Classe 2000, nasce a Roma, frequenta studi economici e letterari all'Università Tor vergata. Collaboratore presso Fondazione Leonardo-La civiltà delle macchine, Il giornale off, Generazione Liberale.

Spengler, il prussiano

Lo Spengler di “Anni della decisione” è quello della reazione alla decadenza. Contro il nazismo e il liberalismo, a favore di una difesa della Kultur dei popoli

Poeta di guerra

Disincantata e lucidissima, antimilitarista ed eroica, crudele e per questo la più umana, è la poesia di Wilfred Owen, il più espressivo dei war poets. Capace di mostrare lo squallore delle trincee, la violenza barbara del conflitto mondiale, in cui morire è tutt’altro che dolce

Jean Cau, un cavaliere errante

Reazionario e ribelle, anticonformista e popolare, Cau firma il suo testamento ne “Le scuderie dell’Occidente”. Un trattato che fa a brandelli la nostra epoca

Non si censura la domenica

Tagliente e imperdonabile, dannato e magnifico. È Lucien Rebatet, autore francese ingiustamente dimenticato, scrittore di capolavori maledetti e pamphlet sconvolgenti che, con “Non si fucila la domenica” (Mimesis edizioni) ha regalato un ritratto malinconico dei suoi ultimi giorni da condannato per crimini intellettuali.

All'ombra delle mitragliatrici in fiore

Nelle raccolte del periodo spagnolo, Roy Campbell mostra il suo lato più intenso, apocalittico, sensuale. Tra le stragi della guerra civile e le arene della corrida, mettendo anche Cristo in uniforme, raccontando i bombardamenti, le grandi persecuzioni cristiane oltre la retorica civile. Sulle pareti insanguinate di Toledo è scritto il numero 666.

Una Spoon River sott'odio

Sulla collina di Indro Montanelli cadaveri eccellenti non dormono affatto, continuando una cinica ed ironica danza macabra con Leo Longanesi, Curzio Malaparte ed altre stelle dimenticate del Novecento.

CCCP e barbarie

Il secondo album dei CCCP fa tremare, tra inni sovietici reinterpretati, contaminazioni religiose e rock grezzo all'italiana. Giovanni Lindo Ferretti incendia il piano padano, e non solo.

Affinità e divergenze tra il compagno Ferretti e noi - II

Nelle note e nei testi del primo album dei CCCP, oltre al monumentalismo sovietico, si sente il disagio di una generazione frantumata e solitaria, che ha la capacità di entrare nel nostro presente e raccontarlo ad oltre 30 anni di distanza.

Affinità e divergenze tra il compagno Ferretti e noi

Estremi, scorretti, inadeguati, ribelli. I CCCP hanno raccontato controcorrente gli anni dell’edonismo raeganiano e riescono, ancora oggi, ad esprimere il disagio di un mondo frantumato e solitario.
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