Geopolitica del coronavirus

Perché dietro l'allarmismo e il terrorismo mediatico che si sta facendo sul coronavirus si nasconde un altro capitolo dello guerra fredda contro Pechino.

L'egotismo dell'America first

Gli Usa si sono sempre approcciati in modo collerico alle questioni internazionali, un modo di fare dovuto alla fusione innaturale di nazionalismo e imperialismo universalista. Mentre l'impero americano si contorce su se stesso per colpa di uno scontro tra l'entourage di Donald Trump e i neocon più conservatori, il resto del mondo è vittima della perenne aggressività a stelle e strisce.

Convulsioni imperiali

Gli Stati Uniti sono nel bel mezzo di una guerra interna, tra centri di potere che vogliono imporre la loro visione del mondo e coinvolgono a forza l'intero sistema; una lotta che si trascina da anni e vede contrapposti l'entourage di Donald Trump e i neocon più conservatori: due fazioni che lottano per la sopravvivenza e mescolano pericolosamente la politica interna a quella globale.

Nella mente di Papa Francesco

Sulle spalle del pontefice argentino pesa come un macigno l'enorme responsabilità di evitare la dissoluzione della chiesa cattolica e guidarne la rinascita nelle periferie del mondo.

La politica neo-ottomana nuoce all'Europa

La strategia geopolitica di Erdogan mette a repentaglio gli interessi italiani ed europei. La colpa, però, è la mancanza di una strategia europea equa e condivisa, che ha sfavorito i Paesi meridionali tagliando fuori la Russia dalla partita energetica, e favorito le azioni sconsiderate della Francia e degli Usa per l’eliminazione di Gheddafi.

Nella mente di Macron

La visione del mondo di Parigi è senz'altro una delle più ricche e affascinanti, ma è anche quella che ha prodotto più vittime insieme a quella statunitense.

Nella mente di Trump

Da George Washington a Donald J. Trump: come un paese nato in odio all'imperialismo si è trasformato in un impero mirante ad omologare l'intero pianeta alla propria visione.

Da Parigi a Vladivostok

Il presidente francese sta guidando il fronte filorusso d'Europa dopo anni di stallo e gelo, nonostante l'opposizione di altri paesi e la guerra sotterranea con gli Stati Uniti.
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