Le Università pagano il conto della pandemia

La prestigiosa University College London è la prima a immolarsi: class action quasi miliardarie, 170mila studenti scottati dagli strumenti a loro forniti durante il periodo del Covid19, e una potenziale lunga striscia di cause simili pronte a fioccare. Il conto per le misure adottate durante la pandemia sta per essere presentato.

Fasanella: «Gli inglesi hanno sempre voluto influenzare la politica italiana attraverso il controllo delle nostre élite»

«Per il governo, Churchill e i conservatori puntavano sul riciclaggio del “fascismo buono”: i gerarchi della filiera anglofila sopravvissuti, primo fra tutti Dino Grandi. Mentre la continuità istituzionale doveva essere garantita dalla monarchia. I laburisti invece avevano un rapporto privilegiato con le correnti laico-azioniste della politica italiana. Entrambi, conservatori e laburisti, detestavano i cattolici»

Macron mette nei guai la Francia

Il Presidente francese, sempre più in crisi, accelera il riarmo per inseguire l'autonomia strategica e guardare da pari a pari gli Stati Uniti e la Cina. Nel frattempo però incrina l’asse con la Germania e fa crescere tensioni con gli alleati su NATO, bilanci sociali e leadership europea.

Nulla di nuovo a Monaco

All'Hotel Bayerischer Hof è andata in scena la solita storia, con nuovi interpreti, ma con lo stesso finale. L'Europa deve fare da sé, la Conferenza di Monaco di quest'anno l'ha ribadito ulteriormente. Sul tavolo resta una scelta: restare museo armato da altri o diventare finalmente un soggetto che si arma, produce e decide in proprio.

Béla Tarr, l’anti-Hollywood

Il regista ungherese, con il suo “cinema medioevale” dall’estetica austera e solenne, ha cercato tutta la vita d'indagare la condizione umana, senza mai scendere a patti con l’industria cinematografica.

La fine della cristianità

Dal tramonto della cristianità al ritorno del paganesimo: Chantal Delsol racconta la lunga ritirata della Chiesa e il nuovo orizzonte spirituale dell’uomo contemporaneo, tra nostalgie perdute e silenziosi testimoni del Vangelo.

Crisi incrociate nei Balcani

Tra scandali politici, pressioni anticorruzione, tensioni energetiche e fragilità istituzionali, la fine del 2025 conferma i Balcani occidentali come una regione attraversata da equilibri precari. Serbia, Albania, Kosovo e Bosnia-Erzegovina restano sospese tra riforme incompiute, polarizzazione interna e competizione geopolitica, con rilevanti ricadute sociali ed economiche.

Narnia nello spazio

Nella “Trilogia cosmica” (1938-1945) dello scrittore britannico Clive Staples Lewis ripubblicata recentemente da Adelphi in un volume unico, assistiamo, in bilico tra science fiction ed epos, allo scontro senza esclusione di colpi tra bene e male, materia e spirito, razionalità calcolante e pensiero poetante, spirito di geometria e di finezza.

La guerra che ha perso il mondo

In Ucraina non ci sono vincitori. È un rituale oscuro che divora i suoi adepti, una spirale discendente che affonda le sue radici in profondità insondabili, crepa nell’ordine apparente del mondo, attraverso cui filtra qualcosa di più antico e inumano. Inseguire la chimera di una “pace giusta” significa comprare un biglietto di sola andata per l’inferno. Chi continua a pronunciare questa formula ignora di star evocando a raccolta forze che non controlla.

La Finlandia non è più quella di una volta

Dietro l’immagine idealizzata della patria del welfare, dell’istruzione d’eccellenza e della felicità, dalle parti di Helsinki si nascondono crisi strutturali e contraddizioni profonde: stagnazione economica, debito crescente, disoccupazione elevata, declino tecnologico, tensioni con la Russia e fallimenti della politica di spesa. La sanità e la scuola, un tempo vanto nazionale, mostrano limiti evidenti, mentre le riforme di austerity e le sfide geopolitiche mettono alla prova l’idea stessa di modello nordico sostenibile.

Folgorato sulla via del sovranismo

Un anno dopo il rapporto sulla competitività, Draghi riemerge come critico del modello europeo, denunciando mercantilismo tedesco, austerità e compressione salariale. Le sue ammissioni mettono in discussione le scelte dell’UE e dell’Italia, rivelando contraddizioni profonde. Il nuovo discorso apre interrogativi sulla responsabilità politica e sulla possibilità di una svolta industriale, mentre il paese accoglie tutto con disarmante passività, che riflette anni di errori strutturali e mancate scelte strategiche per l’Europa.

Siamo un Continente sotto assedio

In un mondo segnato da polarizzazioni interne, crisi della democrazia e pressioni esterne generate dall’universalismo occidentale, l’Europa appare un vaso di coccio tra potenze inquiete e identità in conflitto. Per evitare nuove derive e preservare la propria autonomia culturale, il Continente deve recuperare realismo, responsabilità e la propria tradizione di saggezza storica, coltivando dialogo, misura e limiti nel potere, per navigare un ordine globale sempre più instabile e imprevedibile oggi.
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