Ideologie da post-orgia

Tutto è politico, eppure la politica non è mai stata così sterile come oggi. Anton Jäger nel suo saggio "Iperpolitica" (Nero Edizioni, 2024) ricostruisce quelle che a suo avviso sono le motivazioni: la sfera sociale è stata svuotata delle sue strutture; solo l'individuo ha impatto, ma nella sua atomizzazione gli effetti evaporano al mutare dell'attenzione collettiva. Essa è ormai modellata dalle nuove forme di aggregazione - social media e chat - che rendono immediata la comunicazione, ma difficile costruire comunità durature dalle quali non sia così facile uscire.

La crisi culturale è una forma d'ordine

Non stiamo assistendo alla fine del pensiero, ma alla sua normalizzazione. Le scienze umane, nate per attraversare la complessità, si sono piegate alla logica della produttività e della conformità. Il sapere non interroga più il potere: lo serve. E la cultura diventa burocrazia.

La svolta nazionalista in Iran

La presentazione del monumento a Re Shapur I a Teheran segna un cambio di paradigma nella narrazione iraniana: dal predominio religioso alla valorizzazione del passato imperiale e del sentimento nazionale. In un momento di isolamento e difficoltà economico-militari, la Repubblica Islamica riscopre le glorie persiane per rafforzare il fronte interno, riaffermare l’orgoglio nazionale e lanciare un messaggio di resistenza all’Occidente.

La metamorfosi marittima italiana

La nuova fase della postura marittima italiana culmina nel progetto di una portaerei a propulsione nucleare, previsto dal Documento Programmatico 2025-2027. Dopo l’esperienza del Cavour e del Trieste, l’Italia mira a consolidare la propria presenza tra Mediterraneo e Indo-Pacifico, rafforzando la cooperazione con Washington ma anche la capacità autonoma di proiezione, cardine della futura identità geopolitica del Paese.

L'Italia senza satira

La morte di Giorgio Forattini diventa simbolo della fine della satira come voce critica: in un’Italia rassegnata e distratta, il riso non ferisce più il potere ma lo alimenta. Dalla corrosione di Luttazzi e Ricci alla leggerezza dei meme, la risata si è svuotata di senso, ridotta a puro anestetico sociale privo sia d'indignazione che di pensiero.

Effetto Mamdani

Laddove in passato le alte sfere del Partito Democratico statunitense sono riuscite ad inquadrare la propria base in una struttura organizzativa a rigida vocazione gerarchica, neutralizzandone di volta in volta le istanze più spinte in favore di un moderatismo da molti percepito come letargico, la schiacciante vittoria di Zohran Mamdani dimostra in maniera plastica l’efficacia di un approccio bottom up, spontaneo e grassroots nel promuovere una linea politico-ideologica per diversi aspetti agli antipodi dell’ortodossia liberal.

Ostaggi della cultura di massa

Attraverso Masscult e Midcult, Dwight Macdonald già sessant'anni fa smascherava la cultura di massa come esito della produzione autoreferenziale moderna, dove ogni forma, pensiero e desiderio si riducono a consumo. Nel suo testo (ripubblicato nel 2018 da Piano B Edizioni) mostrava come la società contemporanea, fagocitata dal piacere e dalla distrazione, abbia dissolto l’arte, la coscienza e l’individualità in un eterno ciclo di simulazione, consenso e alienazione collettiva.

I predatori al potere

Nella sua ultima fatica uscita per Einaudi, “L’ora dei predatori. Il nuovo potere mondiale visto da vicino”, il political advisor di Sciences Po Giuliano Da Empoli ricostruisce le mosse degli amministratori del governo ai tempi dei tecno-caudilli e tycoon che popolano i parlamenti e le stanze dei bottoni: la posta in gioco è il tracollo della politica per come la si intendeva e l'ascesa di una sua nuova forma, più violenta e meno moraleggiante.

Un corsaro in redazione

Per la prima volta, in un unico volume dal titolo "Pasolini e il Corriere della Sera 1960-1975" (Fondazione Corriere della Sera, 2025, a cura di Gianluigi Simonetti), sono stati raccolti in ordine cronologico tutti gli articoli che PPP scrisse per il quotidiano di via Solferino. Rileggere questi scritti, a cinquant’anni dalla tragica scomparsa dell’autore, significa fare i conti con il vuoto giornalistico di oggi, in cui nessuno è più in grado di provocare, di andare contro le convinzioni dei propri lettori. Lasciando campo libero alla logica dell’algoritmo e al tribalismo.

Il baricentro tedesco

La crescente fragilità dell’Unione Europea ridefinisce gli equilibri continentali, con una Germania che, tra potenza industriale e disciplina fiscale, tenta di affermare una nuova centralità strategica. Mentre Londra consolida l’asse nordico e Parigi appare indebolita, Berlino si prepara a guidare la trasformazione militare ed economica dell’Europa post-Brexit.

Fino a che punto conta il diritto internazionale

Dalla prima referral per il Darfur alla crisi libica del 2011, il dispositivo del Consiglio di Sicurezza verso la Corte Penale Internazionale rivela la trasformazione del diritto in spettacolo: uno strumento politico che estetizza la colpa, legittima la forza e produce immagini più che giustizia. La giurisdizione universale diventa teatro mediatico, simulacro d’un ordine morale incapace di agire, residuo della sovranità liberale post-Guerra Fredda.

Le droghe e il destino dell'umanità

A distanza di quasi trent'anni, "Writing on Drugs" di Sadie Plant (ribubblicato nel 2024 da Nero Edizioni come "Scritti sulla/sotto droga") rimane la via migliore per capire come le sostanze stupefacenti abbiano influenzato - e in alcuni casi deciso - la storia dell'uomo.
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