La variante Zelensky

Il leader ucraino, ogni giorno che passa, resta l’unico a tenere in piedi la narrazione “né-né (né guerra, né diplomazia) del fronte occidentale. E il suo eroismo, imprevedibile quanto l'attacco russo, alla lunga sta creando profondo imbarazzo agli occhi degli alleati.

La grande guerra di Secessione

Vladimir Putin non è impazzito, non gli interessa il consenso dell’opinione pubblica, tantomeno che gli analisti comprendano le sue ragioni. Vladimir Putin ha deciso che il destino della Russia è fuori dall’Europa.

Telefonare Angela Merkel

C'è ancora la possibilità, l'ultima, per un punto di svolta dentro a un punto che sembra senza ritorno. Dove sono coloro che fino a ieri la chiamavano "Regina d'Europa"?

"In Ucraina, Erdoğan dovrà scegliere da che parte stare". L'analisi di Daniele Santoro

Coordinatore Turchia e mondo turco, per la Rivista italiana di geopolitica "Limes", Daniele Santoro spiega che la strategia di Ankara, in bilico tra Nato e Russia, potrebbe non funzionare più.

Il collasso della terra di mezzo  

Tra Parlamento e vertici dello Stato c’è una terra di mezzo che sta letteralmente implodendo. Giornalisti contro magistrati contro politici contro uomini e donne dei servizi. Benvenuti nella guerra senza frontiere del micropotere alla prova del potere.

Grande è la confusione sotto il Colle

In Ucraina non scoppierà nessuna guerra, ma i suoi venti, erano i venti di cui la politica italiana aveva bisogno per calmare e smuovere nuovamente le acque.

I Neuromanti

In principio era Zaibatsu. Oggi in Giappone le chiamano keiretsu, in Occidente, Trust Holding. Sono aziende di famiglia, di sangue, creature lovecraftiane, allucinazioni gibsoniane.

Dei delitti e degli algoritmi

Giudici sostituiti da macchine, macchine sostituite da algoritmi. La Giustizia che sarà o che vuole essere.

Berlusconi Reloaded

Se vuoi la pace prepara la guerra. Il Cavaliere è pronto a firmare una tregua storica, all'ombra del Quirinale, con "i ragazzi (non più ragazzi) del '92".

Di Maio novello Andreotti

Il Movimento 5 Stelle non è la Democrazia Cristiana bensì il grande restauratore della Prima Repubblica. E Luigi Di Maio è il suo Giulio Andreotti.
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