Malraux, l’anti-tutto

Ha cambiato la storia della letteratura, è stato, con De Gaulle, l’uomo più potente della cultura francese. Entriamo a precipizio nell’enigma André Malraux: dialogo con Stefania Ricciardi

L’ultimo ribelle

Visionario, estremo, poligrafo. Philip K. Dick ha forgiato il nostro immaginario. “Viviamo davvero nel suo universo e, in un certo senso, nel suo cervello”. Lo dice Jonathan Lethem

Quinto Potere

David Fincher racconta le vicende travagliate dietro il capolavoro di Orson Welles. "Mank" esalta l'indipendenza degli artisti e ci fa riflettere sullo strapotere dei broadcaster digitali

Jean Cau, un cavaliere errante

Reazionario e ribelle, anticonformista e popolare, Cau firma il suo testamento ne “Le scuderie dell’Occidente”. Un trattato che fa a brandelli la nostra epoca

Il moralista immorale

Addio a John le Carré, agente segreto e grande romanziere. Ecco cosa pensava del mondo. “Dalla fine della Guerra Fredda l’Occidente ha perso la sua identità”

Dissipatio in the Usa

Guido Morselli sbarca in America con “Dissipatio H.G.”. Il NY Times ne parla come di un capolavoro. E c’è ancora una miniera da pubblicare. La nuova newsletter dell’Intellettuale Dissidente si ispira a lui, il corpo del reato della letteratura italiana

Gli antifascisti? Sono fascisti

Nel 1973, in un discorso spietato, Giuseppe Berto condanna i gruppi di potere intellettuale che guidano l’Italia. Si dichiara isolato e “afascista”

Lezione nelle tenebre

Spigando le lettere dell’alfabeto ebraico, un testo di Giorgio Agamben. Che ruolo ha il profeta, oggi? Che cosa significa parlare “alle tenebre del tempo”? Perché la profezia resta inascoltata? Che cos’è il Regno? Tra azione, attesa, linguaggio

Nabokov con cocaina

Chi ha scritto davvero “Romanzo con cocaina”? Paiono non esserci dubbi: dietro l’inquieto M. Ageev si nasconderebbe il semi sconosciuto Mark Levi. Eppure, il ghigno del grande Vladimir sbuca ovunque…

“Sono Papini, l’apache della cultura”

In appendice al ciclo delle sue Stroncature, Giovanni Papini stronca se stesso, pigliandosi a male parole. Autentico esercizio di stile del “lupo mannaro” che ha preso a morsi il perbenismo dei letterati, le becere ambizioni degli arrivisti

Pier Vittorio Tondelli: ritratto di un’epoca

“Conobbi PVT nel 1975, a un concerto jazz…”. Gian Ruggero Manzoni ci racconta l’icona della scrittura degli anni Ottanta, l’amico, il neo-Pasolini in una Bologna bollente, in piena lotta armata

Nella tradizione la sola avanguardia

Un possente saggio di Gian Ruggero Manzoni, “Ur dei Caldei. Origine e trasmissione”, si scaglia contro il mito dell’“attualità” e l’omologazione globalizzata. Piuttosto, occorre ancorarsi ai luoghi del sapere, alla memoria, alla matrice del Vecchio Mondo
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