Speculazioni sulla via della seta

Due nazioni un tempo unite nella “Madre India”, come la chiamava Gandhi. Antichi rancori religiosi, risalenti ai tempi delle incursioni e dei sultanati, poi saturati dall’era Moghul. Un piccolo Pakistan che si fa forte grazie alla competizione del suo avversario con veri e propri giganti, che non vedono l’ora di superare il Bharat nella corsa all’oro, ora che i suoi vecchi alleati si fanno più vulnerabili.

Uno spazio di guerra permanente

Il Kashmir è di nuovo al centro delle tensioni internazionali, si teme una possibile escalation a seguito di un attentato terroristico che ha portato alla morte di almeno 26 turisti a Pahalgam, avvenuto il 22 aprile nella parte indiana della regione. Questa notizia fa eco alle sanguinose guerre indo-pakistane del passato. Una delle maggiori preoccupazioni è che i paesi interessati, ad oggi, possiedono l’atomica, ed entrambi non aderiscono al trattato di non proliferazione nucleare (TNP). La suddetta zona è ricca di risorse naturali ed è strategicamente un avamposto naturale per la supremazia regionale.

Voi avete gli orologi, ma noi abbiamo il tempo

Il nuovo romanzo di Tonino Bettanini - L'impermeabile di Kabul - è ora disponibile. Pubblichiamo il prologo di questa quarta storia di Brando Costa, il commis di Stato chiamato a volare in direzione Afghanistan proprio nei torridi giorni dell'agosto 2021, quando la presa dei talebani appariva ormai prossima.

Il 2049 si avvicina

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, visita il sud-est asiatico, mentre Trump si ammorbidisce nei confronti di Taiwan, già appesantita dalle recenti e preoccupanti esercitazioni militari di Pechino. Il viaggio della delegazione cinese guidata dal presidente ha avuto come itinerario paesi come il Vietnam, la Malesia e la Cambogia, cui è stato ricordato che in caso di accordi commerciali con Washington ci saranno ritorsioni. L’ondata di dazi lanciati dalla Casa Bianca e la politica estera isolazionista di Trump favoriscono l’intento di costruire un nuovo asset geopolitico e commerciale in Asia, a conduzione ovviamente pechinese.

L'incognita indonesiana

La quarta nazione più popolosa al mondo, con il 40% al di sotto dei 25 anni, che poco può ricordare del suo passato politico, ma che ha energia e tempo per sovvertire il proprio futuro. La più grande democrazia a prevalenza islamica. Uno snodo geopolitico di grande caratura, a cavallo tra Asia e Oceania. Qualcosa bolle in pentola.

Rodrigo Duterte e l'ombra lunga della sua guerra

Le carceri nelle Filippine sono al collasso. Con il suo insediamento presidenziale nel 2016, Rodrigo Duterte ha dato il via ad una vera e propria persecuzione contro trafficanti e consumatori di droga. Al termine del suo mandato nel 2022, sono state confermate le morti durante operazioni antidroga di più di seimila persone, nonché l’arresto di circa 165.000 sospettati. Terzo Stato al mondo per sovraffollamento delle carceri, le Filippine si trovano di fronte ad un problema che rischia di mandare in tilt il sistema giudiziario e di macchiare l’immagine del paese a livello internazionale.

Il nucleare persiano cambia tutto

La questione nucleare della Repubblica Islamica potrebbe compromettere gli equilibri strategici dello spazio mediorientale, così gli Stati Uniti vorrebbero costringere Teheran a negoziare, in modo da poter monitorare il suo operato. In questo contesto la Russia si pone come piattaforma di mediazione, cercando di contemperare le esigenze delle parti e di favorire i suoi interessi geopolitici nella regione.

Il filo rosso fra Pechino e Hanoi

Il nuovo progetto ferroviario approvato dal parlamento vietnamita è il simbolo dell’espansionismo geopolitico cinese, che mira a collegare la città portuale Hai Phong a Lao Cai, passando per Hanoi, e ad influenzare i Paesi bagnati dal Mekong e l’esistenza delle collettività che popolano le valli dell’imponente corso d’acqua.

Echi persiani in Caucaso

L'Iran gioca un ruolo chiave nel mantenere la stabilità regionale, soprattutto proteggendo l'Armenia dalle ambizioni azere. Dall'altra parte, l'Azerbaigian ha una cooperazione strategica con Israele, che fornisce armi e risorse in cambio di un alleato contro l'influenza iraniana. Senza l'Iran, l'Europa si troverebbe a dover affrontare un nuovo panorama geopolitico, con il rischio di un'espansione turca nella regione.

Missili supersonici in giardino

Con la recente implementazione dell’arsenale di missili supersonici da parte di Taiwan, gli USA cercano di far ingolfare la superpotenza asiatica in un conflitto regionale per minarne l’affermazione sempre più evidente sul piano internazionale. Ripetendo la mossa strategica della guerra russo-ucraina il Pentagono mira al divide et impera nello scacchiere geopolitico per paralizzare i suoi avversari egemonici in confronti militari.

Ucraina: ultimo atto

La guerra russa in Ucraina sembra essere entrata nella fase conclusiva, malgrado obiettivi e intenzioni precedentemente propagandati dalle parti, impegnate, da quasi tre anni, sul campo di battaglia. Il “pantano ucraino”, a prescindere dalla guerra psicologica e dalla propaganda di rito, si è rivelato un incubo tanto per la Russia quanto per le forze occidentali a sostegno della difficile causa di Kiev. In altri termini, una guerra che, a conti fatti, non può essere vinta né da una parte né dall'altra, stremata e da sempre dipendente dagli aiuti occidentali. Una guerra che, progressivamente, da “blitzkrieg russo”, si è configurata come la più classica delle guerre di logoramento sullo scivoloso e sempre insidioso suolo europeo.

Un golpe in prima serata

Il tentato colpo di Stato del conservatore Yoon intrattiene giusto per un paio d'ore. Sullo sfondo però si staglia l’onnipresente imperativo della difesa nazionale dal regime del Nord. L’Ucraina diventa il campo (non) neutro in cui la sfida tra le Coree può salire di livello.
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