La strada madre

Più che una semplice striscia d'asfalto, la Route 66 è il dispositivo narrativo che ha plasmato l’epica e il sogno americano. Nel suo libro "Route 66. Cent'anni on the road" (Odoya, 2026), il giornalista Claudio Castellacci si fa archeologo del mito, attraversando in punta di piedi un'arteria cancellata dalla modernità ma immortale nell'immaginario collettivo. Tra motel abbandonati e città fantasma nel deserto, il volume si rivela un reportage sospeso tra memoria e realtà. Una riflessione profonda sulle ferite del capitalismo e sulla forza della letteratura nel preservare ciò che il progresso tende a cancellare.

Idropolitica africana

Nel Settembre 2025 l’Etiopia ha inaugurato la “Grande diga del Rinascimento etiope”, il più grande impianto idroelettrico del continente africano. Per Addis Abeba è il simbolo di un riscatto storico, paragonato nei discorsi ufficiali alla vittoria di Adua del 1896. Per l’Egitto è una minaccia esistenziale: 55,5 miliardi di metri cubi d’acqua annui che nessun accordo internazionale tutela ancora. Tra i due Paesi non c’è guerra dichiarata, ma una competizione sempre più feroce che ridisegna il Corno d’Africa.

Dalla "marea" sorge il nuovo ordine internazionale

L’ordine planetario che si basava sull’equilibrio tra la terra e il mare – ideato da Schmitt - si è concluso definitivamente, essendo crollati su di sé tutti i pilastri fisici del vecchio nomos. E del nuovo non si riesce ancora a scorgere alcuna immagine all’orizzonte. Riappropriarsi della semantica, prima ancora che della funzionalità dei mezzi e della metafisica dei fini è la via principale per risolvere la contrapposizione storica attuale che governa la struttura dei rapporti tra Oriente ed Occidente.

Internet è morto

Oltre la metà del traffico digitale non è umano. Il 23% delle pagine che erano accessibili nel 2013 oggi esiste più. I commenti virali sui social media sembrano sempre gli stessi, proprio perché spesso lo sono. La "Dead Internet Theory", nata come complotto su 4Chan nel 2021, si sta rivelando una profezia del presente: la rete svuotata di presenza umana, colonizzata dai bot, degradata dall'AI Slop.

L'avvento della physical AI

Una nuova frontiera della tecnica si profila all’orizzonte: non più l’astrazione simbolica, ma macchine che penetrano il mondo fisico, cancellando la distanza tra calcolo e azione. Un progresso che non si limita a estendere le capacità operative, ma riconfigura l’orizzonte entro cui l’agire umano può ancora sottrarsi alla logica della funzione.

Citizen Vigilante contro tutti

Troppo scomodo per il racconto dominante, troppo diretto nel mostrare ciò che le istituzioni preferiscono ignorare: violenza e impunità, legate a doppio filo tanto a un’immigrazione fuori controllo quanto a una narrazione che, quando il fenomeno mostra i suoi effetti peggiori, li giustifica e assolve. Citizen Vigilante, il nuovo film di Uwe Boll, racconta ciò che accade quando lo Stato conserva il monopolio della forza, ma perde, agli occhi dei cittadini, la capacità di esercitarlo per proteggerli.

L'Italia che si svuota

Gli italiani residenti all'estero sono oltre il 10% della popolazione nazionale: primo posto nell'Unione europea per numero di emigrati. Non partono solo i giovani in cerca di esperienza, ma professionisti nel pieno della carriera, dottori di ricerca formati a spese pubbliche, famiglie che cercano certezze altrove. Il costo per le casse dello Stato supera i 25 miliardi l'anno. E nessuna politica finora ha saputo invertire la rotta.

Da Ceccano la sfida italiana per le terre rare

A Ceccano (provincia di Frosinone) nasce uno dei primi impianti europei dedicati al recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici, trasformando magneti dismessi e RAEE in una risorsa strategica per l’industria continentale. Dietro una notizia apparentemente locale s'intravede una questione globale: ridurre la dipendenza dalla Cina, rafforzare l’autonomia europea nelle materie prime critiche e ripensare le città come miniere urbane da cui estrarre il valore nascosto della transizione energetica e digitale.

Televisione ultimo atto

Un tempo era il sogno di chiunque volesse fama e denaro. Oggi i suoi ex protagonisti guadagnano di più vendendo sui social. Il mezzo televisivo è morto per mancanza di coraggio, di idee e di qualcuno disposto a rischiare qualcosa, mentre i dirigenti restano inamovibili sulle loro poltrone di ecopelle. Il paziente è in fin di vita, nessuno lo vuole rianimare, e l'unica cosa che lo tiene cosciente si chiama Sanremo.

L'ego dell'intellettuale e il vuoto della macchina

L'intelligenza artificiale corregge i propri errori in una frazione di secondo, senza vergogna. L'intellettuale preferisce inventare un mistero piuttosto che ammettere una previsione sbagliata. Uno dei paradossi del nostro tempo è che un insieme di circuiti simuli meglio la saggezza di chi ha dedicato la propria vita a costruirla.

Effetto Sigonella

Il non-accordo tra Stati Uniti e Iran e l’alterco tra Meloni e Trump sono due manifestazioni, su scale diverse, della medesima crisi dell’egemonia americana. Il primo mostra l’incapacità di Washington di ristabilire l’ordine che pretende di garantire; il secondo certifica che gli Stati Uniti non intendono affatto abbandonare il continente, ma faticano ormai a far valere la gerarchia atlantica con la naturalezza di un tempo. Le letture superficiali offerte dalla cronaca in tempo reale alimentano soltanto la confusione e aggravano l’inconsapevolezza degli italiani, riducendo a schermaglia personale ciò che invece riguarda la struttura profonda del rapporto tra Roma e Washington.

Il grande reset fra Londra e Bruxelles

La Gran Bretagna guarda di nuovo ad un vecchio Continente in crisi. Mentre Jackson si riaffaccia a Washington, in ore che diventano sempre più buie, il populismo divampa ed intimorisce un sistema politico in vita da oltre un secolo. Ma a quale prezzo?
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