La legge della giungla

Il mondo nel quale ci ritroviamo a vivere oggi – contrariamente a quanto direbbe Baudrillard - non è più un simulacro, ma è reale. Da Donald Trump a Mark Carney; dagli Epstein Files a Nick Fuentes. Un vecchio sistema basato su rituali, regole e non detti sta letteralmente crollando su sé stesso.

Andrea Venanzoni: «Il movimento MAGA è in crisi. Vance? In netta difficoltà. L'unico stratega è Marco Rubio»

«La verità è che i movimenti non organicamente strutturati, privi di una architettura, di reali ideologi e di figure di vertice, eccessivamente appiattiti su una dimensione personalistica, quando la figura attorno cui si sono agglomerati e raccolti entra in crisi finiscono essi stessi per decadere. E mi sembra innegabile poter sostenere che in termini di politica interna la stella di Trump si sia molto appannata, per molti motivi.»

Vanni Codeluppi: «Il gossip è il grande collante che tiene insieme tutti i sottosistemi sociali.»

«Jean Baudrillard parlava dell’entropia della struttura del sistema sociale, del collasso, diceva lui, della struttura classica della modernità che i grandi sociologi avevano studiato e messo a fuoco. Baudrillard diceva che essa era andata in crisi perché i confini tra un sottosistema e l’altro si erano indeboliti. Per questo noi oggi fatichiamo a distinguere che cos'è parte di un mondo specifico, per esempio economico, politico o di spettacolo. Tutto è sempre più rimescolato.»

James K. Galbraith: «L'UE è governata da incompetenti dediti alla posa, che hanno danneggiato gratuitamente l'economia continentale, favorito la deindustrializzazione e la disoccupazione, e ora si aggrappano al potere intensificando repressione e bellicismo.»

«Non vi sono, per quanto si possa capire, ingegneri o scienziati competenti, o persino ufficiali militari, nei governi europei – e non ce ne sono stati dai tempi di Angela Merkel. Banchieri, lobbisti, politici di piccolo cabotaggio e funzionari occupano tutti i ruoli chiave. Queste persone sono addestrate a credere di dover soltanto recitare slogan, ai quali gran parte della popolazione è ormai assuefatta.»

Luciano Violante: «Il vero problema della democrazia italiana non è come vincere, ma come far votare. Quando vota meno del cinquanta per cento degli elettori, la legittimità si indebolisce. La politica deve ripensarsi, affrontare i problemi dei cittadini, offrire speranza.»

«Se la politica non è una comunità pensante e diventa un ascensore, un meccanismo di carriera, allora le persone si disinteressano e restano i più ambiziosi, o comunque quelli che non hanno interesse a riflettere sul futuro. Serve ricostruire luoghi di incontro e discussione, comunità che elaborano idee e non semplici comitati elettorali.»

Sui sogni come antidoto al nichilismo 

Pensato come irreale, il sogno viene misconosciuto. Eppure esso sospende le strutture interpretative della veglia e rende sensibile l’impossibilità del nulla. Non rivelazione diretta della verità, ma esperienza che indebolisce il controllo dell’Io, il sogno testimonia una dimensione dell’essere sottratta al tempo e alla produzione tecnica.

Carlo Galli: «Io non credo alla tecnocrazia. La tecnica è lo strumento fondamentale attraverso cui il potere si esercita, ma non è il soggetto che comanda. A comandare sono il capitale e lo Stato, che si servono della tecnica.»

«La tesi della tecnocrazia serve a dare l’idea che il mondo sia piatto, omogeneo, che la tecnica sia un fattore neutrale e che la politica sia stata completamente mangiata, assorbita e vanificata da essa. Ma questo non è vero. Se davvero ci fosse una dittatura della tecnica, non vedremmo conflitti reali. Invece li vediamo eccome.»

Fabrizio Corona in the USA

Campione di visualizzazioni su Youtube, seppur ignorato dai circuiti ufficiali dell’informazione, Fabrizio Corona con l’ultima puntata di Falsissismo intitolata “Il prezzo del successo” è diventato paradossalmente il miglior alleato di Giorgia Meloni (che di recente lo aveva anche querelato per la diffusione di notizie false sul suo conto) e del suo governo ora che persino la Casa Bianca, tramite il consigliere di Trump, Paolo Zampolli, lo ha convocato a Washington.

Il suicidio spettacolarizzato

La morte dello streamer catalano Sergio Jimenez, consumata in diretta davanti a follower paganti, diventa un caso emblematico della società dello spettacolo digitale: fama di massa, profilazione, nichilismo e mercificazione delle identità si intrecciano fino a trasformare il corpo in contenuto e il sacrificio in intrattenimento, rivelando le derive antropologiche del tardo-capitalismo mediatizzato.

Pino Pisicchio: «Un paese non può vivere in una guerra civile politica permanente. Senza una terra di mezzo, la democrazia si impoverisce.»

«È fondamentale costruire una terra di mezzo che eviti lo scontro quotidiano. Un paese civile non può vivere in un clima di conflitto permanente tra destra e sinistra: una logica di delegittimazione quotidiana non funziona. Da qui l'ossessione per un centro che torna così ad acquisire attenzione, anche se al momento non ha ancora una piena consistenza.»

L'epoca dei protocolli

Pandemia, guerra, terrorismo: a ogni crisi rispondiamo con procedure sempre più rigide. Ma i protocolli rassicurano più di quanto preparino. Funzionano in condizioni normali, falliscono quando la realtà devia, lasciando sistemi efficienti ma fragili.

Il complotto come religione del vuoto

Quando la scienza ha dissolto il mistero e la politica ha fallito nel sostituirlo, il bisogno di senso è rimasto orfano. Il complotto riempie quel vuoto: una mitologia dell’eccesso informativo, nata dal desiderio di ritrovare un disegno in un mondo ormai privo di autore.
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