Giorgio Zanchini: «La trasparenza è una promessa della democrazia, ma non può essere assoluta»

«A partire da quella ragazza incontrata a Parigi, ho pensato che fosse un gesto doveroso restituire un po’ di dignità alle 270 vittime, raccontare chi erano. Molti erano giovani nel pieno della loro esistenza, oltre che miei coetanei. Quelle vite spezzate mi sembravano qualcosa di terribile. Era una forma minima di restituzione»

L'uomo e il silicio

Dall’invenzione del primo microprocessore al pensiero sulla coscienza, Federico Faggin incarna lo slancio geniale dell’innovazione italiana nel mondo. Fisico, pioniere del silicio e filosofo dell’informazione, ha trasformato l’elettronica e ridefinito il rapporto tra mente e macchina. Una vita tra Vicenza, la Silicon Valley e le profondità dell’essere, sempre con lo sguardo rivolto a ciò che viene dopo.

Passeggiando per Sochi

Si parte da Yerevan e si arriva a Sochi, la città che Stalin amava, che Pushkin celebrò e che le Olimpiadi del 2014 resero celebre al mondo. Si passeggia sotto un radar affacciato sul lungomare , si mangia da Rostic's - il KFC che non si chiama più così - si beve oolong in una sala da tè diventata centro di gravità del viaggio. Poi suonano le sirene, e le atmosfere da eterna vacanza si spezzano. La città però non smette di vivere: palpitante e con lo sguardo fisso sull'orizzonte in attesa di onde che non siano solo quelle del mare.

L'incidente Vela

Una notte di fine 1979, il buio compatto dell’Oceano Indiano veniva interrotto dal bagliore delle stelle sopra le Isole del Principe Edoardo. Improvvisamente, un lampo accecante squarciò il cielo, seguito da un secondo, più breve, che sembrò dissolversi nell’aria salmastra. Nessuna nave mercantile testimoniò l’accaduto, nessuna stazione costiera registrò anomalie. Eppure, a centomila chilometri di distanza, gli occhi elettronici di un satellite statunitense classe Vela Hotel catturarono senza batter ciglio quell’enigmatico “doppio flash”, che tradiva la firma inconfondibile di una detonazione nucleare.

Béla Tarr, l’anti-Hollywood

Il regista ungherese, con il suo “cinema medioevale” dall’estetica austera e solenne, ha cercato tutta la vita d'indagare la condizione umana, senza mai scendere a patti con l’industria cinematografica.

La spia che lavorava per Mosca

Ritratto di Aldrich Ames, morto il 5 gennaio 2026 a 84 anni, la talpa che per denaro vendette segreti statunitensi ai sovietici, sfruttando una innata propensione alla mediocrità. Una storia di tradimento senza ideologia, e di un mondo dove il confine tra lealtà e colpa si dissolve nel cinismo quotidiano della Guerra Fredda.

Frankenstein, o del privilegio della morte

Un romanzo scritto due secoli fa, come Frankenstein, può apparire straordinariamente attuale, annullando la distanza tra passato e presente, scavalcando i secoli e illuminando le condizioni della nostra epoca. Vale dunque la pena cogliere l’occasione offerta da Guillermo del Toro nel suo recente adattamento cinematografico per riportare alla luce qualche riflessione.

Il New Deal come spartiacque della storia

Il saggio del Professor Domenico Crocco - Il New Deal di Roosevelt fra aspettative sociali, riforma economica e legalità. Un bilancio storiografico controverso (Jovene, 2025) - esplora con chiarezza le riforme che aiutarono gli Stati Uniti a uscire dalla crisi del 1929. Racconta il ruolo del gruppo di consiglieri di Roosevelt, la nascita della TVA e le tensioni con la Corte Suprema. Senza toni accademici rigidi, Crocco mostra luci e ombre di quella stagione, confrontandola anche con l’esperienza europea.

Lezioni animali sulla guerra e sulla pace

Dalle colline di Gombe al Congo: gli scimpanzé che tendono imboscate e i bonobo che si riconciliano con un abbraccio raccontano due metà della nostra natura. Jane Goodall e Frans de Waal hanno mostrato ciò che preferiamo dimenticare: la pace non è contro natura, ma siamo noi ad averla resa eccezione.

Una storia meneghina

Il 6 settembre 2025 Milano ha visto sfilare migliaia di persone in difesa del Leoncavallo, sgomberato dopo cinquant’anni di storia. Dal suo ruolo di laboratorio sociale negli anni Settanta alla resistenza culturale contro la “Milano da bere”, il centro sociale ha incarnato autogestione e controcultura. Oggi la sua memoria rilancia il dibattito sugli spazi pubblici e i beni comuni.

Anatomia di due rivoluzioni novecentesche

Lenin e Khomeini furono fra i pochi, nel corso della storia, qualificati per porsi al timone di quelle rivoluzioni che nella spinta delle classi «subalterne» della società trovarono la loro ragion d’essere.

Ricordare il caso Vanunu

Roma, autunno del 1986. Mordechai Vanunu, l’uomo che aveva osato raccontare al mondo il segreto più custodito d’Israele, camminava ignaro lungo via Veneto. Non sapeva che la sua storia era già stata scritta in altre stanze, lontano, dove uomini senza volto parlano in codice e decidono destini con freddo distacco chirurgico. L’operazione aveva un nome in codice, i passaporti erano pronti, le stanze d’albergo prenotate. Una donna elegante, dai tratti mediterranei e lo sguardo magnetico, sarebbe stata la sua esca, una comparsa perfetta in una sceneggiatura di inganni.
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