Immigrazione, accettazione, collasso

Ceuta è il luogo in cui il continente europeo misura la propria capacità di difendersi. La recente crisi mostra ancora una volta come l’immigrazione possa essere trasformata in un’arma asimmetrica: pressione demografica, ricatto geopolitico, saturazione delle strutture di sicurezza e sfruttamento dei vincoli giuridici e del moralismo politico europeo. Mentre Rabat converte i flussi in strumento di potenza e Madrid paga il prezzo della propria debolezza ideologica, l’Italia tenta una risposta preventiva, ma parziale. La vera questione è se il continente europeo possieda ancora la volontà di difendere sé stesso.

La Cina rallenta la Terra

Esiste un momento preciso in cui la materia si ribella al tempo. È quello in cui ventisette trilioni di tonnellate di cemento e acciaio, compattate nella forma di una diga, rallentano impercettibilmente la rotazione terrestre. Sei centesimi di microsecondo: una frazione di eternità che la NASA ha misurato come tributo involontario che l'umanità paga alla hybris cinese. Le Tre Gole sono un'opera di ingegneria idraulica che dichiara guerra alla fisica stessa, e annuncia una visione del futuro ben precisa.

Dialog sopra i massimi sistemi

Un errore di configurazione ha esposto i file interni di Dialog, il circolo fondato da Peter Thiel che ogni anno riunisce su invito le figure più influenti di tecnologia, finanza e politica. Tra i nomi emersi: Elon Musk, Jared Kushner, Eric Schmidt. Tra i titoli delle conferenze: "Prepararsi alla terza guerra mondiale"; "Come si costruisce un culto". Il leak ha reso visibile il laboratorio in cui alcune idee diventano realtà prima ancora di essere discusse pubblicamente.

Il paradosso di Écône

I lefebvriani riconoscono il Papa, ma ritengono possibile disobbedirgli quando le sue decisioni contraddicono la Tradizione. Le consacrazioni del 1988 e del 2026 sono tentativi di richiamare la Chiesa alle proprie origini, accettando il rischio dello scisma in nome di uno scopo ritenuto più alto. Écône resta un bastione contraddittorio della Tradizione, il cui obiettivo è ricordare a Roma che un’apertura senza limite può finire per distruggere ciò che vorrebbe preservare.

Il lungo inverno demografico di Russia e Ucraina

Mosca ha oscurato i propri dati demografici dalla primavera del 2025, mentre Kiev scende sotto un figlio per donna e conta tre morti ogni nato vivo. Da entrambe le parti le perdite militari si sommano a un declino che precede la guerra e che quest'ultima ha solo accelerato.

L'Italia che si svuota

Gli italiani residenti all'estero sono oltre il 10% della popolazione nazionale: primo posto nell'Unione europea per numero di emigrati. Non partono solo i giovani in cerca di esperienza, ma professionisti nel pieno della carriera, dottori di ricerca formati a spese pubbliche, famiglie che cercano certezze altrove. Il costo per le casse dello Stato supera i 25 miliardi l'anno. E nessuna politica finora ha saputo invertire la rotta.

Il grido dei figli dimenticati

Negli scorsi giorni, a Belfast, è rimontata una rabbia a lungo compressa sotto la superficie della convivenza imposta dal catechismo progressista. Là dove ciò che era stato presentato come soluzione universale – compensazione demografica attraverso l’accoglienza indiscriminata via forzato linguaggio inclusivo – si rovescia nel suo contrario: abbandono, paura, territori consegnati a una barbarie quotidiana. Dove i costumi si corrompono e avanzano le pretese degli allogeni, cresce la rabbia dei dimenticati. Belfast è monito per tutto l’Euro-continente.

La traiettoria comune di marxismo e capitalismo

Per decenni sono stati pensati come nemici assoluti. Eppure entrambi nascono dalla stessa stagione spirituale della modernità, condividono la dissoluzione della trascendenza, la centralità della tecnica e l'universalismo emancipativo. Il capitalismo non sconfisse il marxismo perché più giusto: lo sconfisse perché più adatto a servire la forza storica che entrambi avevano contribuito a liberare. Ora quella forza - la tecnica - sta incontrando il proprio limite.

Palantir è uno specchio

Il manifesto di Palantir spaventa perché non nasconde la propria natura: dice che il mondo è fatto di potenze, nemici e infrastrutture critiche, e che la neutralità tecnologica è una maschera. Mentre l'Occidente lo demonizza come minaccia autoritaria, accetta con minore turbamento che apparati pubblici disciplinino linguaggio e dissenso. La vera domanda non è se sia giusto costruire armi basate sull'AI: verranno costruite comunque. La domanda è chi lo farà e per quale scopo.

L'Impero sotto nessun cielo

Se Trump tenta di piegare il linguaggio religioso alla legittimazione della guerra, la Santa Sede prova a opporvi un contrappeso morale. Ma ridurre questa tensione a un semplice dissidio fra un presidente e un pontefice significherebbe mancarne il senso storico. In filigrana riemerge una nuova lotta per le investiture, un rinnovato conflitto tra papato e impero, in cui la pretesa del potere politico non è più solo governare il mondo, ma anche consacrarsi moralmente per farlo. Di contro, Roma prova a opporre un contrappeso, nel tentativo di arginare la saldatura tra guerra e sacro, e di contenere l’entropia del caos globale.

La guerra cognitiva si combatte con il Fentanyl

Dal papavero sumero al soma di Huxley, dall'eroina usata dai servizi di intelligence negli anni Settanta al Fentanyl dei cartelli messicani: il rapporto tra potere e sostanze che alterano la mente è antico quanto la civiltà. Ogni epoca ha il suo veleno. La nostra ne ha trovato uno che arriva a domicilio come un pacco Amazon e colpisce la volontà prima ancora del corpo.

Leone XIV, un anno dopo

Dalla politica estera ai fronti interni, l’eredità di Francesco non si annunciava di facile gestione. E così è stato, nonostante la tempra (inaspettata) di un Pontefice inedito. Il primo anno di Robert Prevost è stato tutt'altro che un rodaggio tranquillo. Il Papa americano, salito al soglio di Pietro l'8 maggio 2025, che molti immaginavano inoffensivo, si sta rivelando il più scomodo degli interlocutori.
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