Il MAXXI di Roma ospiterà il prossimo 10 ottobre 2026, per un’intera giornata, la seconda edizione di Bayram, l’iniziativa che quest’anno assume come titolo e come chiave interpretativa “Il salto quantico”, un’espressione mutuata dalla fisica quantistica per descrivere quella transizione discontinua e irreversibile che sembra oggi attraversare gli equilibri tra guerra e pace, in un momento storico che appare sempre meno come frattura improvvisa e sempre più come una riscrittura progressiva delle regole con cui si era abituati a leggere il mondo. Proprio qui, al Museo MAXXI di Roma, circa un anno fa abbiamo lanciato una piattaforma culturale generazionale chiamata “Bayram”. Dopo una giornata intensa che ha visto la partecipazione di circa 80 ospiti e 2mila partecipanti, abbiamo provato immaginare il futuro interrogandoci su una domanda necessaria, esistenziale, futurologica: “come sarebbe il mondo se le cose andassero diversamente?” Ora non vogliamo fermarci, vogliamo continuare il nostro viaggio interstellare e tracciare un solco narrativo e di riflessione profonda per decodificare il presente e ricodificare il futuro: Sabato 10 ottobre 2026 dalle ore 10 quella stessa “generazione cosmica” che un anno fa si è riunita qui è chiamata a fare “il salto quantico”, sì, perché “Il salto quantico” sarà proprio il titolo di questa seconda edizione di Bayram. Nella fisica quantistica, questo concetto descrive un cambiamento radicale, una transizione discontinua e irreversibile, un passaggio di stato energetico che non segue i parametri e i perimetri tradizionali. Le “regole del gioco” stanno mutando. Tecnologie quantistiche ed intelligenza artificiale stanno rifondando simultaneamente la sicurezza, la diplomazia, la finanza, la politica, l’energia, la guerra e la pace. La profezia è prima di tutto un codice con le sue leggi non scritte.

Nata come centrale permanente di idee e visioni, Bayram si propone di mettere in relazione discipline che la tradizione accademica ha spesso tenuto separate, dalla fisica alla teologia, dalla poesia alla tecnologia, dalla filosofia all’astrofisica, nella convinzione che solo un confronto aperto tra linguaggi distanti possa restituire una qualche capacità di orientamento in un’epoca dominata dal calcolo delle probabilità piuttosto che dalla certezza delle leggi. Le tecnologie quantistiche e l’intelligenza artificiale occuperanno una parte centrale della riflessione, imponendo una lettura che tenga insieme l’innovazione scientifica e le sue ricadute etiche, la tecnopolitica emergente e le sue implicazioni sul piano internazionale. Il MAXXI, con la propria vocazione a ospitare l’incontro tra arte, architettura e ricerca contemporanea, offre la cornice naturale per una giornata che si annuncia come punto di riferimento nel dibattito culturale italiano sui temi della tecnologia, della geopolitica e del futuro condiviso.