OGGETTO: L'orso ferito
Dal Dispaccio #17 del 25.03.2024
L’attentato alla sala concerti Crocus è il preludio alla pace. Dietro i circa centocinquanta morti ci sono le tensioni fra tajiki e afghani, oltre a una rete d’intelligence americana stanziata al confine ucraino. Ma i preparativi per gli accordi sono in divenire e un ruolo fondamentale lo giocherà Papa Francesco.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

La conta dei morti ufficiale è arrivata a 143, mentre scriviamo, più un altro centinaio fra feriti gravi e gravissimi. Alla sala concerti Crocus dovevano esibirsi davanti a circa seimila persone i Picnic, storica band prog rock russa in attività da più di quarant’anni.

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

Per ricevere il Dispaccio entra nel nucleo operativo

I più letti

Per approfondire

Illuminaci di Elon

Pubblichiamo un estratto di Trincee & Segreti, il nuovo libro di Francesco Semprini in uscita per Magog Edizioni.

Helsinki dopo il gelo

In Finlandia la retorica neutralista è stata ormai superata, al suo posto è aumentata la spesa militare e la sicurezza di frontiera. Sono 1340 i chilometri che delineano il confine russo-finlandese, oggi fondamentale e soprattutto in via di rafforzamento sia da parte finlandese, con investimenti in recinzioni, mine antiuomo, droni e personale; sia da parte di Mosca con la riattivazione di vecchie basi militari dell’era sovietica.

Alle radici di Hamas

Da associazione caritatevole a propugnatrice della lotta armata. La storia della milizia che ha incarnato la causa palestinese.

L’esercito fantasma

È dal 2022 che velatamente si sente parlare del fenomeno delle defezioni ucraine, la cui supposta marginalità è sovente smentita dai fatti: gli ucraini in poco più di due anni di guerra hanno visto defezioni e fughe dalla leva per un ammontare di circa cinquecentomila unità. Un'emorragia devastante di circa settecento uomini al giorno.

La prova della verità per la NATO

Colta impreparata dall’assalto russo all’Ucraina, la NATO non sembra volere né la diplomazia né la guerra. Le radici della crisi sono profonde.

Gruppo MAGOG