco

La Siria ritorna teatro di scontro tra potenze. Ma l'offensiva delle forze anti-Assad è solo la punta dell'iceberg. A Damasco si intrecciano, oggi più che in passato, gli interessi delle principali potenze regionali e globali. Un rimescolamento delle carte che rischia di far piombare la Siria nuovamente nel caos.
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