Addio alle armi

Uscito di colpo dal suo trentennale letargo, il blocco euro-atlantico pianifica timidamente il riarmo. Mancano però gli uomini, troppo pochi e troppo anziani; e d’indossare l’uniforme i giovani non ne vogliono sapere. Analisi di una crisi annunciata, tra impasse politico-militare e tensione generazionale.

L'aborto rimane centrale

Due anni fa il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade restituiva la competenza in materia di aborto ai singoli Stati che compongono gli Usa. Da allora il tema è tornato centrale nella dialettica politica non solo oltreoceano, ma anche dalle nostre parti, divenendo così ulteriore motivo di polarizzazione che inevitabilmente si rifletterà alle prossime chiamate elettorali.

Un drago per la favola europea

Mario Draghi parla dal palco di La Hulpe per lanciare la propria corsa ad un ruolo di prim'ordine nell'Europa che verrà dopo le elezioni di giugno. Lo fa annunciando un report sulla competitività economica dell'Unione, in uscita nei prossimi mesi. Rimane da capire se la summa della sua visione riuscirà a far centro o se diventerà l'ennesimo buco nell'acqua targato UE.

Un nuovo patto generazionale

Un viaggio interstellare nel passato del futuro; una sonda spaziale nello spirito del tempo; un mondo lontanissimo. Noi ci stiamo lavorando duramente, dal sottosuolo della Repubblica Romana di Roma Centro, con metodo, disciplina e disincanto. Siamo una tartaruga con le vele spianate battente bandiera pirata. Il nostro motto? Festina lente. Affrettati lentamente.

Modalità pipistrello

Affidarsi agli occhi è tanto naturale, quanto velleitario e pericoloso. Pochi grandi bipedi sopra la media sanno che invertire senso e funzione è l’unica vera maniera di sintonizzarsi in questo curioso spazio-tempo che chiamiamo mondo. Di tutti gli organi di senso, il più usato, consumato, bistrattato, divinato, e in fin dei conti mal interpretato, è senza dubbio la vista. Lo sapeva Lazzaro Spallanzani, che molto tempo aveva dedicato a cercare di capire “come vede chi non vede”, studiando approfonditamente i pipistrelli, che in questo sono gli specialisti indiscussi.

Non conosciamo nulla della mente

Il futuro dell'umano dipende anche e soprattutto da come si deciderà di affrontare i moderni problemi che nascono nell'intersezione tra filosofia e neuroscienze. Un riassunto dei punti principali del dibattito in corso è fondamentale, se non forse essenziale per la sua comprensione.

Nessuno al timone della nave

La Conferenza sulla Sicurezza di Monaco - svoltasi fra il 16 e il 18 febbraio - ha sondato l’umore della politica internazionale. Il responso è desolante: l’ordine globale che pensavamo stabile e trionfante è definitivamente crollato. Nessuno è più al timone del sistema interstatale, e i circoli viziosi si autoalimentano verso lo scontro frontale. Lucidità e pragmatismo diventano rare e ricercate eccezioni; sorprendente è però il luogo in cui le troviamo.

Il trasformista del popolo

"Trump o Biden?" - A questa domanda Giuseppe Conte ha risposto non rispondendo, facendo tornare alla memoria un vecchio modo di fare politica che in Italia, di decennio in decennio, s'incarna in un politico diverso. Stavolta, ha trovato sede nell'Avvocato del popolo. Eppure, nonostante siano pratiche generalmente disprezzate, essa hanno da sempre garantito una vita politica più lunga: la sua sembra così, in prospettiva, l'unica vera opposizione al governo Meloni.

Fine della Nazione

La capacità del Politico di programmare e pre-vedere è strettamente legata ad una continua negazione e frammentazione della realtà nella sua interezza, nel suo presentarsi universalmente immanente, inevitabile. Ma alcune narrazioni, come quella relativa all'idea di nazione, hanno ormai senso d'esistere solo in quanto strumento retorico. Un'ulteriore dimostrazione di come il politico si mostri solo nella frattura del suo spazio particolare, non nell'incarnazione di una natura umana astratta.

Il diritto di vivere nella storia

L'Occidente e il resto del mondo, il giardino e la giungla, l'ordine e il caos: da diversi decenni questa è la visione che accompagna qualsiasi ragionamento di ordine geopolitico. Ma è una condizione di cui si è stanchi, in primis per via delle implicazioni post-storiche che essa comporta. La voglia di scrivere il futuro è forte, così come quella di sfuggire da un eterno presente.

Muskalzoni e profeti

Mentre tutti i riflettori erano puntati su Elon Musk - un mero affarista a cui interessa poco della situazione politica italiana - sul palcoscenico di Atreju hanno sfilato insieme a Giorgia Meloni anche Edi Rama e Rishi Sunak. E’ la formazione dell’asse Roma-Tirana-Londra di cui parlammo sulle colonne di Dissipatio in tempi non sospetti. La premier è passata al livello superiore del grande gioco e ora entra nel solco di Tony Blair che aveva incontrato proprio quest’estate in Albania e studia la sua Terza Via europea.

Di soft power non si muore

Più volte prospettato nel corso dello scorso secolo, il declino dell'impero degli Stati Uniti non si vede. Il loro soft power è ancora in grado di muovere le leve giuste nell'immaginario collettivo occidentale, mentre il realismo politico e la minaccia della baionetta fanno il resto.
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