Piccola missione marziana

Mentre Stati Uniti e Cina si contendono il primato sulla colonizzazione di Marte a colpi di miliardi, l'Italia prova una strada diversa: il progetto "Small Mission to Mars" non punta sulla scala, ma sulla specializzazione. Costruire materiali direttamente sul pianeta usando la regolite marziana, ridurre i costi strutturali della permanenza umana, diventare fornitore indispensabile della futura economia extraterrestre. Una scommessa che vale più del suo nome.

Una rivoluzione industriale invisibile

La stampa in 3D di un motore elettrico completo da parte del Massachusetts Institute of Technology, resa pubblica qualche giorno fa, non rappresenta soltanto un progresso tecnologico. È, più probabilmente, uno di quei fatti che segnano una discontinuità storica. Non produce immediatamente titoli paragonabili a una crisi finanziaria o a una guerra, ma introduce un cambiamento destinato a ridefinire nel tempo l’organizzazione stessa dell’economia mondiale.

I problemi di un modello basato sull'export

Un primato statistico celebrato come svolta storica rivela in realtà i limiti strutturali di un’economia fortemente aperta, esposta a shock geopolitici e commerciali. Tra dati parziali, dipendenza dai beni fisici e debolezza nei servizi avanzati, il nodo centrale diventa la sostenibilità di un modello fondato sull’export in un mondo sempre meno cooperativo.

Una firma storica

L’accordo commerciale tra Mercosur ed Unione Europea ridefinisce gli equilibri geopolitici, segnando un passo strategico contro il protezionismo USA e la competizione cinese. Ma crescono resistenze politiche interne che potrebbero condizionare ratifica e impatto economico per molto tempo.

Folgorato sulla via del sovranismo

Un anno dopo il rapporto sulla competitività, Draghi riemerge come critico del modello europeo, denunciando mercantilismo tedesco, austerità e compressione salariale. Le sue ammissioni mettono in discussione le scelte dell’UE e dell’Italia, rivelando contraddizioni profonde. Il nuovo discorso apre interrogativi sulla responsabilità politica e sulla possibilità di una svolta industriale, mentre il paese accoglie tutto con disarmante passività, che riflette anni di errori strutturali e mancate scelte strategiche per l’Europa.

Golden power: il caso Unicredit

L’evoluzione del Golden Power riflette la crescente centralità dello Stato nella tutela della sicurezza economica nazionale. Il tentativo di acquisizione di Banco BPM da parte di UniCredit evidenzia le tensioni tra esigenze di sovranità e libertà d’impresa, mostrando come i poteri speciali, nati per proteggere interessi strategici, possano al contempo incidere sull’autonomia del mercato e ridefinire i confini dell’intervento pubblico in economia.

Il malato d'Europa è oltralpe

La legge di bilancio incombe, e Macron tira a campare. In attesa della prova elettorale del 2026 e delle presidenziali 2027, si rinnova la fiducia al Primo Ministro uscente, con la speranza che le decisioni del prossimo biennio non lascino spazio a forze crescenti che potrebbero far cambiare il vento anche dalle parti dell’Eliseo. L’Italia insegna, stare all’opposizione conviene più che governare.

L'economia israeliana fra luci e ombre

Tel Aviv deve avviare una riflessione politica sullo stato di salute della propria economia, la quale non potrà essere mantenuta solo dalla spinta del settore militare e dell’hi-tech, così come dagli aiuti americani ed europei. Occorre infatti un ripensamento delle priorità nazionali, al fine di evitare che l’economia israeliana si tramuti irreversibilmente in un’economia di guerra.

Dopo la globalizzazione

E se sotto il caos voluto del Presidente americano si celasse una certa chiarezza, dimostrata dalle ultime iniziative dell’Amministrazione, sulla metamorfosi indispensabile nella strategia e sul divario tecnologico americano che in un futuro più o meno prossimo possa garantire l’egemonia? La politica americana spasima di capire cosa avverrà dopo la globalizzazione classica. E il mondo con essa. Cercare di fare un bilancio di questi primi mesi di nuova amministrazione statunitense, dunque, non è solo utile, è anche fondamentale per capire dove andrà l'Italia.

L’interdipendenza come arma

A differenza delle previsioni teoriche sull’embedded liberalism, le interdipendenze tra economie non hanno generato una stabilità permanente, ma piuttosto moltiplicato le fonti di rischio e ampliato la sfera della sicurezza nazionale.

Il 2025 è un nuovo 1971

Gli Stati Uniti scelgono di riscrivere le regole prima che siano le regole a travolgerli, riaprendo con i dazi una fase di riordino industriale e riequilibrio macroeconomico. Trump, voce del disagio produttivo, traduce il malcontento in un cambio di rotta che mette in discussione il libero scambio come dogma.

La manifattura italiana è in allerta rossa

Il declino industriale ha compiuto due anni a gennaio. La guerra russo-ucraina ha soltanto un mese in più. Il calo procede ad un ritmo che ignora la successione delle maggioranze politiche e dei governi. I caratteri problematici durano da lungo tempo.
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