Classe 1992, giornalista e già reporter reporter di guerra. E' fondatore nonché Amministratore Delegato del Gruppo Editoriale MAGOG; dirige Dissipatio ed è Senior Advisor di “Tra_le_linee”, agenzia di comunicazione e di sistemi di influenza integrati.

La burocrazia terrestre

Anche l’Italia ha i suoi "mandarini" con i quali Giorgia Meloni deve fare i conti: i dirigenti della pubblica amministrazione che da un quarto di secolo governano la macchina dello Stato.

Preludio alla pace

Non sarà Erdogan a mettere il cappello sui negoziati (o un possibile cessate-il-fuoco). Al massimo salverà la faccia anche lui, ma la firma sarà russa e americana con gli ucraini a dettare i tempi ma non le condizioni.

L'asse Tel Aviv-Budapest-Roma

Giorgia Meloni rimane indietro rispetto a Viktor Orban e Benjamin Netanyahu in termini di autonomia strategica, e fortemente allineata alla linea dura inglese. Ma i Midterm potrebbero ribaltare la sua narrativa sul conflitto.

La Generazione Tolkien alla prova del potere

La realtà è molto più violenta di un romanzo fantasy. E per diventare Re o Regina, in Italia, bisogna diventare Orchi altrimenti si rimane solo Hobbit.

Il segreto inglese

Nella terra di mezzo del riassetto dell’ordine internazionale, nell’interregno del caos, nello stato di emergenza globale della guerra in Ucraina, Boris Johnson rompe l’isolamento post-Brexit e riporta l’Isola al centro della terraferma, grazie a intelligence, armi, servizi finanziari.

L’interregno di Dio

Israele, Vaticano e Turchia, tre potenze monoteiste per fede, realiste per temperamento e reazionarie per vocazione, lavorano per la pace in Ucraina, con l’obiettivo di ritagliarsi un ruolo esclusivo di pontieri del nuovo ordine internazionale sino-americano.

La variante Zelensky

Il leader ucraino, ogni giorno che passa, resta l’unico a tenere in piedi la narrazione “né-né (né guerra, né diplomazia) del fronte occidentale. E il suo eroismo, imprevedibile quanto l'attacco russo, alla lunga sta creando profondo imbarazzo agli occhi degli alleati.

La grande guerra di Secessione

Vladimir Putin non è impazzito, non gli interessa il consenso dell’opinione pubblica, tantomeno che gli analisti comprendano le sue ragioni. Vladimir Putin ha deciso che il destino della Russia è fuori dall’Europa.

Telefonare Angela Merkel

C'è ancora la possibilità, l'ultima, per un punto di svolta dentro a un punto che sembra senza ritorno. Dove sono coloro che fino a ieri la chiamavano "Regina d'Europa"?

Risentimento

La guerra di Ucraina si gioca sul terreno del risentimento, e a combattere non sono la Russia e l’Occidente, ma Vladimir Putin e la Storia.

"Le grandi potenze non hanno il tempo di fare l'aperitivo". Dario Fabbri sale in cattedra

La geopolitica pura invece è in qualche modo miserabile per eccellenza perché si occupa delle miserie delle collettività cioè il loro modo di stare al mondo che poi diventa la massima civiltà, perché le civiltà nascono appunto dalle miserie, cioè dal terrore degli altri.

Il collasso della terra di mezzo  

Tra Parlamento e vertici dello Stato c’è una terra di mezzo che sta letteralmente implodendo. Giornalisti contro magistrati contro politici contro uomini e donne dei servizi. Benvenuti nella guerra senza frontiere del micropotere alla prova del potere.
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