L'interesse europeo è un tabù

I paesi europei guardano a Est per non guardarsi dentro. La Russia è il nemico perfetto: abbastanza concreta da giustificare il riarmo, abbastanza esterna da accogliere la proiezione di fallimenti maturati altrove. Più agevole prepararsi alla guerra che rivedere i propri schemi mentali. La non-minaccia russa ricompatta in superficie ciò che si disgrega nel sottosuolo europeo: guerra fuori per non nominare il conflitto dentro. In questa contraddizione si colloca l’immigrazione: tabù innominabile, tema che non può essere affrontato senza il rischio di essere etichettati come nostalgici di un passato che non trova pace. Ma ciò che viene ignorato si incancrenisce.

La Cina rallenta la Terra

Esiste un momento preciso in cui la materia si ribella al tempo. È quello in cui ventisette trilioni di tonnellate di cemento e acciaio, compattate nella forma di una diga, rallentano impercettibilmente la rotazione terrestre. Sei centesimi di microsecondo: una frazione di eternità che la NASA ha misurato come tributo involontario che l'umanità paga alla hybris cinese. Le Tre Gole sono un'opera di ingegneria idraulica che dichiara guerra alla fisica stessa, e annuncia una visione del futuro ben precisa.

Il Risorgimento è dimenticato

Appunti su una mancata politica storico-culturale: gli ottant'anni della Repubblica sono passati quasi inosservati, la targa inaugurata a Modena ha celebrato chi si oppose all'unificazione, i musei del Risorgimento sono vuoti. Mentre la Francia porta Marc Bloch al Pantheon e l'Iran inaugura statue di Shapur I, l'Italia ha smesso di raccontarsi. Senza un racconto condiviso, non c'è classe dirigente - solo una costellazione di corporazioni tribali che si autotutela.

Le metamorfosi di Francesco de Martini

Nato a Damasco, cresciuto tra le tribù beduine d'Arabia, Francesco de Martini attraversò il Novecento come ufficiale, nomade e stratega, salvando Hailé Selassié durante un colpo di Stato ad Addis Abeba e prevedendo con anni di anticipo la rottura tra Tito e Mosca. Una lunga vita di guerre, fughe e diplomazie segrete che la storia ufficiale ha lasciato ai margini.

Dialog sopra i massimi sistemi

Un errore di configurazione ha esposto i file interni di Dialog, il circolo fondato da Peter Thiel che ogni anno riunisce su invito le figure più influenti di tecnologia, finanza e politica. Tra i nomi emersi: Elon Musk, Jared Kushner, Eric Schmidt. Tra i titoli delle conferenze: "Prepararsi alla terza guerra mondiale"; "Come si costruisce un culto". Il leak ha reso visibile il laboratorio in cui alcune idee diventano realtà prima ancora di essere discusse pubblicamente.

Rivoluzione corsa

Dai fischi alla Marsigliese con Jacques Chirac presente alla morte in carcere di Yvan Colonna, dalla guerriglia del FLNC ai nazionalisti al governo dell'isola: la Corsica non ha mai smesso di resistere al centralismo francese. Oggi il percorso verso l'autonomia è formalmente avviato, ma il cammino è tortuoso, lo scetticismo diffuso e le linee di frattura ben visibili. Parigi concede poco e tardi, l'isola non dimentica.

Stallo a Hormuz

La crisi sull’attuazione del Memorandum of Understanding riflette l’incolmabile distanza tra le posizioni dei due firmatari; mentre il “convitato di pietra” israeliano soffia sul fuoco per far deragliare qualsiasi accordo. Nel frattempo il traffico attraverso lo Stretto si blocca di nuovo mettendo a rischio l’economia mondiale.

Cronistoria dei dossieraggi all'italiana

La nostra storia repubblicana è costellata di archivi paralleli e informazioni mai protocollate usate come leva di ricatto tra politici e faccendieri. I metodi cambiano, gli strumenti si aggiornano, i protagonisti si avvicendano, ma la sostanza è rimasta sempre la stessa: chi controlla i fascicoli, controlla il potere.

L’asse delle frodi

Dietro l’ondata di truffe legate a finti seminari di trading online e alle cosiddette “shitcoin” che sta colpendo migliaia di risparmiatori europei si nasconde un asse transnazionale consolidato. Mente strategica, capitali, software made in Tel Aviv. Base operativa: Nicosia. Un racket da centinaia di milioni di dollari al mese.

Settanta metri al giorno

L’ammonimento americano alla Polonia sull’ipotesi d’un incursione russa - addirittura terrestre via Kaliningrad o Bielorussia - getta un’ulteriore luce sinistra sulla questione allargamento del conflitto armato russo-ucraino. Mosca rallenta sul campo sarmatico-eusino e subisce la precisione dei sabotaggi, conscia tuttavia dell’esaurimento delle difese aeree Patriot ucraine, così come dell’incapacità della Vecchia Europa di affrontare davvero il nodo guerra. L’Italia rimane tra le solite paure e i soliti pronunciamenti pacifisti, volti al solo tornaconto personale di una certa parte politica.

Il paradosso di Écône

I lefebvriani riconoscono il Papa, ma ritengono possibile disobbedirgli quando le sue decisioni contraddicono la Tradizione. Le consacrazioni del 1988 e del 2026 sono tentativi di richiamare la Chiesa alle proprie origini, accettando il rischio dello scisma in nome di uno scopo ritenuto più alto. Écône resta un bastione contraddittorio della Tradizione, il cui obiettivo è ricordare a Roma che un’apertura senza limite può finire per distruggere ciò che vorrebbe preservare.

Il lungo inverno demografico di Russia e Ucraina

Mosca ha oscurato i propri dati demografici dalla primavera del 2025, mentre Kiev scende sotto un figlio per donna e conta tre morti ogni nato vivo. Da entrambe le parti le perdite militari si sommano a un declino che precede la guerra e che quest'ultima ha solo accelerato.
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