Palantir è uno specchio

Il manifesto di Palantir spaventa perché non nasconde la propria natura: dice che il mondo è fatto di potenze, nemici e infrastrutture critiche, e che la neutralità tecnologica è una maschera. Mentre l'Occidente lo demonizza come minaccia autoritaria, accetta con minore turbamento che apparati pubblici disciplinino linguaggio e dissenso. La vera domanda non è se sia giusto costruire armi basate sull'AI: verranno costruite comunque. La domanda è chi lo farà e per quale scopo.

L'Impero sotto nessun cielo

Se Trump tenta di piegare il linguaggio religioso alla legittimazione della guerra, la Santa Sede prova a opporvi un contrappeso morale. Ma ridurre questa tensione a un semplice dissidio fra un presidente e un pontefice significherebbe mancarne il senso storico. In filigrana riemerge una nuova lotta per le investiture, un rinnovato conflitto tra papato e impero, in cui la pretesa del potere politico non è più solo governare il mondo, ma anche consacrarsi moralmente per farlo. Di contro, Roma prova a opporre un contrappeso, nel tentativo di arginare la saldatura tra guerra e sacro, e di contenere l’entropia del caos globale.

La guerra cognitiva si combatte con il Fentanyl

Dal papavero sumero al soma di Huxley, dall'eroina usata dai servizi di intelligence negli anni Settanta al Fentanyl dei cartelli messicani: il rapporto tra potere e sostanze che alterano la mente è antico quanto la civiltà. Ogni epoca ha il suo veleno. La nostra ne ha trovato uno che arriva a domicilio come un pacco Amazon e colpisce la volontà prima ancora del corpo.

Leone XIV, un anno dopo

Dalla politica estera ai fronti interni, l’eredità di Francesco non si annunciava di facile gestione. E così è stato, nonostante la tempra (inaspettata) di un Pontefice inedito. Il primo anno di Robert Prevost è stato tutt'altro che un rodaggio tranquillo. Il Papa americano, salito al soglio di Pietro l'8 maggio 2025, che molti immaginavano inoffensivo, si sta rivelando il più scomodo degli interlocutori.

Il piatto piange

Metà dell'umanità si nutre grazie ai fertilizzanti azotati di sintesi. E quasi la metà dell'export mondiale di urea transita da un pugno di paesi del Golfo Persico, gli stessi che la crisi di Hormuz ha paralizzato. Così quarantacinque milioni di persone si ritrovano sull'orlo di una crisi alimentare. Una filiera costruita per funzionare in tempi di pace, diventa, in tempi di guerra, un moltiplicatore di problemi.

Sulla natura informale del potere

Il potere non coincide né con la fantasia paranoica di una regia onnisciente né con la rappresentazione rassicurante di un sistema trasparente. Opera più spesso in una zona intermedia, fatta di ambienti, linguaggi, accessi, selezioni e conformismi che non devono comandare apertamente per orientare il plausibile e delimitare il dicibile.

Una società che si nutre di violenza

Una donna aggredita a cinghiate su un autobus ad Alessandria, ripresa da smartphone senza che nessuno intervenisse. Quella che potrebbe sembrare mera insensibilità è semplicemente la logica dello spettacolo integrato nella vita, dove la violenza diventa contenuto da condividere, il dolore altrui si trasforma in eccitamento e chi filma è, a sua modo, altrettanto vittima di chi subisce.

Il caso Kanye West

Il governo laburista di Keir Starmer ha revocato il visto a Ye - al secolo Kanye West - invitato come headliner al Wireless Festival di Londra, affondando l'evento e riaprendo una frattura antica: dove finisce la lotta all'odio e dove comincia la censura di Stato? Una questione che spacca la politica e rilancia il dibattito sulla libertà d'espressione nelle democrazie occidentali.

Una società senza adulti

L'Australia ha bandito i social ai minori di sedici anni e in tanti hanno indicato questa misura come modello per bloccare pericolose derive tecnologiche. Ma censurare non equivale ad introdurre qualcuno alla vita adulta, che ad oggi non esiste. Il rito di passaggio non c'è, l'approdo verso la maggiore età è un vuoto che nessun filtro potrà mai colmare.

Peter Mandelson al centro della rete

Le notizie degli ultimi mesi - su tutte il caso Mandelson, ma anche i fatti di Cipro - offrono spunti interessanti per ragionare sulla contraddizione strutturale della postura internazionale britannica. Un'influenza globale costruita su reti informali e infrastrutture oscure che, nel momento dell'esposizione, smettono di essere risorse e diventa fonte di vulnerabilità.

Le Università pagano il conto della pandemia

La prestigiosa University College London è la prima a immolarsi: class action quasi miliardarie, 170mila studenti scottati dagli strumenti a loro forniti durante il periodo del Covid19, e una potenziale lunga striscia di cause simili pronte a fioccare. Il conto per le misure adottate durante la pandemia sta per essere presentato.

Il narcotraffico è mobilità sociale

Morto un capo, se ne fa un altro: il Messico dei cartelli non conosce decapitazione, solo metamorfosi. Dal fentanyl cinese alle criptovalute del riciclaggio, dalla Malinche presidenziale stretta tra Trump e Pechino all'idra immortale del CJNG. Mentre i preti di frontiera cadono e i Mondiali si avvicinano, il labirinto di Paz non ha ancora trovato la sua via d'uscita.
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