Luca Giannelli è giornalista e caporedattore al Tg de «La7», dove si occupa di cultura e politica. Con GOG Edizioni ha pubblicato "America contro America".

Webcrazia

Tra le difficoltà, gli imbarazzi e le ipocrisie di una classe politica culturalmente disarmata, colpevole di aver clamorosamente sottovalutato il rapporto tra democrazia e diffusione del sapere, incapace di regolamentare i giganti del digitale al punto da ritrovarsi nella spiacevole situazione della famosa rana bollita.

Requiem per De Mita

Con la sua morte si è chiusa definitivamente un’epoca in cui la cultura era parte integrante del fare politica.

Lo specchio scuro dell’Occidente 

In realtà, la Russia di Vladimir Putin, in quella “dimensione orientale” non si è affatto “rinchiusa”, per la semplice ragione che non ne era mai uscita.

Breve teoria del "nicodemismo"

Calamandrei, Longanesi, Prezzolini, o l'arte tutta italiana di tirare a campare, e in cui sono sempre gli altri a morire.

Abitare il potere, una storia immobiliare

Ripercorriamo la storia della Società Immobiliare Italiana e della Songene, tra Vaticano, massoneria e omicidi.

Il cinema italiano ritrovato

Torna il grande cinema italiano. Sfida tra Marco Bellocchio e Paolo Sorrentino

L’intellettuale di regime

Che fine ha fatto l’intellettuale? Categoria morta da anni, torna in auge grazie a Sabino Cassese: oggi è l’ideologo, il servo del potere dominante

La fine di Nanni

“Tre piani”: un film che quindici, dieci, ma anche solo cinque anni fa Nanni Moretti si sarebbe rifiutato di girare

“Io sono il PCI!”

Cent’anni di svolte, di lotte, di cantonate, tra togliattiani, cattocomunisti, intellettuali al servizio del partito. Con una idea portante: rifiutare la realtà. Cosa resta oggi del PCI? Storia di un partito borghese

C’era una volta Donald Trump…

Ritratto controcorrente dell’uomo che ha messo in luce la crisi americana. Decennale. Quando una società privata condanna all’ostracismo un presidente regolarmente eletto la democrazia vacilla

Una battaglia nell'anima dell'America

Questo assalto alla democrazia, come forse troppo pomposamente è stato definito, avverte tutti che il conflitto culturale tra le due americhe è sempre in corso, a dispetto di quanti si dimostrano convinti che la parentesi populista sia ormai definitivamente chiusa.

L'imperdonabile

Quella di Julian Assange, definito in passato da Joe Biden "un terrorista hi-tech”, è una storia estrema, un castigo dal mondo durato dieci lunghissimi anni.
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