Dostoevskij politico

Ma allora cosa fu la conversione di Dostoevskij dall’eurofilia giovanile allo slavismo dopo il carcere? Fu un passaggio di ritorno alle origini, di presa di coscienza su qualcosa che aveva probabilmente appena presagito.

Ginevra Bompiani

"Ho amato molto Céline".

La straordinaria vita di Graham Greene

Giornalista, agente segreto, donnaiolo, sceneggiatore. Uno scrittore tanto amato dal pubblico, quanto inviso all’establishment.

Tutt* carin*

Il potere inquietante dell’innocenza contemporanea. Un libro esaltante di Simon May sul culto occulto della rappresentazione “cuteness” del nostro tempo.

“Cerco di evitare la catastrofe”. Nicola Lagioia in profondità

Dialogo con l'autore della "Città dei vivi" dopo sagace litigata telefonica) intorno ad alcune parole capitali: “Realtà”, “Male”, “Potere”, “Letteratura”, “Aldilà”.

“Carver è uno che porta il fuoco”. Parla Antonio Spadaro

Abbiamo parlato con “il consigliere del Papa”, sullo scrittore/icona degli Stati Uniti. La poesia è materia che arde, e i poeti non muoiono mai

Peter Hopkirk e il Grande Gioco

A Peter Hopkirk dobbiamo uno dei libri più affascinanti degli ultimi anni, “Il Grande Gioco”. La vera sfida? Ripercorrere le vie del suo eroe letterario, Kim

In fuga con Lawrence

Dominò i deserti, a onori e medaglie preferì l’umiliazione e l’anonimato. Fu una specie di Amleto e di Arjuna. Ritratto di T.E. Lawrence. Finalmente pubblica la biografia di Victoria Ocampo

Il profeta della sorveglianza di massa

Un secolo fa Evgenij Zamjatin scrive “Noi”, il romanzo che anticipa le trame dello Stato totalitario e dell’uomo ridotto a numero. Dialogo con Alessandro Cifariello

Morselli & Calasso

Adelphi è la casa editrice che ha scommesso tutto sul successo postumo di Guido Morselli. Storia di un mito (e di un incontro mancato)

Intervista galante a Filippo Tuena

“Le galanti, quasi un’autobiografia” artistica nel terribile della letteratura. Dialogo con Filippo Tuena

Il predatore

Elogio di Gabriel Matzneff, uno scandalo vivente. Prima di tutti, in anni non sospetti, ha capito che un governo, per sopravvivere, deve “reprimere gli intellettuali anticonformisti”
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