Ostrogoti nel salotto buono

Un fantasma aleggia ancora su Piazzetta Cuccia: quello di un capitalismo di relazione che, tra patti di sindacato e salotti buoni, ha diretto l’Italia come fosse una piccola orchestra. Mediobanca non è più l’istituzione-cuore della Prima Repubblica, ma il ritorno delle cordate pubblico-private lascia intravedere un’eco cucciana: dirigismo senza ideologia, potere silenzioso, politica come banca e banca come politica.

Le contraddizioni dell'Italia balneare

Il mare italiano, da sempre specchio sociale e culturale, oggi rivela la crisi della villeggiatura, la contrazione del turismo balneare e la perdita di centralità strategica. Tra erosione industriale, capitali stranieri e vulnerabilità mediterranee, l’Italia rischia di ridursi a cartolina turistica, incapace di trasformare memoria e narrazione in autentica proiezione geopolitica.

Essere analfabeti oggi

In senso opposto alle forme espressive dell’antica società greca, l’odierna realtà dell’analfabetismo funzionale si crea in un ambiente disabituato al confronto con controparti avverse, inibito delle sue capacità critiche poiché fugge la lettura, cognitivamente attiva, di romanzi, quotidiani e riviste. L’ipersemplificazione con cui ci supporta la tecnologia non viene controbilanciata, affossa la curiosità verso ciò che non si conosce proprio in quanto tutto può essere passivamente conosciuto.

Il Ponte che riavvicina l’Italia

È necessario smetterla di trattare la questione del ponte sullo Stretto di Messina come una mera questione contabile. Il Ponte va fatto per restituire la Sicilia all’Italia, e l’Italia alla Sicilia. Sarà la chiave per sciogliere l’isolamento siciliano, rilanciando il Meridione, proiettando l’Italia tutta al centro del Mediterraneo.

Mario Segni, detto Mariotto

Acuto lettore e colto giurista, abbiamo intervistato Segni per ripercorrere la storia della nascita della Seconda Repubblica, e dell’agonia di quella presente stravolta dalle conseguenze politiche del trumpismo.

«C’è da rileggere in maniera approfondita la storia della Repubblica, è fondamentale per capire quali siano stati gli autentici Statisti.» Il punto di vista privilegiato di Vincenzo Scotti

Esponente di spicco nei governi Andreotti IV, V, VI e VII, Cossiga I e II, Spadolini I, Fanfani V, Craxi I, Amato I, più una parentesi con Forlani dal 1980 al 1981. Più volte ministro e sottosegretario in diversi dicasteri, dalla Farnesina all’Interno, sino al Lavoro e ai Beni culturali, nel 1984 è stato sindaco della sua città. Fu sette volte ministro, e ha attraversato quasi indenne la Prima e la Seconda Repubblica ritornando al governo con Berlusconi da sottosegretario nel 2011.

La provincia nera

Più delle metropoli, sovente considerate l'epicentro della degenerazione umana, è la provincia il luogo dove i mostri prendono vita. Se Avetrana ci ha mostrato la degradata arretratezza di una certa parte di Paese, così Garlasco sembra rivelare tutto un sottobosco brulicante di peccati collegati tra loro, autoalimentati da una perversa condiscendenza e mortiferi qualora ci si metta a scrutarli.

Smettiamola di morire di quorum

L’Italia in maggioranza ha smesso di scegliere da anni. Vuole solo essere lasciata in pace e spesso in panciolle, accettando anche di subire in silenzio. E se è vero, come ci hanno insegnato, che l’individuo è sacro, autonomo, responsabile delle proprie azioni e di quelle dei propri consimili, non è scritto da nessuna parte che queste ultime debbano ispirarsi ai più nobili intenti. Né che un’azione sia sempre preferibile, per convenienza, a una non-azione.

«L'Italia è un gigantesco ed ipertrofico Stato pontificio.» L'intervista a Fabrizio Rondolino

«Anziché liberarcene, con l'Unità d'Italia lo abbiamo nazionalizzato. Dalla Roma dei papi abbiamo ereditato le due principali caratteristiche del nostro Paese, i due tumori maligni che l'hanno ridotto a quello che è: la tenace convinzione che corruzione e inefficienza siano le sole modalità possibili della vita pubblica, e l'abitudine a baciare la pantofola di chiunque possa concederci un favore o un'assoluzione.»

La Libia è fondamentale

Fra la presenza di migranti pronti a lasciare il Paese per partire verso l’Europa e una forte crisi politico-economica, la Libia diventa terra fertile per i progetti delle grandi potenze, che mirano a sfruttare le debolezze delle élite politiche dell’area per insediarsi nelle dinamiche di potere dello spazio nordafricano. In questo quadro l'Italia rimane a guardare, in una stasi frutto della propria impotenza.

Terrorista, pentito, nipote

Alberto Franceschini è morto, ma non la discussione attorno alla sua figura. Cofondatore delle Brigate Rosse, dissociato, carcerato, poi pentito a metà, mai davvero riabilitato. Un uomo cresciuto tra le ceneri della Resistenza e precipitato nell’incubo della lotta armata.

Roma è il mondo

Nel cuore di un mondo frammentato, Roma conserva una centralità diplomatica che nasce dall’intreccio tra Stato italiano e Chiesa cattolica: due poteri contigui ma divergenti, la cui storica tensione potrebbe oggi trasformarsi in opportunità di convergenza geopolitica e culturale, restituendo alla città eterna un ruolo di snodo tra identità europee e sfide globali.
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