"In Ucraina, Erdoğan dovrà scegliere da che parte stare". L'analisi di Daniele Santoro

Coordinatore Turchia e mondo turco, per la Rivista italiana di geopolitica "Limes", Daniele Santoro spiega che la strategia di Ankara, in bilico tra Nato e Russia, potrebbe non funzionare più.

La rivoluzione dei declassati 

Jan Wacław Machajski avverte con largo anticipo la nascita dello Stato burocratico, un nuovo Leviatano, una nuova tecnocrazia, dove i “capitalisti del sapere”, benché socialisti, continueranno a svolgere una funzione di dominio sulle masse. GOG Edzioni pubblica "La dittatura dell'intellighenzia".

Se vuoi la pace chiedi a Macron

A differenza di quello francese, il governo tedesco di Olaf Scholz è vittima delle “pressioni americane e britanniche", nonché di Verdi e Liberali, partner della Spd, per non strizzare più l’occhio a Putin e a Mosca.

La questione energetica

Ben oltre la transizione ecologica.

"Gli americani hanno paura di perdere l’Europa". L'approfondimento di Dario Fabbri

Nei manuali di storia russi, Vladimir Putin non vuole essere ricordato come colui che ha perso l’Ucraina.

A Oriente dell’Ucraina

La nuova campagna di Russia. Un racconto.

Dialogo immaginario con Alexandre Kojève

Strateghi e mitopoieti del passato e del presente. Un filosofo russo, adottato dalla Francia, e un Presidente, Emmanuel Macron, che deve ripensare il senso di grandeur.

La civiltà è già morta

A cento anni dal “Tramonto” uno Spengler italiano, Beniamino Massimo Di Dario, invita a contemplare "del declinare del mondo" euro -americano.

Vecchio futuro, nuovo passato e nessun presente

Le contraddizioni di un’epoca che pensa il futuro con idee vecchie e rifonda il passato con idee nuove. In tutto questo, il presente dov’è?

The New Zeitgeist

Il ralliement tra Chiesa e Stato tedesco in chiave antiromana. Un saggio illuminante di Andrea Francia e Lorenzo Trapassi.

L'epidemia è la prosecuzione del keynesismo con altri mezzi

Criticare i parametri di Maastricht adesso è diventato cool. 

L’uomo che sussurra ai potentissimi

Bernard Henry Lévy è sempre un passo indietro e un passo in avanti rispetto ai Presidenti francesi che si succedono all’Eliseo.
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