Alle origini del gioco al massacro

Intrattenimento sadico senza alcuna catarsi: è questa la proposta del giapponese Koushun Takami nel suo celebre romanzo Battle Royale, in cui immagina il rito annuale che prevede la selezione casuale di una classe di scuola media che dovrà ammazzarsi a vicenda, sotto la minaccia di essere a loro volta uccisi dai soldati del regime qualora rifiutassero, fino a che non rimanga un unico vincitore. Un gioco al massacro che è diventato, oggi, la forma principale di fruizione dello spettacolo, politico e non solo.

Un'escalation teatrale

Nel pieno della crisi esplosa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2025, Stati Uniti e Iran hanno inscenato una complessa e calibrata gestione di un'escalation, nella quale gli attori principali hanno mosso pedine militari e diplomatiche con straordinaria attenzione a non oltrepassare la soglia del conflitto aperto. A partire da un attacco simbolico contro un sito nucleare iraniano — già evacuato — ordinato da Donald Trump, fino alla risposta iraniana altrettanto contenuta contro una base americana sgombra, gli eventi suggeriscono una coreografia strategica dove la comunicazione indiretta, la deterrenza e il calcolo politico hanno avuto la meglio sull’improvvisazione bellica.

L'ordine mondiale in frantumi

Il delicatissimo scenario internazionale segna attualmente il declino dell’ordine mondiale che dal 1991, con la caduta dell’Unione Sovietica e la conseguente fine della Guerra fredda, ha determinato un lungo periodo di relativa stabilità dell’Occidente. Diversi sono i fronti di un’iniziale «guerra mondiale a pezzi», che, nel rispetto di un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, progressivamente sta rivelando schieramenti e principali attori; in una portata così importante da poter essere considerata uno scontro di civiltà.

Anonymous Sudan

Una rilettura fantasiosa di un’indagine reale dell’FBI, tra architetture hacker, giochi online e crepe sui muri.

La psicoanalisi e il problema del futuro

Il soggetto nel suo rapporto con il futuro, per sua natura inconoscibile, può tendere a destrutturarsi, cadendo nella labilità psicologica, oppure si mostra per come non è, pur di mantenersi sano. Tuttavia, il futuro, proprio per il suo essere misterico, resta uno spazio contendibile e aperto alle possibilità dell’io di trasformarsi autenticamente. La psicoanalisi, rinnovando il suo vasto apparato teorico, può risultare decisiva per le sfide di domani.

Il peso dei millenni

Gli iraniani hanno capito di dover fare da soli: oggi come in ogni fase della propria storia millenaria, i persiani sanno piegare il tempo a proprio vantaggio. Se n'è reso conto Michael Axworthy, scrivendo in “Breve storia dell’Iran” (Einaudi, 2010), come molto dell’anima attuale dell’impero persiano, ai più incomprensibile, sia il frutto di una stratificazione che ha lasciato intatte le ambizioni e la tenacia del suo popolo attraverso i millenni.

Crocevia Niger

Il Niger costringe l’Europa a guardarsi allo specchio. Il consueto discorso universalista dell’Illuminismo si svuota se non si traduce in sicurezza condivisa e riconoscimento di sovranità altrui. Se Bruxelles non rilegge Niamey come attore pienamente politico – e non più come posto di blocco desertico – il moto di Agadez continuerà a rifluire verso il Mediterraneo, accelerando una crisi di proiezione già in atto.

Cosa rimane della guerra fra Israele e Iran

Con la fine dello scontro diretto con l’Iran lo Stato ebraico vince l’ennesima battaglia ma rischia di perdere la guerra più lunga della sua breve esistenza. Con la cessazione delle ostilità entrambi i contendenti adesso possono prendersi una pausa per leccarsi le ferite, sistemare le proprie vulnerabilità e prepararsi al prossimo, inevitabile, conflitto.

Helsinki dopo il gelo

In Finlandia la retorica neutralista è stata ormai superata, al suo posto è aumentata la spesa militare e la sicurezza di frontiera. Sono 1340 i chilometri che delineano il confine russo-finlandese, oggi fondamentale e soprattutto in via di rafforzamento sia da parte finlandese, con investimenti in recinzioni, mine antiuomo, droni e personale; sia da parte di Mosca con la riattivazione di vecchie basi militari dell’era sovietica.

Mario Segni, detto Mariotto

Acuto lettore e colto giurista, abbiamo intervistato Segni per ripercorrere la storia della nascita della Seconda Repubblica, e dell’agonia di quella presente stravolta dalle conseguenze politiche del trumpismo.

Rapire un Dio

Tibet, 1995. All’età di sei anni Gedhun Choekyi Nyima viene riconosciuto come reincarnazione del Panchen Lama, figura di primaria importanza nel mondo tibetano e strettamente legata al Dalai lama. Il governo cinese, temendo di perdere controllo e legittimità, rapisce il bambino. A trent’anni da quel giorno, un intero popolo attende ancora il ritorno della sua guida spirituale.

I nuovi primitivi

Il ritorno del "pensiero magico" non è più una remota possibilità: di fronte alle nuove meraviglie della tecnica siamo come i primi uomini dinnanzi alla scoperta del fuoco. L’intelligenza artificiale è la magia del nostro tempo, quel fenomeno a cui tutti guardano e che tutti ammirano senza che nessuno si chieda cosa sia davvero.
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