«Il blackout spagnolo ha evidenziato la profonda vulnerabilità che può presentare un sistema quando è troppo sbilanciato in favore delle rinnovabili». Gianclaudio Torlizzi sulla sicurezza energetica

«Pensiamo alla differenza del modello spagnolo con quello italiano. Il modello italiano, infatti, sebbene abbia portato avanti un sistema meno performante dal punto di vista dei prezzi si presenta però sicuramente più tutelante, per la sicurezza energetica. Tale evento deve quindi portarci a delle riflessioni sia sul piano italiano che su quello europeo.»

«L'Europa ignora l’unico collante che le permetterebbe di sentirsi parte di una civiltà comune: il suo patrimonio culturale millenario.» Il futuro della tecnodestra con Vincenzo Sofo

Vincenzo Sofo, già eurodeputato, agitatore culturale, ed attualmente consigliere del ministro della cultura Giuli, non ha dubbi sul significato che vuole dare alla "tecnodestra" e che aldilà di entusiasmi avveniristici e demonizzazioni ha indagato ed enunciato nel suo saggio "Tecnodestra. L'Europa politica nell'era Musk" (Paesi edizioni). Un testo in cui Sofo rilegge le evoluzioni delle destre europee di fronte alle sfide della storia - dalla crisi del 2008 alla ritirata della globalizzazione fino al rapporto col trumpismo - cercando di affrontare un tema su tutti: il futuro e la possibilità di una tecnocrazia di destra per l'Europa.

«La vera differenza strutturale è tra coloro che conoscono e coloro che sono ignoranti». La società del XXI secolo secondo Giuliano Noci

Stiamo regredendo per nasconderci di fronte alla complessità del mondo? O stiamo livellando il piano per l'arrivo delle macchine, che, forse, non saremo in grado di dominare? Per rispondere a queste e ad altre domande abbiamo interpellato Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano, membro del Comitato della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la definizione delle strategie nazionali per l’intelligenza artificiale, ed editorialista de Il Sole 24 ORE.

«Per gli Stati Uniti questa potrebbe essere l’ultima possibilità di ridefinire un nuovo assetto globale da protagonisti.» Cesare Pozzi e il cambio d'epoca in atto

«Facendo riferimento all’arte della politica di Machiavelli capire e gestire l’attuale cambio d’epoca è la cosa che va fatta. Se siamo in mezzo al guado e la Meloni è in mezzo al guado, diviene fondamentale non sottovalutare quanto nella gestione di questo cambiamento si debba migliorare la capacità italiana di proporsi come interlocutore che ha delle carte da giocare. Quindi credo vada molto bene parlare e dialogare con tutti, non fare una scelta di campo, perché per il nostro Stato ora non avrebbe senso.»

«Non sono sicuro l'idea di tecnodestra soppianterà una visione di destra più tradizionale». Thibault Muzergues sul nostro momento storico

«Meloni resta vincolata dalla situazione interna del Paese: anche se oggi è forte, la sua coalizione resta fragile, e deve vigilare costantemente. Ciò la porta a un'eccessiva cautela, che le impedisce di tracciare una vera visione per la destra e per l'Europa, mentre un Emmanuel Macron, un Viktor Orbán o un Friedrich Merz hanno molto più spazio per presentare il loro progetto.»

«L'alleanza angloamericana è in corso di revisione»: Luca Mainoldi e la decodificazione delle mosse di Donald Trump

«Gli USA vogliono ritagliarsi una sfera di influenza esclusiva nell'emisfero occidentale (una specie di rivalutazione della dottrina Monroe allargata alle regioni artiche). Questo anche a scapito del tradizionale alleato britannico.»

«Persino Fukushima non ha provocato morti, né sostanziali conseguenze ambientali».  Il futuro nucleare secondo Stefano Buono

«Il nucleare è una forma di energia molto sicura aldilà di vecchi stereotipi e pregiudizi. Del resto, il nucleare era estremamente sicuro anche in passato, ma oggi lo è sicuramente ancora di più dato che le nuove tecnologie eliminano completamente il rischio di incidenti come quelli già avvenuti. Un concetto di sicurezza intrinseca e passiva che è possibile applicare ad un nuovo approccio al nucleare che possa conciliarlo con sostenibilità e sviluppo.»

Finalmente anche noi siamo entrati nella "cognitive warfare"

Eravamo presenti alla prima all’Auditorium de "Il Nibbio" prodotto da Notorious Pictures con Rai Cinema e Tarantula in collaborazione con Netflix e Alkon Communication con la regia di Alessandro Tonda. Un film necessario, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio e il supporto di istituzioni come il DIS, l’AISE, la Polizia di Stato, la Prefettura e la Questura di Roma.

«Stiamo realizzando la via italiana all’IA». Intervista a Nicola Grandis sulla sua ASC27 e sull’IA Vitruvian

«Vitruvian non è neanche la versione piccola dei modelli altrui, non è il Chat GPT italiano. È un progetto per portare l'IA effettivamente dove serve, cioè nei processi business, di organizzazioni, imprese, pubbliche amministrazioni, però in una modalità e una scala praticabili. Oggi di generative IA nelle aziende quasi non ce n’è. Ecco, Vitruvian e vuole iniziare a posizionare l'Italia anche come un utilizzatore dell'IA.»

«Viviamo in una fase della nostra storia in cui l'ansia e l'angoscia (e il loro uso strumentale) non sono mai stati così pervasivi.» Rob Riemen e la necessità di un neoumanesimo

«Nel XXI secolo, con l'avanzare delle crisi economiche, ecologiche, sociali e politiche, con la pandemia, con i fascismi, la paura è tornata. Capire, spiegare e indagare questa paura è fondamentale per capire il nostro tempo. Per tali ragioni credo che siamo in una nuova "Age of anxiety".»

«Il predominio assoluto dell’oggi e il predominio assoluto dell’io ci impediscono di riconoscere maestri, di essere eredi e di avere eredi»: Intervista a Marcello Veneziani

«Siamo da tempo in fuga dalla memoria storica, consideriamo il nostro tempo come assoluto e dunque come tale non collegato al passato e all’avvenire, ma interamente risolto nel presente.»

«La marcia su Roma fu un evento gigantesco, percepito dagli italiani più come colpo di Stato che come rivoluzione.» Il mito fondativo fascista secondo Didier Musiedlak

«L'avvenimento fu ampiamente ripensato dal fascismo divenuto regime, che si incaricò di magnificare la marcia a posteriori a partire dalle novità generate come all'origine di un'autentica rivoluzione. А questo proposito, il regime seppe dar vita a un immaginario eccezionale e a un'iconografia rivoluzionaria, che gli permise di fondare la propria legittimità per mezzo della marcia.»
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