Il mito dell'alleato oltreoceano

Joe Biden, come gli altri presidenti statunitensi prima di lui, dovrebbe essere considerato il nemico giurato di chi ha a cuore un'Europa forte e indipendente. Invece spesso capita proprio il contrario. Il potere della narrazione sull'amico americano che fa i nostri interessi è forte, e difficilmente sradicabile.

Il protezionismo d'acciaio di Biden

Con un colpo di coda, il presidente americano uscente ha deciso a gamba tesa di fermare il processo di fusione tra il colosso dell’acciaio Nippon Steel e il produttore statunitense US Steel di Pittsburgh, invocando la difesa della sicurezza del Paese da influenze esterne. Tutto il contrario di quanto avvenuto in Italia negli ultimi decenni.

L'abbaio del DOGE

Il progetto di Elon Musk e Vivek Ramaswamy di tagliare più di duemila posti di lavoro nelle agenzie federali può essere avversato sia dal Congresso a maggioranza repubblicana, che da una ben più interessante rivoluzione silenziosa da parte degli stessi lavoratori, tramite il fenomeno del "quiet quitting", le dimissione silenziose. Un'espressione che indica il comportamento adottato dai dipendenti che, in opposizione ai loro responsabili, assumono una posizione passiva di fronte alle loro mansioni.

Dazi, dazi, dazi

A Washington si stanno imbarcando su una nave la cui destinazione è dichiarata ma non sicura: Trump promette svolte in politica economica sia internamente che, soprattutto, verso l'estero, minando relazioni commerciali e quindi politiche col resto del mondo, alleati compresi. Cosa possiamo aspettarci dalla futura amministrazione, alla luce del suo primo mandato e delle promesse fatte negli anni di opposizione? Chi sconterà l'agire del nuovo (e vecchio) Presidente?

La politica americana è una grande metafora

Il tentativo di decodificare l'incomprensibile dibattito pubblico d'oltreoceano non può fare a meno degli studi linguistici, solo apparentemente avulsi da significati politici e filosofici. Secondo George Lakoff, ad esempio, l’intera analisi filosofica va ricostruita tenendo conto dei risultati sperimentali delle neuroscienze e della psicologia cognitiva. Allo stesso modo, i suoi studi sulle "metafore concettuali" potrebbero rappresentare un valido aiuto per capire come mai nel 2024 il Paese più importante del mondo si ritrovi a dover scegliere fra Kamala Harris e Donald Trump.

«Fare a meno della Cina? Sarà un processo molto doloroso». La lotta per il primato tecnologico raccontata da Alessandro Aresu

Il deteriorarsi delle relazioni economiche fra Pechino e Washington avrà conseguenze inedite e potenzialmente devastanti, soprattutto per noi europei: “Io non penso che un decoupling sia tecnicamente impossibile, perché si può spingere politicamente anche verso ciò che è tecnicamente difficile. La spinta esiste, e le cose difficili rimangono difficili.  Penso che un simile processo, preso sul serio, sia estremamente costoso, e che avrebbe enormi conseguenze.»

Il trumpismo con altri mezzi

Leggere Hillbilly Elegy di JD Vance, candidato vicepresidente per Donald Trump, è il modo migliore per arrivare all'essenza delle istanze che il Partito Repubblicano vorrebbe far proprie in un prossimo futuro, cavalcando la decadenza della classe operaia bianca e l’ascesa al potere di una classe politica populista. Strizzando così l'occhio a proposte che lo avvicinano più al socialismo di Bernie Sanders che non ai neo-con al potere vent'anni fa.

Il Deep State non si nasconde più

Un Joe Biden al tramonto lascia la corsa per la Casa Bianca. Il re è nudo, ma a prescindere da chi porti la corona lo Stato profondo continua ad esistere e a resistere. Ormai alla luce del sole. Contemporaneamente i repubblicani chiedono a gran voce una presidenza “imperiale”, slegata dai vincoli, formali ed informali, che hanno finito per soffocare la ribellione populista del 2016.

Lo Zar americano dell'antiterrorismo

In un periodo di feroci critiche verso l’intelligence Usa, Brett Holmgren è stato chiamato a dirigere il National Counterterrorism Center (NCTC), che collabora con l’FBI per la gestione delle minacce interne. Vicino al Partito Democratico, Holmgren dovrà agire durante quello che Michael Morell - ex Direttore della CIA - ha definito “il periodo più pericoloso dal 2001”. All’orizzonte preoccupano le Olimpiadi e il voto di novembre.

L'eredità di Biden nel Mar Nero

Joe Biden lavora a una nuova strategia per il Mar Nero, di concerto con i suoi partner regionali. Luminita Odobescu, ministro degli esteri rumeno, ha firmato con Anthony Blinken un accordo di cooperazione che passa anche da una convergenza militare, d’intelligence ed energetica. L’obiettivo è combattere l’influenza russa e cinese, aumentata esponenzialmente negli ultimi anni.

Il metodo Burns

Il 30 gennaio 2024 William Burns, Direttore della CIA, ha scritto un articolo intitolato "Spycraft and Statecraft" in cui delinea le sfide principali che attendono l'intelligence americana nei prossimi anni. L'America non è più l'incontestata superpotenza - scrive - ma è minacciata nei suoi interessi da Cina e Russia: per questo nuove e più raffinate metodologie d'approccio sono necessarie.

L'oppio del popolo americano

Capire la crisi degli oppioidi significa capire uno degli aspetti più oscuri dell’anima americana. Un'anima violenta, triste e solitaria, figlia del medesimo spirito che ne ha caratterizzato il successo. Oggi l'America profonda si ritrova a fare i conti con un male inedito o quasi, che inevitabilmente si riflette in politica, con tutte le conseguenze del caso.
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