Biografia delle tute bianche

Sono trascorsi ventiquattro anni dai tragici fatti che ebbero luogo a Genova durante il ventisettesimo vertice del G8. Nel luglio del 2001 il capoluogo ligure venne convertito in una zona rossa, divenuta poi teatro degli scontri tra forze dell’ordine e alcuni dei gruppi riunito attorno al Genoa Social Forum (GSF). Tra questi, ebbero un ruolo di primaria importanza le Tute Bianche. Il loro contributo fu fondamentale per la formazione di un ampio consenso al movimento no global, contribuendo alla mobilitazione di 300.000 persone tra il 19 e il 22 luglio 2001.

Oltre la Libia

Le dinamiche di potere sono mosse da un nuovo modo di concepire lo stato, il suo essere e il modo in cui deve agire, che potremmo definire “marketing di stato”. È questo concetto, in costante relazione alle vecchie impostazioni settecentesche, che modella i rapporti fra i membri della comunità internazionale. L'attuale situazione libica rappresenta un caso studio emblematico.

La psicoanalisi e il problema del futuro

Il soggetto nel suo rapporto con il futuro, per sua natura inconoscibile, può tendere a destrutturarsi, cadendo nella labilità psicologica, oppure si mostra per come non è, pur di mantenersi sano. Tuttavia, il futuro, proprio per il suo essere misterico, resta uno spazio contendibile e aperto alle possibilità dell’io di trasformarsi autenticamente. La psicoanalisi, rinnovando il suo vasto apparato teorico, può risultare decisiva per le sfide di domani.

I nuovi primitivi

Il ritorno del "pensiero magico" non è più una remota possibilità: di fronte alle nuove meraviglie della tecnica siamo come i primi uomini dinnanzi alla scoperta del fuoco. L’intelligenza artificiale è la magia del nostro tempo, quel fenomeno a cui tutti guardano e che tutti ammirano senza che nessuno si chieda cosa sia davvero.

Prezzolini oltre la destra e la sinistra

Mentre la politica tende a frammentarsi in identitarismi e semplicificazioni, c’è chi cerca di riscoprire le radici del pensiero oltre le etichette e i formalismi. Giuseppe Prezzolini, in questo, è fondamentale per superare la rigidità della dicotomia destra-sinistra. Il suo pensiero conservatore, al di là degli stereotipi, non vuole essere semplicemente una delle tante “destre” ma un modo alternativo di intendere la realtà.

La denuncia di un cadavere 

La cultura, un tempo pilastro del pensiero critico, oggi si dissolve nell’immediatezza digitale. Nell’era dell’analfabetismo funzionale e della superficialità, la conoscenza è ridotta a intrattenimento, il sapere a merce. Social network e intelligenza artificiale plasmano menti passive, mentre il pensiero profondo è relegato all’oblio. La ricerca è sterile, l’istruzione annacquata, la riflessione sostituita dall’indignazione. E così, senza clamore, si celebra il funerale della cultura, vittima silenziosa del suo tempo.

Il futuro secondo Thomas Piketty

Con una visione che unisce etica e riforma fiscale, Thomas Piketty propone un nuovo paradigma: equità universale, cogestione aziendale e un sistema internazionale basato su giustizia sociale, fiscale e climatica. Le sue idee, in continuità con Marx e Braudel, puntano a ridurre le disuguaglianze strutturali e a favorire una globalizzazione più equa, dove eredità minima universale e tassazione progressiva sostengano una società più giusta e sostenibile.

Salvarci o invecchiare

“Colui che pensa di restaurare ciò che è irrimediabilmente destinato a crollare è come il vecchio che si illude di rivivere la propria gioventù. È questo l’inganno del reazionario.” Un ciclo storico, come un ciclo biologico, è forse impossibile da invertire. L’ipotesi dell’eternità non può sussistere per nessuna civiltà. La vecchiaia, allora, può diventare una salvezza.

Fame di mito

Nella crisi attraversata dagli ordini democratici sempre più spesso al cittadino comune viene a mancare il radicamento in un sistema di simboli condiviso: alle istituzioni e ai leader riesce impossibile costruire repertori di immagini forti che facciano da collante sociale. Urge che la politica si accompagni alla costruzione di miti condivisi per contrastare la sua perdita di credibilità.

Il risveglio profondo del femminismo

Tra le pagine di Susan Sontag e Rossana Rossanda si snodano riflessioni ancora vive su femminismo, linguaggio e politica, in un intreccio di critica sociale e introspezione. Dai tabù sull’età alla mercificazione dell’immagine, il confronto con Adrienne Rich e la centralità del privato illuminano questioni che attraversano generazioni, sfidando la retorica dominante e rivelando un femminismo capace di unire l’individuo e il collettivo in un dialogo complesso ma necessario.

L’eterna disputa tra Oriente e Occidente

Oriente e Occidente. Espressioni quasi metafisiche. Luoghi più del pensiero che della geografia. Rappresentazioni di differenze incommensurabili. Per rintracciare ciò che fonda tale alterità è necessario intraprendere un viaggio concettuale, più che temporale e spaziale. È infatti nella Ragione che tutto ha inizio. Non nel contenuto della Ragione, ma nella Ragione come contenuto.

L'ascesa del declino occidentale

Negli ultimi anni, l’espressione “Il Declino dell’Occidente” è tornata in auge nei dibattiti mediatici, sebbene spesso purgata delle sue radici filosofiche. Originata dall’opera di Oswald Spengler, questo concetto si riflette oggi nei ragionamenti di Odifreddi o Rampini, per fare due esempi, che analizzano il fenomeno da una prospettiva economico-materialista. Tuttavia, manca spesso una riflessione profonda sul significato storico e valoriale di tale declino, riducendo il dibattito a contraddizioni tra progresso, potere e ideali di giustizia.
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